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lunedì, 25 settembre 2017

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Sugli atti di violenza contro le donne a Colonia e in altre città

21-01-2016 / A parer mio

di Fidapa Ferrara

Fidapa BPW Italy Sezione di Ferrara, unitamente al proprio Distretto Nord Est e alla Sede Nazionale, desidera condividere il seguente comunicato diffuso da:
GIO- Gender Interuniversitary Observatory (Osservatorio Interuniversitario sugli studi di Genere), il CUG del Mise e gli Stati Generali delle Donne

Considerato che:

i crimini compiuti contro le donne di Colonia e di altre città europee e prima di loro contro le donne del Cairo e di chissà quante altre città sono stati oscurati tacendo sulla loro portata sia da parte dei media che delle autorità e delle istituzioni locali, nazionali ed internazionali dimostrando nei fatti che la cultura europea considera non grave la violenza contro le donne anche quando perpetrata in gruppo da branchi di cani randagi mascherati da uomini;

le forze di pubblica sicurezza hanno a quanto pare sottovalutato e anche respinto le richieste di aiuto delle donne in nome di "altro da fare" di fatto aggiungendo violenze a quelle già subite (come spesso avviene anche nei casi di violenza, violenza domestica o stalking ai quali quotidianamente assistiamo);

l'unica autorità che si è espressa è stata la sindaca di Colonia diffondendo un codice di condotta che penalizza le donne e limita la loro libertà;

che, infine, nei media si dibatte sulle cause attribuendole a scontro di culture e di religione a politiche estere o interne giuste o sbagliate... parole, parole, parole che sfruttano e strumentalizzano la violenza sulle donne,

ma

non si condanna, a parte alcuni e troppo pochi interventi di donne autorevoli (Zanardo, Saraceno, Aspesi, Merkel, Dominijanni), l'unica cosa che c'è da condannare senza condizioni: la violenza contro le donne, i loro corpi, la loro dignità e libertà, da chiunque perpetrata ivi compreso chi la ignora e la strumentalizza.

Tutto ciò premesso il GIO, in collaborazione con il CUG del MISE e con gli Stati Generali delle donne

convoca

un'assemblea pubblica per trovare insieme modi e strategie per far cessare l'uso politico delle donne e dei loro corpi e costruire rapporti sociali, politici, economici basati non più su "altre priorità" più o meno esplicitate, ma sul rispetto dei diritti fondamentali della persona umana così come sottoscritti e ratificati dagli Stati membri dell'ONU grazie alla Conferenza di Pechino '95 dove è stato sancito per la prima volta, a livello mondiale, che i diritti delle donne sono diritti umani.

L'appuntamento è previsto per il momento per il 4 febbraio, data di inizio del Carnevale di Colonia, in un luogo pubblico da definire in accordo con le associazioni i CUG, i CPO, le istituzioni che vorranno aderire. Dato che è nostra intenzione agire in concomitanza e in costante coordinamento con analoghe iniziative in altre città europee ed italiane per affermare con forza che le donne sono unite e determinate a cambiare questo stato di cose, la data potrebbe cambiare.