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"Bón Nadàl in dialèt": una poesia di Muzio Chiarini per questo Natale 2017

27-12-2017 / A parer mio

di Maria Cristina Nascosi Sandri

Charles Dickens, grande autore ottocentesco inglese di capolavori per grandi e piccini, "L'uomo che inventò il Natale", riferendoci al titolo di un grande film di Bharat Nalluria appena uscito e a lui dedicato, ha forse ispirato una poesia che piace riportare a seguire, scritta molto tempo fa da uno dei nostri migliori poeti in lingua dialettale ferrarese e italiana, vincitore di parecchi premi letterari e mancato alcuni anni fa: si tratta di Muzio Chiarini, nativo di Consandolo che, con arguzia lungimirante, redasse la poesia che segue, ancora piena di valore e, soprattutto, up-to-date, davvero di grande attualità, visto il greve momento socio-storico che stiamo vivendo da... tempo.
E' tratta da una delle due antologie pubblicate nel 1998, "Par star un póch insiém" (col "nòstar bèl dialèt") curata da chi scrive.

PROMESSE DAVANTI AL BAMBINELLO
Davanti al ‘Bambinello'
tuti i ann
a vién rifat il sòlit pruméss:

"Brìsa sól inquó, ma anch admàn
a sarà bón".

Busié, busié ch'il créss
sénzza badàr ch'al pèzz agh gh'è in'sta fras
l'è ch'ass continua a tórass pr'al nas.
Muzio Chiarini