Comune di Ferrara

mercoledì, 22 novembre 2017

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MUSEI CIVICI - Dal 10 al 12 novembre laboratorio creativo negli spazi museali di via De' Pisis a Ferrara - RESOCONTO

'Museomix 2017': tre giorni per cambiare il modo di vivere il Museo di Storia Naturale

09-11-2017 / Giorno per giorno

AGGIORNAMENTO del 15 novembre 2017 (a cura del Museo di storia naturale)
Museomix 2017: i risultati. Fino a domenica 19 novembre
Il remix dell'orso. ...E alla fine, il remix è avvenuto. Per 3 giorni, dal 10 al 12 novembre 2017, tre squadre di professionisti (creativi, artigiani, designer, esperti delle collezioni) hanno vissuto nel museo e hanno realizzato un insieme di contenuti tecnologici e concettuali destinati a rendere più coinvolgente, accattivante e memorabile la visita al nostro Museo.
Così, scienziati come Lamarck, Linneo, Malaise e Campadelli hanno preso vita e voce, il primo direttore Galdino Gardini si è unito ai social network e pubblica tuttora forsennatamente (potete trovarlo e seguirlo qui), l'orso nella prima sala si è trasformato in un ologramma portatile e gli animali delle grandi collezioni custodite nei depositi chiusi al pubblico hanno trovato il modo di rivendicare il loro diritto a comparire.
Circa 300 persone hanno visionato il prototipo nel solo pomeriggio di domenica 12 novembre, mentre alcune scuole lo stanno visitando in questi giorni.
Il prototipo del nuovo percorso espositivo rimarrà visibile fino a domenica 19 novembre 2017.
Museomix è un'iniziativa internazionale nata pochi anni fa per cambiare il modo di vivere il museo: più aperto, più collaborativo, più innovativo. Le persone che rendono possibile questo evento (professionisti del settore culturale, creativi, innovatori, tecnici informatici, e molto altro) lavorano al progetto a titolo volontario e sono la sua vera ricchezza, in quanto dimostrano che il museo è un luogo aperto alla sperimentazione e ai nuovi apporti di competenze dall'esterno. Quest'anno si è tenuto in 8 Paesi del mondo, 13 città, 14 musei.
Gli altri due musei italiani remixati quest'anno sono stati il Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino e l'Archeologico al Caos di Terni.
Museomix a Ferrara ha raccolto grande partecipazione a tutti i livelli e la città si è dimostrata interessata e attiva. Una delle partnership più consolidate è quella con gli esercizi commerciali di via Carlo Mayr, rappresentati dall'associazione Mayr+Verdi che si occupano di fornire colazioni, pranzi e cene alle squadre al lavoro nel museo dal venerdì alla domenica.
Fino al 15 di novembre, le vetrine dei negozi di via Carlo Mayr saranno animate dalle creature fantastiche, realizzate in puro stile museomix dalla classe II E della Scuola Media Cosmè Tura di Barco.
Volete saperne di più? Per maggiori informazioni visitare il sito: Museomix.it.

AGGIORNAMENTO del 13 novembre 2017 (a cura degli organizzatori)
Museomix, il bilancio della seconda edizione: La maratona creativa attrae oltre 300 visitatori al Museo di Storia Naturale
Da domani i visitatori del Museo di Storia Naturale saranno ancora più coinvolti nella fruizione delle sue collezioni. Interattività e sostenibilità sono i binari sui quali le tre equipe al lavoro da 72 ore si sono mosse per facilitare il rapporto tra chi osserva e gli esemplari dietro le teche. I materiali utilizzati, inoltre, sono di reperibilità immediata e di costo praticamente nullo, considerate anche le difficoltà che sta vivendo il settore culturale in Italia. I diciotto giovani professionisti sono arrivati da tutto il Paese e oltre, comprese le incursioni di due mixer provenienti da Parigi e Berlino: abbattere la staticità degli spazi museali e del loro utilizzo significa anche aprirsi all'innovazione, senza limiti di alcun genere. Innovazione mentale prima ancora che tecnologica.
«Mi hanno colpito la passione e le competenze che hanno espresso - afferma il direttore Stefano Mazzotti - Sono entrati subito nel merito del format: si sono messi in ascolto e mi hanno fatto domande specifiche, dimostrando poi una buona capacità di esecuzione. Da un base concettuale tanto ampia non è semplice diventare ficcanti nelle cose. Ho permesso loro di lavorare dentro le vetrine, insegnandogli che non è possibile manipolare reperti catalogati, quanto mediare tra uno e l'altro. In prospettiva vorrei che i prototipi rimanessero per potenziare sia la museografia stabile sia i prossimi eventi lungo il percorso espositivo. Il clima è stato armonico, hanno apprezzato da subito l'ospitalità, dalle pause caffè offerte da Krifi ai pasti forniti dall'associazione Mayr+Verdi. Senza dimenticare le risate dei momenti a tavola trascorsi insieme nelle Grotte del Boldini, un altro luogo molto suggestivo». Per ore più di 300 ferraresi sono entrati dal portone su via De Pisis per scoprire i tre prototipi progettati e realizzati durante la maratona creativa, dalla mattina alla notte.
«I nostri musei scientifici ospitano nelle loro sale solo una minima parte delle collezioni - spiega il mixer Paolo Cocco della squadra "Scheletri nell'armadio" - il resto è chiuso in cassetti e armadi inaccessibili al pubblico e per questo invisibili. Abbiamo allora creato un'esperienza immersiva che permetta ai visitatori di immaginare le collezioni ospitate nei depositi e negli archivi del Museo di Storia Naturale. Chi visita la sala della memoria incontra la teca del chiurlottello, un uccello in pericolo critico di estinzione. Abbiamo eliminato la sua didascalia e al suo posto abbiamo creato un pannello informativo con un testo-ponte, che introduce l'argomento delle collezioni chiuse al pubblico. Il testo termina con una cascata di nomi che arriva fino al pavimento. Abbiamo quindi ricoperto il pavimento con una serie di elementi in vinile ispirati alla Walk of Fame di Hollywood: decine di impronte in scala 1:1 di alcuni degli uccelli che fanno parte delle collezioni, alternate ad altri riquadri su cui è indicato l'hashtag #saicosatiperdi». L'hashtag potrà essere usato da questo e altri musei per impostare una strategia di comunicazione condivisa.
MuseoMix: gli organizzatori in maglia blu - Ferrara 12 novembre 2017«Appena entrati nel museo i visitatori trovano quattro scienziati che li guidano in una visita inconsueta - prosegue la mixer Francesca Druetti della squadra "Senza nome" - Una volta inquadrato il QR code sotto i loro volti, possono ascoltare la loro storia. Il primo ad accoglierli è Linneo, l'inventore della nomenclatura binomia, che li "classifica". Vicino all'orso, invece, ad aspettarli c'è Lamarck ed il racconto di un metodo scientifico che è fatto anche, se non soprattutto, di tentativi. Accanto alle teche di insetti tocca a Guido Campedelli, entomologo, che consiglia loro di scaricare l'app iNaturalist. E se ci fosse una nuova specie che attende solo di essere scoperta? Basta uno smartphone. Al piano superiore ecco René Malaise, anche lui entomologo, che ha inventato una trappola per insetti con il suo nome». Ma non finisce qui perché per restare in contatto con loro l'equipe ha aperto una serie di profili sui social dedicati a Galdino Gardini, il primo direttore del museo: la scienza è alla portata di chiunque si faccia trasportare dalla propria curiosità. La comunicazione si conferma uno strumento fondamentale per creare nessi e relazioni impensate tra gli osservatori e gli oggetti in esposizione.
«Individuata come criticità del museo l'assenza di una segnaletica ben visibile per la postazione della biglietteria - conclude la mixer Sabina Viezzoli degli "Speak up" - abbiamo scelto di utilizzare come "cartello di benvenuto" un ologramma per catalizzare l'attenzione. Abbiamo poi posizionato un pannello didattico di grandi dimensioni per indirizzare i visitatori al piano superiore, dove gli interventi di remix li attendono, articolandosi in più sale. Il primo interessa il diorama che rappresenta il bosco della Panfilia nei dintorni del centro abitato. Una webcam riconosce il movimento quando qualcuno entra nel suo campo visivo e si attiva un sottofondo sonoro con i rumori del bosco. Il suono cattura la curiosità del visitatore, amplificando l'esperienza di visita attraverso il coinvolgimento di un senso ulteriore, l'udito. Il remix prosegue con l'installazione di un piccolo exhibit nella sezione mineralogica, che interessando tatto, vista e udito aiuta a guardare le rocce al loro interno. Abbiamo usato tre diversi campioni che, sfiorati, azionano un video con immagini al microscopio della roccia stessa». L'obiettivo è lanciare a grandi e piccoli una piccola sfida di ricerca, che si articola da una stanza all'altra per offrire stimoli e spunti.

AGGIORNAMENTO del 10 novembre 2017 - Primo giorno di Museomix: Il Museo di Storia Naturale come non l'avete mai visto 
Primo giorno di remix al Museo di Storia Naturale: questa mattina (10nov2017) si sono radunati creativi da tutta Italia per cominciare la trasformazione. Museomix è un laboratorio lungo tre giorni che vedrà impegnati i mixer nell'ideazione e costruzione di tre prototipi, uno per ogni equipe che si è formata, utili a migliorare la divulgazione dei contenuti museali. Tre sono anche i "terreni di gioco", le aree tematiche pensate per l'edizione 2017 della manifestazione: Raccontare la scienza ai cittadini(citizen science), ovvero trasmettere a chiunque l'importanza del metodo scientifico; Un racconto amplificato, lo storytelling dell'evoluzione delle specie, umana e non, ragionando su come narrare le collezioni, e Comunicare l'invisibile, ossia rendere fruibile il patrimonio sommerso dei musei italiani, quello dentro a depositi e archivi non accessibili ai visitatori.
«Sono arrivata da Trieste in treno e non mi aspettavo di essere accolta da una bici Todisco. Ho conosciuto l'evento a Venezia, dove frequento l'università, durante una presentazione di Bam! Strategie Culturali - motiva Costanza Blaskovic, mediatrice culturale - II format mi ha incuriosito subito: studio storia dell'arte e in generale i musei mi appassionano». È molto labile il confine tra evento ricreativo e manifestazione che esprime una professionalità, o meglio, le due dimensioni si sovrappongono: «In questa città si avvertono serietà e impegno rivolti al settore culturale. Museomix è una palestra - conclude - consente di creare una rete di scambi e conoscenze a cui non si accede abitualmente».
Dopo un'attenta visita al museo, oggi le squadre hanno sviluppato un concept con l'obiettivo di identificare un progetto realizzabile entro il fine settimana. Conclusa la fase di design, oggi e domani i mixer saranno interamente concentrati nella produzione del prototipo, divisi tra chi materialmente lo assemblerà, servendosi del fablab, del laboratorio di bricolage e del magazzino tecnologico, detto 'techshop', e chi dovrà elaborarne il racconto e il brand, o svilupparne l'aspetto elettronico e software.

Invece Paolo Cocco, mediatore a sua volta, è venuto a Ferrara per mettersi alla prova: «Lavoro al Muse di Trento, e sono di origine sarda - si presenta - la ragione per cui mi sono iscritto è la volontà di lavorare in ambito culturale e farlo insieme, in un contesto libero dai soliti schemi. Non sempre è possibile rinnovarsi, spesso si finisce per confrontarsi con le stesse persone, perciò l'idea di remixare concetti e competenze mi ha convinto». In realtà Cocco è già del mestiere, dato che al Muse si occupa di relazionarsi con il pubblico e di recente si è occupato anche di diverse curatele. «Da questa tre giorni mi aspetto una boccata d'aria fresca, di trovare un approccio diverso, magari sorprendete - incalza - per avere nuovi occhi con cui vedere le stesse cose, come la comunicazione scientifica all'interno del museo».

- da Cronacacomune del 9 novembre 2017 

E' in programma da venerdì 10 a domenica 12 novembre 2017 la tre giorni di 'Museomix' a Ferrara, l'iniziativa chiamata a rinnovare il modo di visitare il Museo civico di Storia Naturale. Creativi e professionisti di vari settori si metteranno volontariamente a disposizione, lavorando durante tutte e tre le giornate negli spazi del museo di via De' Pisis 24, per progettare e realizzare nuovi strumenti in grado di facilitare la fruizione museale e, infine, presentare, nel pomeriggio di domenica 12 novembre, i loro prototipi al pubblico (che avrà accesso gratuito dalle 16 alle 20,30).
Tutti i dettagli dell'iniziativa sono stati illustrati stamani in conferenza stampa dal vicesindaco Massimo Maisto, dal direttore del Museo di Storia Naturale Stefano Mazzotti, dal coordinatore in loco della tre giorni Marco Caselli, dalla presidente del Gruppo del Tasso Irene Lodi, assieme a Roberto Meschini di Tryeco 2.0 e Giorgio Ferroni, presidente di zona del Lions Club International.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
Per il secondo anno Ferrara accetta la sfida di cambiare l'approccio alle collezioni museali. Museomix torna in città: da venerdì 10 a domenica 12 novembre 2017, dalla mattina alla sera, la makeathon più innovativa d'Europa prende casa al Museo di Storia Naturale, grazie all'entusiasmo dell'Associazione Gruppo del Tasso che ha raccolto ancora una volta la chiamata della community nazionale.

I protagonisti del 2017
«Museomix è molto più di una tre giorni dentro un museo - motiva il vicesindaco Massimo Maisto - è uno strumento con cui si attiva anche il tessuto sociale e produttivo, che viene coinvolto nelle attività del museo, anzi ne diventa protagonista. Il museo e la città si aprono all'innovazione, si mettono a disposizione dei volontari esperti in diversi settori, che grazie a creatività e competenze esplorano sale, collezioni, archivi e depositi, e in poche ore inventano soluzioni alternative per facilitare l'accesso proprio agli spazi e ai contenuti museali». Museomix è un'iniziativa nata "dal basso", grazie a chi con passione ha sostenuto il format che ha avuto origine in Francia, adattandolo alla realtà locale, ma senza perdere il dialogo con gli altri paesi partecipi. «L'amministrazione supporta e facilita la realizzazione dell'evento e si mette in gioco - aggiunge Maisto - perché sfide di questo genere si vincono solo se convincono tutti. Il motto di Museomix che abbiamo fatto nostro è People Make Museums». Sono davvero le persone a "fare i musei", dato che MuseoMix è una vera e propria maratona, durante la quale comunicatori, designer, maker, programmatori informatici, esperti delle collezioni e mediatori culturali lavoreranno insieme con l'obiettivo di trasformarlo in un'officina. Si progetteranno e realizzeranno strumenti innovativi di mediazione, al fine di migliorare la fruizione museale e coinvolgere nuovi pubblici. I volontari potranno servirsi di un'area del museo adibita a fablab: stampanti 3D, materiali di riciclo, seghe, martelli, colla e chiodi saranno a fianco di pc, proiettori, sensori e tutte le più moderne tecnologie per dare spessore alle idee più fantasiose dei museomixer, senza tralasciare le professionalità che si metteranno a loro disposizione per suggerimenti e consigli nello sviluppo dei prototipi.
Con crescente partecipazione la community locale è riuscita ad avvicinare all'evento svariate attività produttive. Museomix, infatti, sarà possibile grazie al supporto dell'Associazione Mayr+Verdi - i commercianti di via Carlo Mayr forniranno i pasti all'interno del museo per le cinquanta persone che qui vivranno nei prossimi tre giorni, ricevendo in cambio una piccola mostra prodotta dai ragazzi della Scuola Media "Cosmè Tura", ora esposta nelle vetrine delle vie Ripagrande e Carlo Mayr ispirate agli animali del Museo di Storia Naturale. Dalla prima edizione sono partner tecnici Tryeco, MakeInCo di Comacchio e Plastic Jumper, che forniscono un vero e proprio fablab e laboratorio informatico, oltre all'esperienza di Roberto Meschini, Lucio Agnelli e Iosto Chinelli, insieme quest'anno al laboratorio creativo cosecomunicanti. Ci ha creduto ancora Lions Club Ferrara Estense e ci crede Arci, che ha messo a disposizione le Grotte del Boldini per le assemblee plenarie, sino all'Istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e alla coop BAM! Strategie Culturali, che è nel coordinamento dei musei italiani remixati e fa da collante con gli altri Museomix in giro per il mondo. Anche la storica realtà cittadina di Krifi sarà presente con il suo caffè a rinfrancare i Mixer, mentre Todisco Bike ha messo a disposizione una decina di biciclette per agevolare gli spostamenti dei creativi tra le vie del centro.

Dentro il museo
Il primo giorno (venerdì 10 novembre), dopo un'approfondita visita al museo e la spiegazione dei terreni di gioco, ovvero i filoni tematici individuati dagli organizzatori, i museomixer si raduneranno in squadre, ognuna formata da diverse figure professionali, e si dedicheranno a sviluppare un concept con l'obiettivo di identificare un progetto realizzabile concretamente entro il fine settimana. Conclusa la fase di design, nel secondo (sabato 11 novembre) e nella prima metà del terzo giorno (domenica 12 novembre) le squadre saranno interamente concentrate nella produzione del prototipo, divisi tra chi materialmente costruirà l'oggetto ideato, servendosi del fablab, del laboratorio di bricolage e del magazzino tecnologico, detto 'techshop' e chi dovrà elaborarne il racconto e il brand, o svilupparne la parte elettronica e software. L'intera macchina organizzativa, infine, si attiverà per installare i prototipi e accogliere il pubblico, chiamato a sperimentarli, l'ultimo giorno, domenica 12 novembre, dalle 16 - l'ingresso al museo sarà gratuito sino alle 20.30. Tra le finalità, la più concreta è quella di dotare il museo di nuovi strumenti tecnologici o di percorsi di visita creativi e animati che ne possano migliorare la fruibilità: sono già stati sviluppati prototipi che sfruttavano, tra le altre cose, realtà aumentata, ologrammi, riproduzioni audio-video, piattaforme Arduino, beacon. Altro scopo della manifestazione è di rendere sempre più interattivo l'approccio con le collezioni, coinvolgendo attivamente il potenziale pubblico e i makers, ovvero appassionati di diversa provenienza e con differenti approcci che si mettono in gioco per il museo. Un museo che decide di farsi "remixare" mira anche a un risultato a più lungo termine: sperimentare un nuovo modo di vivere spazi e collezioni, aprirsi al confronto con nuovi professionisti.

«Siamo convinti che Museomix sia un'opportunità per i musei e per i tanti professionisti, studenti e imprese locali che gravitano, spesso con scarsa consapevolezza, intorno alle istituzioni culturali della città - prosegue Stefano Mazzotti, direttore del Museo di Storia Naturale - Abbiamo scelto di ospitare Museomix per diverse ragioni: il nostro Museo è vivace e svolge un ruolo fondamentale, non solo per la conservazione e la divulgazione scientifica, ma rappresenta spesso il primo approccio per i più piccoli con la scienza e l'ambiente circostante. Inoltre, attraverso una programmazione che fa dialogare arte contemporanea, letteratura e musica con le collezioni e gli studi che porta avanti, il museo riesce a raggiungere anche il pubblico adulto. Per ultimo ma non per importanza, il territorio nel suo complesso: ricerca e sperimentazione sono al centro della nostra mission. I risultati e le metodologie che esso propone ne fanno un prezioso interlocutore per enti pubblici e soggetti privati». Il Museo di Storia Naturale è situato nel cuore del cosiddetto isolato razionalista, un quadrivio dove si affacciano altre realtà culturali che insieme formano un'area dalle alte potenzialità espressive: e se Museomix potesse innescare, considerata la sua esplosione di energie innovative e creative, una reazione a catena fra il Conservatorio "Girolamo Frescobaldi", la scuola elementare "Alda Costa", il Cinema Boldini e il museo stesso, in una sorta di grande remix di quartiere?
Un'ottica di insieme è quindi la chiave per capire come mai il museo a fronte di questi punti di forza possieda altrettanti aspetti da migliorare, che la community ferrarese ha analizzato durante le fasi preparatorie. Di quelli emersi, alcuni sono degni di attenzione, come la mancanza di spazi idonei per la conservazione di collezioni storiche e di studio, oppure la necessità di adattare il museo a nuovi contenuti, essendo le ricerche in campo scientifico in costante evoluzione. Valorizzare il non visibile è un'opportunità ulteriore, ossia il patrimonio che attualmente non è aperto al pubblico supera di gran lunga quello esposto. Comunicazione e divulgazione scientifica restano difficili fuori dallo spazio deputato, pur essendo parte fondante del museo e di grande utilità per il territorio.

Link: intervista a Stefano Mazzotti: https://youtu.be/o2z2PFvX1RM

trasmissione Web Radio Giardino: http://www.webradiogiardino.com/podcast/assoinfe-08112017/

Immagini scaricabili:

Invito_Museomix.jpg 9nov2017_museomix_1.jpg 9nov2017_museomix_2.jpg 9nov2017_museomix_3.jpg Museomix: il pubblico della seconda edizione - Ferrara 12 novembre 2017 MuseoMix: gli organizzatori in maglia blu - Ferrara 12 novembre 2017 Alessandro Tagliati nei panni di Linneo