Il sindaco Tagliani e i contratti di servizio Hera
di Valentino Tavolazzi*
08-02-2010
Durante la discussione di bilancio preventivo 2010 e per motivare la bocciatura da parte del Pd della risoluzione Ppf sul contratto di pubblica illuminazione Hera, tesa ad abbassarne il costo, il sindaco Tiziano Tagliani si è scusato con il Consiglio per non essersi accorto nel 2002, quanto quel contratto fosse sbilanciato a favore dell’azienda (1,4 milioni nel 2000, 2,7 nel 2004, 5,2 nel 2010). Egli inoltre si è giustificato per non essere, da avvocato qual è, esperto di contratti ed ha chiamato in “correità” i consiglieri, che, secondo lui, avrebbero dovuto accorgersi delle carenze contrattuali, quando nel 2002 portò la delibera in Consiglio. Tagliani ha poi aggiunto che anche l’ing. Tavolazzi, allora direttore generale, non se ne era accorto!
Questa insinuazione, mi offre l’opportunità di raccontare i fatti e dimostrare che il vero responsabile di quei contratti, così sbilanciati a favore di Hera, a danno del Comune e dei cittadini, porta il nome di Tiziano Tagliani. Da anni gli attribuisco tale responsabilità e predico affinché essi vengano rinegoziati. Durante la campagna elettorale, nel corso dell’incontro con i giovani imprenditori nel maggio 09, Tagliani, da me incalzato, aveva dichiarato di aver scritto egli stesso i contratti di servizio, poiché non lo feci io quando ero direttore generale del Comune. Si era finalmente assunto la responsabilità, ma aveva taciuto di averli sottratti alle mie competenze nel settembre 2001, un anno prima della loro firma, perché era insorto un forte contrasto tra il Comune, da me rappresentato, ed Agea, rappresentata da Maurizio Chiarini, in merito agli aspetti economici, di durata, delle garanzie e delle modalità di controllo, che il futuro AD di Hera voleva imporre al Comune. Vediamo come si svolsero i fatti (è tutto documentato ed a disposizione).
Nel primo semestre 2001 si svolsero incontri, da me coordinati, con i dirigenti competenti del Comune ed Agea, per predisporre i testi contrattuali, definire le prestazioni richieste ad Agea, i relativi corrispettivi, le modalità di rapporto tra azienda e Comune, la rendicontazione e fatturazione, la durata contrattuale, le garanzie di adempimento.
Durante tali incontri, come ricordato, emersero i suddetti forti contrasti tra me e Chiarini. Improvvisamente, il 17.07.01, Sateriale firmava un ordine di servizio che modificava l’iter delle delibere, togliendo il visto di congruità del direttore generale, che da quel momento ne veniva escluso. Nel settembre 2001 il vice sindaco Tagliani trasmetteva una versione dei contratti di servizio predisposta da Agea, accompagnandola con un appunto manoscritto su carta intestata dell’azienda, che recitava testualmente “previo parere di Rossi, Tortora istruisca la pratica per la giunta”. Di fatto, un anno prima che venissero firmati, egli, accontentando Chiarini, sottraeva i contratti al direttore generale, delegittimandolo ed escludendolo dal procedimento istruttorio e dal tavolo di trattativa con Agea. Nel luglio 2002 Tagliani portò in Consiglio comunale i contratti che nel settembre di quell’anno furono firmati.
Essi, la svendita di Agea ad Hera, la triplicazione dell’inceneritore, la svendita delle reti del gas ad Hera, la chiusura del laboratorio di Ponte, la chiusura delle Sot, l’assenza di un progetto di raccolta differenziata porta a porta, di riciclo e recupero dei materiali, l’aumento delle tariffe, la mancata vendita delle azioni Hera, sono tutti capitoli di una stessa, lunga storia.
* - consigliere comunale Ppf
L'ambiente nel Bilancio di previsione 2010
di Antonio Tafuro *
08-02-2010
Il quadro ambientale complessivo della nostra città, illustrato nella relazione presentato dalla giunta, ha toccato tutto i punti importanti e sensibili dei problemi ambientali . Si prendono in considerazione le bonifiche ambientali in atto: dal quadrante est , al polo chimico fino al quadrante ovest. Sono questioni complesse alle quali è necessario che vi sia la partecipazione attiva e convinta di tutti gli attori che hanno - in qualche misura - la responsabilità decisionale. Vediamo con favore l’obiettivo di siglare un "patto per l’economia,l’ambiente, la salute, l’ecologia" tra Comune, Usl, Provincia, Regione, Università, Arpa per agevolare e favorire lo sviluppo locale.
L’ Accordo di programma per il petrolchimico deve essere monitorato con una frequenza maggiore . L’integrazione del piano di comunicazione dell’Ambito Produttivo Omogeneo (APO) è un risultato auspicabile, la comunicazione per questo ambito industriale è fondamentale, il rapporto leale con la città, il rispetto e la fiducia reciproca è l’obbiettivo al quale dobbiamo tendere .
RIFIUTI- L’obbiettivo è tendere a rifiuti zero, attraverso nuove forme di raccolta differenziata, considerando che il valore aggiunto non è la percentuale di differenziato ma la percentuale di riutilizzo. Serve una campagna di sensibilizzazione dei cittadini sui costi ambientali delle nostre singole azioni quotidiane : per la produzione di un contenitore in plastica buttiamo 240 litri di acqua potabile. Sei tonnellate di tappi valgono 1200 euro. Utilizzare polietilene facilmente lavabili non pericoloso per i bambini. Un bimbo di 9 anni beve in media 20 volte in piccole dosi, domandiamoci quanti bicchieri di plastica vanno buttati . Carta e cartone non sono recuperabili per questi scopi, sono solo tonnellate di alberi tagliati. Comprare prodotti con meno imballaggi, usare bottiglie in vetro, i prodotti alla spina evitano milioni di tonnellate di rifiuti inutili. Favorire la filiera corta. L’umido è la percentuale più alta da smaltire e vale circa il 33%, è necessario adottano il compostaggio domestico. Basta mettere nel giardino 2 composter, aggiungere sempre erba, foglie e terra, dopo circa 5 mesi farlo asciugare e setacciare con rete metallica artigianale ottenendo due compost uno settile per le piante interne e l’altro più grosso per gli alberi in giardino. Bisogna arrivare ad avere 5 bidoni a famiglia, incentivare il compost, usare prodotti alla spina.
Acqua - La campagna a favore del consumo d’acqua da rubinetto invece che acqua minerale può ridurre l’immissione nell’ambiente di tonnellate di plastica, conoscere e governare la filiera per valutazioni in termini di sostenibilità e qualità.
Energia- Oggi è possibile avere un aumento dell'efficienze dell'uso dell'energia a costo zero, solo per mezzo di una diversa cultura sociale, invece di utilizzare tecnologie che sprecano energia con benefici ambientali discutibili, cambiando i nostri stili di vita si emette meno co2 e meno inquinanti, si risparmia e fa bene all’ambiente. Promuovere nell’edilizia nuove tecniche costruttive con l’ utilizzo di materiali che garantiscano maggior isolamento termico, potenziare il piano di ristrutturazione. Incrementare le forme di mobilità sostenibile, favorire il trasporto pubblico e incentivare l’uso della bicicletta: agire su trasporto, industria , energie rinnovabili e governare bene gli incentivi . Questa è la direzione giusta che costa meno al sociale, piuttosto che applicare tecnologie costose che riparano i danni. Inoltre le economie mondiali devono avere un modello di sviluppo omogeneo, la globalizzazione va governata.
Manca nella nostra cultura la voce “ricerca scientifica”, la confondiamo con la tecnologia che ci fa paura, collegare la tecnologia alla scienza e comunicare soprattutto con ragazzi di 12- 13 anni. Risparmiare energia è un problema soprattutto di coscienza individuale e il maggior investimento e far crescere questa coscienza.
Le risorse finanziare destinate da questo governo all’energia nucleare, sarebbe opportuno investirle “in comportamento e risparmio energetico” per consumare meno energia.
La parola d’ordine è: ”efficienza e risparmio energetico, tecnologia italiana per le rinnovabili e ricostruire la filiera della ricerca”. La ricerca nucleare potrebbe essere perseguita fino alla padronanza della tecnologia altrimenti, questo piano annunciato dal governo "mette mani e piedi in tecnologie altrui , a costi elevatissimi, con difficoltà localizzative e con tecnologie destinate a essere superate nei prossimi decenni".
* - consigliere comunale Pd
Libero Comune
di Paolo Giardini
08-02-2010
C’è negli archivi una famosa foto, scattata attorno al 1948, sempre intesa come primo simbolo del ritorno alla normalità del Comune di Ferrara dopo le traversie di guerra. Mostra una fila di nuovi furgoncini triciclo della Nettezza Urbana, azionati a pedale, allineati coi loro conducenti (paciugàr e spazzùn) in piazza Municipale. Furono comprati con soldi penosamente sottratti a risorse mai bastanti alle necessità del dopoguerra, per soddisfare il bisogno di civiltà sotteso nell’organizzare la pulizia in casa propria. Ancora in piena emergenza, quei trabiccoli di lavoro nuovi rappresentavano un futuro migliore. Se una foto odierna dovesse simboleggiare la peculiarità dei servizi del Comune, fra i tanti soggetti idonei è impossibile trovarne uno senza la targa di Hera, società per azioni. La società di capitali è la struttura mercenaria più filosoficamente lontana dall’essenza della municipalità che ci possa essere. Eppure ad una di queste s’è conferita buona parte dei servizi comunali, comprese l’esazione di certe tasse. E’ un caso che, nel dipanarsi della Storia, le tasse date in appalto dal potere vigente a soggetti diversi, insieme ad altri adattamenti abbiano sempre preluso a mutamenti non indolori? Uno degli artefici, se non l’artefice principale, di questa strana perdita di autonomia comunale (la genesi dei Comuni, si sa, è l’affermazione di autonomie emancipate da soggezioni feudali, non il contrario) è il nostro sindaco. Una perdita che è stata certamente intesa solo come muscolare, ritenendo che “la mente” possa conservare in virtù di clausole contrattuali il controllo a distanza di un “braccio” diverso dal proprio. Un disegno sbagliato, perché l’atrofizzazione del braccio spegne anche i comandi e di fatto il Comune perde il know-how dei servizi comunali. Quindi una provetta d’acqua di Po inviata a Sasso Marconi subisce un trattamento fisico, con agitazioni meccaniche alle temperature più varie miste a pause, considerato inammissibile dai vecchi tecnici comunali depositari del sapere municipale. Spariti quelli, chi in Comune ora può dare pareri per scienza propria sugli impianti di potabilizzazione? Sindaco, assessori e consiglieri? Non è possibile, oggi come i passato. Altro esempio. Il Contratto per l’affidamento a terzi del Servizio di Pubblica Illuminazione prevede giustamente i controlli. Ma i controlli significativi nel rispetto del Disciplinare Tecnico possono farli solo controllori esperti almeno come gli addetti ai lavori ed equipaggiati con apposite dotazioni, tipiche, appunto, di un Servizio Illuminazione Pubblica che non c’è più, fagocitato dal “controllato”. E’ una coincidenza che in cinque anni la spesa sia più che raddoppiata per l’illuminazione pubblica a fronte di una potenza elettrica costante? In questo contesto la frase gridata a Tavolazzi dal sindaco “Io non prendo ordini da Hera!!” nella seduta consigliare del 4/02/2010 suona come gradita espressione liberatoria per chi non apprezza un Comune brulicante di 1.500 furieri-impiegati e nessun soldato-operaio, in cui il senso della vita sia sempre e solo: “ed è subito Hera”. Se non altro, per rispetto a Quasimodo. Perciò speriamo che a Tagliani non sia sfuggita un’affermazione temeraria, che mantenga fede al suo intendimento dando ordini ad Hera in favore della città, riformulando contratti più idonei alle necessità di Ferrara. E cacciando via Hera da Ferrara se non ubbidisce.
Presente al giuramento di mercoledì 10 febbraio l'assessore Luciano Masieri
Cerimonia ufficiale in Municipio per tre nuovi cittadini italiani
08-02-2010

I.D. è nata nel 1971 in Ucraina ma risiede a Ferrara dal 1996; M.A. ha 56 anni, originario di Rabat capitale del Marocco vive a Ferrara dal 1992 dove i suoi due figli, ancora minorenni, sono nati; L. L. è invece nato 53 anni fa in Albania, ha un figlio sedicenne ed è a Ferrara dal 2001.
Stranieri, ma residenti legalmente in Italia da almeno un decennio, I.D., M.A. e L.L. hanno richiesto e ottenuto la cittadinanza italiana (con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell'Interno, appellandosi alla legge 91 del 5 febbraio 1992 art. 9, comma 1 e successive modifiche e integrazioni) che sarà loro conferita ufficialmente mercoledì 10 febbraio nella residenza municipale nel corso di una breve cerimonia di giuramento.
A Ferrara la firma dei documenti necessari da parte dei nuovi cittadini si svolgeva finora in forma molto semplice all’interno degli uffici comunali. A partire da quest'anno, ritenendo la modalità non più adeguata per sottolineare un passaggio così importante per l’intera comunità, il momento sarà caratterizzato da una maggiore ufficialità. Ad accogliere pertanto mercoledì dalle 9.30 i nuovi cittadini nella sala degli Arazzi - ogni giuramento richiederà circa 30 minuti - sarà l’assessore al Decentramento Luciano Masieri, affiancato dall’Ufficiale dello Stato civile del Comune di Ferrara Stefano Ferrari che dovrà informare i nuovi arrivati su normativa e modalità da espletare per il completamento dell’iter burocratico. La cerimonia culminerà poi con la consegna ai nuovi cittadini di una copia della Costituzione italiana, con raffigurata in copertina la sede municipale e con all’interno una lettera di benvenuto del sindaco Tiziano Tagliani. Benvenuto naturalmente valido anche per i figli minori dei nuovi 'arrivati', ai quali si estende il nuovo status del genitore.
A partire da giovedì 11 febbraio 2010 dunque, I.D., M.A. e L.L. continueranno ad essere rispettivamente di nazionalità ucraina, marocchina e albanese ma saranno al contempo anche italiani, in possesso quindi della doppia cittadinanza. Questo significa che d'ora in poi nel nostro Paese potranno vivere, lavorare, studiare oltre che votare ed eventualmente candidarsi ad un incarico pubblico.
Testo della lettera di benvenuto del sindaco.
Caro nuovo cittadino e nuova cittadina, in occasione dell'acquisizione da parte Vostra della Cittadinanza Italiana, sono lieto di dare a Voi il più caloroso benvenuto in Italia e nella comunità ferrarese. La vostra scelta di chiedere la cittadinanza italiana è un atto di fiducia verso questo Paese. Un Paese libero in cui la sovranità appartiene al popolo, un paese che persegue l’uguaglianza e la dignità di ciascuno senza distinzione di sesso, di razza, di religione, e di appartenenza politica. Un Paese che vi accoglie riconoscendo il percorso che avete compiuto e il contributo che darete per la crescita e il benessere di questa comunità, collaborando positivamente con tutti nel rispetto delle regole comuni e nella considerazione delle reciproche differenze culturali. Qualsiasi cittadino italiano, per nascita o per acquisizione, deve avere ben presente i propri diritti e doveri e la responsabilità che ha nel garantire una condivisa convivenza civile. Per questo siamo tutti chiamati a rispettare la Carta fondamentale dei Diritti e Doveri dei Cittadini, da cui discendono tutte le nostre Leggi: la Costituzione della Repubblica Italiana .Fare nostri i principi della Costituzione italiana è il primo dovere e la prima garanzia per essere cittadini di un paese democratico: cittadini uguali perchè uomini uguali. Oggi ve la consegnamo, non solo come gesto di benvenuto, ma perché possiate conoscerla e rispettarla. Solo attraverso la conoscenza dei diritti e dei doveri possiamo impegnarci consapevolmente ed attivamente per garantire, insieme all’integrazione, la costruzione di un futuro comune per i nostri figli L’Amministrazione del Comune di Ferrara è a Vostra disposizione per qualsiasi necessità e volontà di confronto. Per ora colgo l'occasione per formularvi i miei migliori auguri per una proficua esperienza nella comunità ferrarese. Il Sindaco Tiziano Tagliani.
LA SCHEDA -
Acquisto cittadinanza italiana/giuramenti-
(A cura dell’Ufficio Cittadinanze del Comune di Ferrara)
Nel 2008 a Ferrara sono stati complessivamente 80 (55 donne e 25 uomini) i giuramenti per acquisto di cittadinanza italiana, di questi 58 sono avvenuti per matrimonio e 22 per residenza nel territorio della Repubblica Italiana.
Queste le nazioni di provenienza dei nuovi cittadini: Marocco 9, Albania 8, Iran 7, Brasile 6, Ucraina 6, Polonia 5, Cuba 4, Federazione Russa 3, Nigeria 3, Libano 2, Francia 2, Moldavia 2, Messico 2, Romania 2, Perù 2, Slovacchia 2, Tunisia 2, Venezuela 1, Iraq 1, Serbia 1, Israele1, Grecia 1, Filippine 1, Gran Bretagna1 , Georgia 1, Azerbaijan 1, Bielorussia 1, Rep.Dominicana 1, Uzbekistan 1, Colombia 1.
Nel 2009 a Ferrara sono stati complessivamente 55 (32 donne e 23 uomini) i giuramenti per acquisto di cittadinanza italiana, di questi 28 sono avvenuti per matrimonio e 27 per residenza nel territorio della Repubblica Italiana.
Queste le nazioni di provenienza dei nuovi cittadini: Albania 8, Marocco 8, Iran 5, Moldavia 3, Brasile 3, Ucraina 3, Romania 2, Tunisia 2, Cuba 2, Polonia 2, Federazione Russa 2, Camerun 2, Bulgaria 2, Perù, 1, R. Dominicana 1, Togo 1, Bosnia 1, Croazia 1, Eritrea 1, Burundi 1, Serbia 1, Libano1, Israele 1, Venezuela, 1.
CONFERENZE STAMPA (10feb10) – Restauro ‘Madonna melagrana’; ‘Paesiesapori’
08-02-2010
- Il progetto di restauro della “Madonna della melagrana"
Mercoledì 10 febbraio alle 11, nella sede del museo della Cattedrale (ex chiesa di San Romano in
via San Romano) saranno illustrati alla stampa i dettagli del progetto di restauro della “Madonna della melagrana", opera dello scultore Jacopo della Quercia, conservata all’interno del museo.
All’incontro saranno presenti, tra gli altri, il sindaco Tiziano Tagliani, il dirigente del Settore Attività Culturali del Comune Andrea Buzzoni, il presidente del Consiglio di gestione del museo della Cattedrale mons. Danillo Bisarello, accompagnato da Berenice Giovannucci Vigi, componente dello stesso Consiglio, e Fabio Bevilacqua della ditta Crc Restauri srl.
- Il programma della manifestazione “Paesiesapori”
Mercoledì 10 febbraio alle 11,30, nella sala Arengo della residenza municipale, sarà illustrato alla stampa il programma della manifestazione “Paesiesapori” che si terrà sabato 13 e domenica 14 febbraio in piazza Trento e Trieste. Prenderanno parte all’incontro, tra gli altri, l’assessore al Commercio e alle Attività produttive Deanna Marescotti e la responsabile eventi dell’associazione Compagnia dei Sapori Chiara Barberi.
BIBLIOTECA ARIOSTEA - La 'Biblia en lengua española’
09-02-2010
Sarà dedicato a "La stampa dei marrani: Biblia en lengua española. Ferrara 1553" l’incontro in programma mercoledì 10 febbraio alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea. L’appuntamento, che vedrà come relatore Piero Stefani, direttore scientifico della Fondazione Meis (Museo nazionale dell’ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara), rientra nel ciclo "Testo e contesto. Libri preziosi in Ariostea" promosso dall’associazione Amici della biblioteca Ariostea, in collaborazione con il corso di laurea in Filosofia dell’Università di Ferrara e mirato ad approfondire la conoscenza del patrimonio manoscritto e librario della biblioteca civica.
LA SCHEDA:
La "Biblia en lengua española" fu stampata dal tipografo ebreo portoghese Abraham Usque e dall’ebreo spagnolo Yom Tob Atias tra il 1551 e il 1553. Per quanto ancora non molto noto in città il libro rappresenta uno dei vanti di Ferrara a livello internazionale. Tradotta da ebrei fuggiti dalla penisola iberica e passati attraverso la esperienza marrana, la Biblia risente di un clima religioso pervaso da speranze messianiche. La volontà di stamparla fu scelta coraggiosa e molto impegnativa. Il libro suscita l’interesse degli storici della Sacre Scritture; interpella la storia e la teoria della traduzione, appassiona i bibliofili e coinvolge i rapporti con i poteri politici locali: la seconda edizione è dedicata a Ercole II d’Este.
Abraham Usque (Duarte Pinel)
Tipografo ebreo portoghese. Figlio di Selomoh e parente di Samuel, Abraham nacque a Lisbona, emigrò a Ferrara ove lavorò inizialmente nella tipografia di Jom Tob Atias (Jeronimo de Vargas), di cui nel 1555 acquistò il materiale. Stampò edizioni in ebraico, spagnolo e portoghese. In Portogallo si chiamava Duarte Pinel.
Jom Tob Atias (Jeronimo de Vargas)
Tipografo ebreo spagnolo, si trasferì a Ferrara nel 1551. Abitò dapprima nella contrada di S. Guglielmo e dal 1554 in quella di. S. Spirito. La Bibbia da lui stampata insieme ad Abraham Usque era stata iniziata da Giovanni Maria Nicolini da Sabbio e da Leonardo da Brescia che furono incarcerati per inadempienza.
BIBLIOTECA BASSANI - L’ora del racconto
08-02-2010
Nuovo appuntamento con le letture dedicate ai bambini dai 4 agli 11 anni alla biblioteca Bassani di Barco per il ciclo di racconti "Facce buffe... maschere e truffe". Mercoledì 10 febbraio, ad aprire il pomeriggio in sala Ragazzi alle 17, sarà "Tito il topo più forte del mondo" di Udo Weigelt e Nicolas d’Aujourd’hui, presentato da Marcello Brondi, seguito da "Il vampiro che aveva mal di denti" di Ann Rocard, presentato da Diego e Giacomo Marongiu.
Mercoledì 10 alla sala Boldini dibattito e proiezioni
Un omaggio al pioniere del cinema ferrarese: Antonio Sturla
08-02-2010

Una serata dedicata a uno dei padri del cinema di marca ferrarese, Antonio Sturla. Mercoledì 10 febbraio, alle 21, il Comune di Ferrara renderà omaggio al regista scomparso nel ’68 con un evento, a ingresso gratuito, alla sala Boldini.
L’appuntamento sarà aperto dalla presentazione del volume di Paolo Micalizzi dal titolo “Antonio Sturla: pioniere del cinema ferrarese” (Este Edition, 2008) che offrirà lo spunto per approfondire il ruolo che il regista ebbe nel panorama del cinema ferrarese e italiano. Oltre all’autore, interverranno al dibattito il vice sindaco Massimo Maisto, l’editore Riccardo Roversi, e il documentarista Paolo Sturla, figlio di Antonio e presente alla serata assieme ai fratelli.
L’iniziativa proseguirà con la proiezione di alcuni documentari di cui Antonio Sturla è stato direttore della fotografia: “Ferrara, epica e cortese” (1926) di Ugo Vasé e Antonio Sturla, dedicato alle bellezze artistiche di Ferrara, e “Amanti senza fortuna” (1949), che segna l’esordio nel cinema di Florestano Vancini, assieme ad Adolfo Baruffi, e rievoca la tragica storia di Ugo D’Este e Parisina Malatesta. Di Vancini sono ancora “Tre canne un soldo” (1954), incentrato sulle figure dei tagliatori di canne alle foci del Po, e “Via Romea” (1958), che ripercorre la storia di quest’arteria, allora in fase di completamento. In programma anche “Il postino di montagna” (1951) di Adolfo Baruffi, con il commento parlato dello scrittore Dino Buzzati e ambientato nel paese ladino di Colle Santa Lucia.
LA SCHEDA
La ricostruzione storica curata da Paolo Micalizzi prende le mosse dal 1912, anno del primo grande successo di Sturla con la “Comica finale”. Dello stesso anno è anche “Il baratro”, primo lungometraggio di produzione ferrarese. In seguito Sturla fu testimone di avvenimenti durante la prima e seconda guerra mondiale, svolse attività di cinereporter in giro per il mondo per l’Istituto Luce e per altri cinegiornali, seguendo anche importanti vicende ferraresi, soprattutto tra gli anni ’20 e ’40.
Antonio Sturla è stato poi operatore di una sessantina di documentari che portano la firma di alcuni dei più grandi registi del cinema italiano, ed è stato direttore della fotografia di due lungometraggi.
INTERPELLANZE - Balloons Festival e problematiche alla Circoscrizione 2
08-02-2010
Queste le interpellanze pervenute:
- Il consigliere Giannantonio Braghiroli (PD) ha interpellato il sindaco e l'assessore Massimo Maisto in merito al Ferrara Ballons Festival.
- I consiglieri Luca Cimarelli (PdL) e Alex De Anna (Io amo Ferrara) hanno interpellato il sindaco e l'assessore Luciano Masieri in merito alle problematiche della Circoscrizione 2.
VIABILITA’ – Modifiche al traffico per lavori in via Masi
08-02-2010
Per consentire l’esecuzione di lavori a cura di Hera, nei prossimi giorni il tratto di via Masi compreso tra via Sgarbata e via Frasbalda sarà interessato da provvedimenti di modifica della viabilità che comporteranno inizialmente l’istituzione del senso unico alternato, con l’impiego di un impianto semaforico, e successivamente l’istituzione del divieto di transito e di fermata.
BIBLIOTECHE COMUNALI - Possibili limitazioni dei servizi bibliotecari per assemblea sindacale
08-02-2010
In concomitanza con l’assemblea del sindacato Fp-Cgil, indetta per mercoledì 10 febbraio dalle 9 alle 10,30 le biblioteche e gli archivi comunali potrebbero differire l’apertura o subire limitazioni del servizio. La regolare ripresa delle attività avverrà entro le 11.
CIRCOSCRIZIONE 1 - In Consiglio le politiche di attività produttive e commercio
08-02-2010
Per l’illustrazione delle politiche delle attività produttive e del commercio del Comune di Ferrara l’assessore comunale alle Attività produttive Deanna Marescotti interverrà
mercoledì 10 febbraio alle 21 alla riunione del Consiglio della Circoscrizione 1 (via Capo delle Volte 4/d).
Le strategie del PD
di Valentino Tavolazzi*
08-02-2010
Nel consiglio sul bilancio 2010 il sindaco ed il Pd, invece di affrontare la voragine del bilancio (162 milioni a fine anno), l’emorragia del derivato (1,2 milioni di perdita nel 2010), gli aiuti alle famiglie Ppf (800 mila euro bocciati per non tagliare consulenze e trasferimenti alla cultura), e il sostegno all’occupazione Ppf (1,7 milioni bocciati per non vendere le azioni Hera), hanno parlato d’altro. La strategia decisa da Tagliani e dal partito leader della maggioranza, è apparsa subito chiara: spostare il baricentro del confronto dai temi sensibili per la città, agli spacciati insulti ad esponenti della maggioranza, da parte del consigliere Ppf Valentino Tavolazzi.
Ecco perché, invece del bilancio, abbiamo sentito il capogruppo del Pd Simone Merli, dopo che ha sventolato in aula l’improbabile dossier di 22 pagine con inesistenti insulti del consigliere Ppf Tavolazzi, dissertare di “Bignamino”, mentre il consigliere Pd Portaluppi si è dilungato sui “bagnini”. E tutti hanno udito in aula, e a casa in diretta streaming, gli strilli in falsetto del sindaco che accusava Tavolazzi di ritenerlo un “utile idiota” e/o un “disonesto”, vocaboli da me mai proferiti, né scritti. Dunque la parola d’ordine è depotenziare l’opposizione di Ppf, aggirando, tramite la calunnia, il merito delle sue critiche e proposte. Delegittimare l’avversario, non contestandogli gli argomenti che porta all’attenzione dei cittadini, ma facendolo passare per soggetto politico inaffidabile, che insulta e fa demagogia. Una scelta miope, quella del Pd, che da un lato mostra tutta la sua fragile evanescenza agli occhi degli elettori e dall’altro non raggiunge il risultato di arginare la grande onda di opposizione costruttiva, che Ppf ha generato per la prima volta a Ferrara e che intende portare avanti fino al 2014. Ma la strategia del Pd punta anche sulla disinformazione dei cittadini. Oggi leggiamo un intervento del consigliere del Pd Antonio Tafuro, che potrebbe essere premiato come il miglior “Manuale dell’autentico ambientalista”. Riciclo dei rifiuti, energie alternative, risparmio energetico ed altre perle del contrastato (dal Pd) ambientalismo ferrarese e non solo, sparse a piene mani dall’esponente di un partito che ha chiuso Conchetta nel 2005 dopo un esposto alla magistratura di Medicina Democratica; ha regalato ad Enipower la mega centrale Turbogas; ha consentito ad Hera di triplicare l’inceneritore ed importare rifiuti da fuori provincia; ha autorizzato la costruzione di abitazioni sui rifiuti nel quadrante est; ha costruito l’asilo del Salice sopra la falda inquinata da Cvm.
Ed infine spuntano anche le prove di “inciucio”. Da settimane attendevamo dal Pdl la firma sulla richiesta di Ppf, Lega, Prc, Iaf per un consiglio straordinario su Hera. Senza quella firma la richiesta era bloccata. Ebbene abbiamo appreso, durante il consiglio sul bilancio 2010, che ora, con il semaforo verde del Pd, il Pdl fa propria la richiesta prima osteggiata. Ad essa abbinerà pure quella per un consiglio straordinario su Cona. Evviva, non aspettavamo altro e ne vedremo delle belle!
* - consigliere comunale Ppf
Le politiche ambientali locali e la green economy
di Erika Alberghini *
08-02-2010
A qualche giorno dal voto al bilancio comunale previsionale mi sembra importante riportare l’attenzione al tema del bilancio ambientale, argomento portato nello stesso consiglio comunale durante gli interventi, ma che va sempre ricordato come problematica quotidiana.
Questo infatti è a mio avviso uno dei problemi fondamentali che le amministrazioni pubbliche a tutti i livelli hanno il dovere di affrontare, perché se è vero che i servizi, le strade, le infrastrutture hanno una priorità nelle scelte di governo, è anche vero che l’ambiente in cui viviamo è la nostra casa, e la nostra casa non può avere il tetto senza tegole, le finestre rotte e i muri diroccati.
Il territorio italiano è soggetto a smottamenti, alluvioni, pezzi di montagna che franano, inquinamento dei suoli, delle falde e dell’aria. Come possiamo non pensare che anche gli interventi per risistemare la casa in cui viviamo non sia una priorità? Eppure mancano i fondi per affrontare seriamente una politica ambientale che intervenga per dare una svolta alla tendenza, tutta italiana, di pensare all’oggi, all’immediato, al contingente, al problema più urgente. Credo che anche nelle coscienze dei cittadini qualcosa debba cambiare, perché se esiste tra la gente una forte sensibilità ambientalista è vero anche che un’amministrazione non si può permettere di tralasciare per esempio, per una volta, l’asfaltatura delle strade per investire di più sul rimboschimento del suolo, sulla creazione di maggiore biodiversità nelle nostre campagne, sul fotovoltaico, sullo sviluppo di condizioni per diminuire l’intensità del traffico cittadino.
Perché purtroppo siamo tutti ambientalisti, ma se poi il comune non ci spazza perfettamente le strade quando c’è la neve e non riasfalta, imbituma, ripristina velocemente le strade, distrutte da neve e sale, dal trasporto pesante che tutti siamo costretti a subirci ecc. allora ci sembra che l’amministrazione non pensi a noi.
E pensare che in questo periodo si parla molto di Green Economy, si parla e basta. Esistono tra i comuni dei patti sul tema degli interventi sul clima e ambientali in generale, quali Patto dei Sindaci e Carta delle Città e dei Territori d’Italia, che rischiano di rimanere delusi dalla mancanza di fondi per poter rendere reali queste politiche. E ancora la Dichiarazione su Ambiente e Sviluppo delle Nazioni Unite approvata nell’ambito del World Summit di Rio de Janeiro nel 1992, attribuisce alle città e ai territori un ruolo determinante per l’attuazione di misure per uno sviluppo sostenibile. Ma perché gli enti locali abbiano veramente questo ruolo sarebbe necessario che lo Stato italiano prevedesse speciali fondi a ciò destinati.
E invece i comuni che hanno anche una coscienza verde, devono arrabattarsi con mille stratagemmi per riservare un po’ di risorse anche alle politiche ambientali. A Ferrara abbiamo importanti esempi di questi sforzi: ad esempio il Parco Urbano, le tante aree verdi attorno alle mura della città, la ciclabile Burana, un corridoio verde che va da Ferrara a Bondeno. I boschi protetti di Porporana e dello Schiaccianoci. Quindi nel piano triennale delle opere pubbliche sono previste realizzazioni di impianti fotovoltaici, il miglioramento energetico degli edifici comunali e interventi straordinari agli impianti termici; potenziamento della rete fognaria, altro intervento importante per preservare l’ambiente dagli scarichi non depurati nei canali; fondi per la pubblica illuminazione, che auspico vengano spesi in sistemi di illuminazione innovativi, a risparmio energetico e che riducano l’inquinamento luminoso. L’assessorato all’ambiente lavora al progetto di registrazione EMAS e ha realizzato il Bilancio ambientale consuntivo 2008, che monitora la situazione di quanto si è fatto e di cosa ancora si deve fare per l’ambiente e che la commissione ambiente si prepara a discutere e approvare.
Ma se il ruolo degli enti locali è così determinante, come detto prima, per la green economy, ovvero l’economia verde e, aggiungerei, per la politica verde, ecco che lo sforzo dovrebbe essere maggiore e adeguatamente finanziato da un lato, dall’altro perpetrabile solo attraverso un patto tra generazioni e tra amministrazione e cittadini, tra amministrazione e mondo produttivo, per capire quali contributi possiamo dare tutti e quali rinunce possiamo fare in cambio di più sostegno agli interventi ambientali.
* - consigliera comunale PD
Potatura degli alberi in via Marco Polo
di Enrico Pocaterra*
08-02-2010
A seguito della lettera apparsa sul Resto del Carlino, Cronaca di Ferrara, il giorno 8/2/2010 firmata dalla sig.ra Pasquina Ferrari, si rende noto che la via Marco Polo è inserita all’interno del programma delle potature inverno/primavera 2010.
Tale programma prevede circa 1000 potature, che saranno compiute entro il mese di marzo 2010, e altre circa 2000 potature, che saranno invece effettuate nell’autunno 2010.
L’intervento in via Marco Polo è stato inserito nei primi 1000 e sarà realizzato entro la ripresa vegetativa delle essenze (indicativamente tra la fine del mese di febbraio e la prima quindicina di marzo). Consisterà nella potatura di alcuni rami che offuscano la pubblica illuminazione.
* Dirigente Servizio Infrastrutture
(Settore Opere Pubbliche e Mobilità)
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