Comune di Ferrara

lunedì, 19 febbraio 2018

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GIORNO MEMORIA 2018 - Giovedì 1 febbraio alle 10.30 in Municipio - DIRETTA E ARCHIVIO AUDIO-VIDEO

Andra e Tatiana: la testimonianza delle "bimbe" sopravvissute ad Auschwitz

01-02-2018 / Giorno per giorno

>> AGGIORNAMENTO di giovedì 1 febbraio 2018 con le immagini dell'incontro con Andra Bucci, una delle due sorelline internate ad Auschwitz quando avevano 4 e 6 anni, che si è tenuta in mattinata nella sala del Consiglio comunale di Ferrara. Nella foto di gruppo i relatori dell'incontro: in piedi da sinistra Chiara Fabian dell'associazione Il Fiume, Andra Bucci oggi 78enne, la giornalista Titti Marrone, la presidente dell'Istituto di storia contemporanea di Ferrara Anna Maria Quarzi, l'assessore comunale Massimo Maisto, l'assessora alla Pubblica istruzione Cristina Corazzari, il rappresentante della Comunità ebraica di Ferrara Fortunato ArbibCesare Finzi, ferrarese che ha vissuto gli anni delle leggi razziali.

All'incontro organizzato nella sede municipale di Ferrara ha partecipato solo la sorella minore protagonista della vicenda, perché Tatiana Bucci è stata impossibilitata a venire a causa di problemi familiari che l'hanno trattenuta a Bruxelles, dove si è trasferita da diversi anni con la famiglia.

Da CronacaComune del 30 gennaio 2018
Giovedì 1 febbraio 2018 alle 10.30 nella Sala Consiliare
della residenza municipale (piazza Municipio 2) saranno a Ferrara per la prima volta le sorelle Andra e Tatiana Bucci, le "bimbe" sopravvissute ad Auschwitz, invitate a dare la loro testimonianza nell'ambito delle iniziative  programmate per il "Giorno della memoria". L'incontro è organizzato dall'Istituto di Storia Contemporanea (Isco) di Ferrara e dall'associazione Il Fiume di Stienta. A parlare saranno proprio le sorelle Bucci (nate nel 1939 e 1937) insieme con la giornalista Titti Marrone, che ha raccontato la storia delle due sorelle e del cuginetto Sergio De Simone nel libro "Meglio non sapere" (Laterza editore). All'incontro saranno presenti diverse classi delle scuole ferraresi. Porterà il saluto del Comune di Ferrara il vicesindaco Massimo Maisto. L'iniziativa è rivolta in particolar modo alle scuole del territorio.

DIRETTA E ARCHIVIO AUDIO-VIDEO >> http://www.comune.fe.it/index.php?id=472

Tutto il programma delle iniziative per il "Giorno della memoria" 2018 a Ferrara è consultabile sulla pagina di CronacaComune dell'11 gennaio 2018.

Andra Bucci all'incontro con le scuole di FerraraLA SCHEDA dell'incontro con le ex bambine di Auschwitz a cura di Isco Ferrara
Andra Bucci e Tatiana Bucci, sono due sorelle di origine ebraica superstiti dell'Olocausto, testimoni attive della Shoah italiana.
Probabilmente scambiate per gemelle, vengono tenute in vita per essere usate come cavie per gli esperimenti condotti dal dottor Mengele e sono tra i pochi a sopravviverne. Proprio la loro presenza in tale contesto ne fa dei testimoni cruciali sul funzionamento del campo di Auschwitz e sugli pseudo-esperimenti scientifici ivi compiuti. Come tale il caso delle sorelle Bucci è oggetto di ampia discussione storiografica sia in Italia sia a livello internazionale. Le sorelle Andra (diminutivo di Alessandra) e Tatiana (all'anagrafe Liliana) Bucci nascono nella città di Fiume rispettivamente nel 1939 e nel 1937, figlie di Giovanni Bucci fiumano, cattolico, e Mira Perlow, ebrea. La famiglia Perlow, originaria della Bielorussia si era trasferita a Fiume ai primi del Novecento per mettersi in salvo dai pogrom zaristi.

La famiglia Perlow si trasferì a Fiume perché la città sembrava piuttosto tollerante nei confronti degli ebrei, e aveva uno sbocco sul mare che permetteva una via di fuga se ce ne fosse stato bisogno. Anche la sorella di Mira, Gisella, aveva sposato un cattolico, Eduardo De Simone con il quale si trasferì a Napoli dove diede alla luce il loro primogenito Sergio.

Dopo l'8 settembre 1943, a Fiume vennero applicate le leggi razziali tedesche e per la comunità ebraica iniziarono le deportazioni. Il 28 marzo 1944, a seguito di una denuncia Andra e Tatiana, vennero arrestate rispettivamente all'età di 4 e 6 anni insieme alla mamma, alla zia, al cuginetto Sergio e ad altri famigliari.
La famiglia Perlow fu trasportata a Susak in un magazzino di vini dove rimase per una notte, dopodiché tutti furono caricati su un'automobile e trasferiti nella Risiera di San Sabba (Trieste) per due giorni e due notti dove furono sottoposti a interrogatori. In seguito la famiglia Perlow fu caricata senza acqua né cibo su uno dei vagoni del treno diretto in Polonia. Mira riuscì a passare a qualcuno un bigliettino da far recapitare alla famiglia di suo marito, rimasta a Fiume. La notte del 4 aprile 1944 il loro treno arrivò ad Auschwitz-Birkenau.

Ass. Maisto con Andra Bucci all'incontro con le scuole di FerraraI deportati furono portati in un piazzale dove furono smistati, la nonna fu indirizzata nella fila di sinistra e, caricata insieme ad altri ebrei su di un camion, venne uccisa la sera stessa. La legge di Auschwitz prevedeva l'uccisione all'arrivo per le donne con i bambini e per chi avesse più di sessanta anni e meno di quindici, quella stessa notte, madre e figlie furono separate. Le bambine probabilmente vennero scambiate per gemelle perché praticamente identiche, nonostante la loro differente età e, con il cuginetto, furono indirizzate nel Kinderblock, la baracca dei bambini destinati agli esperimenti del dottor Mengele. La madre e la zia furono mandate in una baracca poco distante da quella dei bambini e immesse nei Kommando di lavoro nel lager.
Le due sorelle con il cuginetto durante i primi giorni nel campo parlavano tra di loro in italiano. Presto però dimenticarono la loro lingua, iniziando a capire il tedesco e successivamente a parlarlo. Le due bambine infatti non si ammalarono di malattie infettive e devastanti come il tifo, la noma e la dissenteria. Inconsapevolmente suscitarono in alcuni adulti della tenerezza e della pietà che produssero dei piccoli atti per la sopravvivenza di entrambe. Alcuni internati porsero loro del pane, correndo anche dei rischi. Fondamentale per la loro salvezza fu la 'blockova', addetta alla sorveglianza della baracca dei bambini e delle donne, della quale le sorelle non ricordano il nome. Si prese cura soprattutto di Tatiana alla quale regalò dei caldi maglioni da condividere con la sorellina e questo permise alle due bambine di sopravvivere alle crudeltà del campo. Un giorno di novembre la blockova prese da parte Andra e Tatiana e disse loro: "Verranno degli uomini, raduneranno tutti voi bambini e vi diranno: chi vuole vedere la mamma e tornare con lei, faccia un passo avanti. Voi dovete rimanere ferme al vostro posto, non rispondere assolutamente nulla".

Andra Bucci (al centro) tra ass. Maisto e giornalista Titti MarroneLe due sorelle lo dissero anche a Sergio affinché si potesse salvare insieme a loro. Quando il dottor Mengele si presentò alla baracca insieme ai suoi uomini e chiese ai bambini di farsi avanti se volevano andare a trovare la mamma, Sergio abituato a vivere solo con la madre, fece il passo in avanti e venne prelevato insieme ad altri 19 bambini per essere trasferito al campo di Mengele, dove subì orribili esperimenti e trovò infine la morte. Le bambine invece grazie al loro legame e al loro farsi forza a vicenda rimasero ferme in silenzio e non chiesero mai di vedere la mamma.

Nel febbraio 1945, dopo la liberazione, Andra e Tatiana che avevano perso i contatti con la madre che credevano morta, vennero trasferite insieme ad altri bambini in un orfanotrofio vicino a Praga dove impararono a parlare il ceco. Rimasero lì fino al marzo 1946, quando vennero messe su un aereo con altri bambini e trasferite in Inghilterra, a Lingfield, nella tenuta di sir Benjamin Drage, usata come centro per l'accoglienza di bambini resi orfani dalle brutalità dei campi di concentramento.
Lì Andra e Tatiana per la prima volta si sentirono protette e amate, grazie anche alla psicologa e agli educatori che si presero cura di loro. Il periodo inglese, durante il quale appresero una nuova lingua, è ricordato con grande gioia dalle sorelle, dove per la prima volta dopo gli orrori di Auschwitz ritrovarono l'amore e potevano divertirsi con i giochi che portavano loro costantemente le donne che le andavano a trovare cercando di riportarle alla normalità con piccoli gesti come quello di andare fuori a fare una passeggiata. Per Andra e Tatiana queste donne furono quasi come mamme e ritrovare l'affetto fu per loro di grande aiuto.

Nel frattempo la mamma, sopravvissuta anch'essa, cercava con ogni mezzo possibile di avere notizie delle figlie. Il comitato per i rifugiati ebrei di Londra assieme alla Croce Rossa Internazionale si misero alla loro ricerca, partendo dai numeri tatuati sulle braccia delle bambine una volta arrivate ad Auschwitz-Birkenau che la mamma era riuscita a tenere a mente. Un giorno a Lingfield arrivò una lettera da Napoli in cui le famiglie Bucci e De Simone chiedevano informazioni dei loro bambini. L'istituto poté confermare la presenza della bambine mentre di Sergio non si avevano più notizie. Nella busta successiva Mira allegò una foto di lei insieme al marito e Andra e Tatiana li riconobbero. A causa della complicata burocrazia e della paura di eventuali errori, ci volle ancora del tempo prima che le bambine si ricongiungessero con i propri genitori.

Nel dicembre 1946, le due sorelline vennero accompagnate a Roma dalla signorina che le aveva accudite per mesi, dove ritrovarono la mamma. Fu un incontro quasi imbarazzante, poiché le bambine si strinsero alla loro accompagnatrice piuttosto che andare incontro alla loro mamma che le aspettava, ci volle del tempo per ricostruire il rapporto della famiglia.

Nessun giornale italiano riportò la notizia del ritorno in Italia delle due sorelline deportate ad Auschwitz due anni prima, ma un foglio stampato in inglese per gli alleati di stanza a Trieste dedicò all'avvenimento un articolo in prima pagina sottolineando il lieto fine.
Andra e Tatiana tornarono alla normalità quasi facendo finta che ciò che avevano passato a Birkenau non fosse successo. Con la mamma parlarono spesso di Lingfield, ma mai di Birkenau. Le sorelline rispettarono il silenzio della mamma sulla sua esperienza e lei fece lo stesso con le sue bambine.
Solo dopo molti anni dalla loro liberazione e dal loro ritorno in Italia, Andra e Tatiana iniziarono a parlarne. Tornarono a Birkenau per la prima volta con lo storico Marcello Pezzetti, dopo aver testimoniato al Centro di Documentazione ebraica di Milano (CDEC). Fu per loro strano vedere Birkenau totalmente diversa da come la ricordavano, faceva caldo e vi era l'erba alta con le margherite selvatiche e la loro impressione fu quella di trovarsi in un campo profughi, anziché in quello che era stato un campo di sterminio. Le baracche, soprattutto quelle in muratura apparivano ben tenute, l'aspetto generale del luogo non era così terribile come lo ricordavano, per cui nonostante il dolore provato nel tornare dove passarono la loro infanzia soffrendo la fame e il freddo, non fu per loro un tragico ritorno.

Peggiore fu il viaggio quando - per i sessanta anni dalla Liberazione, nel 2005 - Andra e Tatiana tornarono a Birkenau per la seconda volta. Era inverno e c'era la neve e in quel momento scattò dentro di loro qualcosa di molto forte e doloroso, per la prima volta rividero quel luogo come erano abituate a vederlo da bambine e tornò vivo in loro il ricordo.

Oggi le sorelle Bucci sono fra le più importanti testimoni dello sterminio degli Ebrei; rilasciano numerose interviste in Italia e internazionalmente; tra queste una anche alla giornalista Titti Marrone la quale ha deciso di scrivere un libro, "Meglio non sapere", in cui Andra, Tatiana e Mariolino de Simone, figlio della zia Gisella, nato a Napoli dopo la liberazione dal campo, raccontano la storia della loro famiglia.
Ogni due anni le sorelle partono con il Treno della Memoria, trasmettendo ai giovani il ricordo della loro infanzia. Nel 2011 hanno visitato per la prima volta il museo di Auschwitz.

In allegato una fotografia tratta dal libro "Meglio non sapere" di Titti Marrone con Andra e Tatiana Bucci in posa con il cugino prima della deportazione

 

ANNULLATO >> Nella stessa giornata di giovedì 1 febbraio - alle 16 al Museo del Risorgimento e della Resistenza in corso Ercole I d'Este 19 - era previsto un altro incontro inserito nel programma della "Giorno della memoria", dedicato a "Il Museo racconta. Visita teatrale guidata ai propri spazi espositivi", rivolta alla città e ai turisti in occasione delle celebrazioni del Giorno della memoria con la guida di Alessia Passarelli e Antonella Guarnieri. (Annullato per motivi di salute)

 

Immagini scaricabili:

Una fotografia d'epoca di Andra e Tatiana Bucci con il cugino dal libro "Meglio non sapere" di Titti Marrone Pubblico all'incontro con Andra Bucci ex bambina ad Auschwitz, Ferrara 1 febbraio 2018 Chiara fabian (ass. Il Fiume), Andra Bucci, la giornalista Titti Marrone, Anna Quarzi, l'ass. Massimo Maisto, rappr Comunità ebraica, Finzi a Ferrara 1 febbraio 2018 Andra Bucci (al centro con il gilet rosso) tra ass. Massimo Maisto e giornalista Titti Marrone Andra e Tatiana Bucci in un'immagine scattata durante la loro permanenza al Weir Courtney di Lingfield, nel sud dell'Inghilterra Andra e Tatiana Bucci in un'immagine scattata durante la loro permanenza al Weir Courtney di Lingfield, nel sud dell'Inghilterra