Comune di Ferrara

venerdì, 16 novembre 2018

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LAVORI PUBBLICI - In programma interventi su illuminazione, statua, pavimentazioni e verde

All’opera per cancellare i segni del tempo dal volto di piazza Ariostea

22-02-2018 / Giorno per giorno

Si svilupperà su tre distinti filoni d'intervento l'opera di restauro e riqualificazione destinata a ridare lustro alla piazza Ariostea di Ferrara. Al via nei prossimi giorni, a cura dell'Amministrazione comunale, l'opera avrà infatti come principali obiettivi il rifacimento della pubblica illuminazione, il restauro della colonna e del monumento a Ludovico Ariosto, e la riqualificazione di gradonate, pavimentazioni e verde, per una spesa complessiva di 1.640.000 euro finanziata per la quota di   1.500.000 euro con fondi del progetto 'Ducato Estense' (Piano stralcio "Cultura e Turismo" del Fondo per lo Sviluppo e la coesione 2014-2020) e per la quota restante con fondi comunali.
Tutti i dettagli dell'intervento sono stati illustrati stamani in conferenza stampa dal sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani e dall'assessore comunale ai Lavori Pubblici Aldo Modonesi, assieme ai tecnici del Servizio Infrastrutture, Mobilità e Traffico del Comune di Ferrara Antonio Parenti, Mary Minotti, Angela Ghiglione e Tiziana Coletta.
I primi interventi a partire, già nei prossimi giorni, saranno quelli per il rifacimento della pubblica illuminazione, che avranno una durata complessiva di circa sei mesi e riguarderanno inizialmente la piazza vera e propria, per poi estendersi anche a corso Porta Mare (tra piazza Ariostea e via Rampari di San Rocco), via delle Erbe, via Folegno e via Cortile (spesa complessiva 370.000 euro).
Dopo le manifestazioni del Palio inizieranno invece i lavori di restauro della colonna e della statua di Ludovico Ariosto che richiederanno una spesa di 290.000 euro di cui 140.000 stanziati dal Comune in aggiunta ai 150.000 del Ducato Estense, con l'intento di rendere l'intervento il più completo e duraturo possibile. La statua, di circa quattro metri d'altezza, sarà portata a terra e i lavori di restauro saranno eseguiti nella piazza stessa. La durata è stimata fra i quattro e i sei mesi.
L'intervento più consistente, ossia quello di riqualificazione di gradonate, pavimentazioni e verde, prenderà invece il via nel prossimo autunno, per una spesa di 980.000 euro. La scelta, come spiegato dai tecnici, è stata quella di cercare di conservare il più possibile l'immagine attuale della piazza, rispettando la natura e la funzione che ha assunto in questi anni, come piazza verde nel centro storico della città.

 

LA SCHEDA TECNICA a cura del Servizio Infrastrutture, Mobilità e Traffico del Comune di Ferrara

INTERVENTO DI RESTAURO E RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA ARIOSTEA A FERRARA

Piazza Ariostea è il punto centrale dell'addizione voluta da Ercole I d'Este a partire dal 1492 per urbanizzare un'ampia area a nord della città medioevale. La Piazza Nuova, come anticamente si chiamava, nasce con l'intento urbanistico di dotare la città nuova di un suo punto di aggregazione autonomo, una "nuova piazza del mercato", alternativa alla piazza vecchia lungo il fianco della Cattedrale.
Nel 1933, per disporre di un luogo adatto agli spettacoli di massa all'aperto, l'unico piano rettangolare della piazza venne scavato di circa due metri realizzando un anello centrale ribassato e una scarpata perimetrale sagomata in  cinque gradonate erbose definite da bordi di cemento, ottenendo la forma ad anfiteatro che ha tuttora.
Oggi la piazza necessita di un complessivo restauro e di opere di riqualificazione che sono state suddivise in tre distinti interventi:
1) opere di pubblica illuminazione,
2) opere di restauro specialistiche della colonna e del monumento a Ludovico Ariosto,
3) opere generali di riqualificazione delle gradonate, delle pavimentazioni e opere a verde


- OPERE DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE
Il progetto delle opere di illuminazione
ha importo pari a 370.000 euro, è stato sviluppato dal personale tecnico del Servizio Infrastrutture e Mobilità e ha avuto il parere favorevole della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio. Si inserisce nell'ambito dei lavori di ammodernamento ed efficientamento della rete di pubblica illuminazione cittadina previsti dall'Amministrazione Comunale con il PRIC (Piano Regolatore dell'Illuminazione Comunale).
I lavori, che avranno inizio questa settimana e per i quali si prevede una durata di 180 giorni, sono stati aggiudicati all'associazione temporanea di imprese costituita dalla ditta Sgargi Impianti Bologna e dalla Euroscavi di Badia Polesine (RO).
Oltre a piazza Ariostea, saranno interessate dall'intervento: corso Porta Mare nel tratto compreso tra piazza Ariostea e via Rampari di San Rocco, via delle Erbe, via Folegno e via Cortile.

Gli interventi riguardano impianti di pubblica illuminazione esistenti, alimentati in serie dalla cabina di Via Fossato di Mortara, e interesseranno complessivamente 87 punti luce di vecchia realizzazione, non adeguati alle attuali normative e Leggi in materia di sicurezza, risparmio energetico e inquinamento luminoso.
I nuovi impianti saranno realizzati nel pieno rispetto delle norme e Leggi in materia di pubblica illuminazione, con particolare attenzione al risparmio energetico, alla facilità di manutenzione delle nuove apparecchiature installate e al rispetto della Legge sull'inquinamento luminoso.
Nello sviluppo progettuale dei nuovi impianti e nella relativa scelta dei componenti da utilizzare si è tenuto conto di molteplici fattori:
-la necessità di realizzare impianti conformi alle attuali leggi e norme in materia di risparmio energetico ed inquinamento luminoso;
-la facilità di manutenzione delle apparecchiature;
-la necessità di integrare i nuovi impianti alla configurazione storica del contesto in cui verranno installati.
Queste valutazioni sono state effettuate in collaborazione con i tecnici della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali, per l'aspetto storico, e ai tecnici dell'Ente gestore degli impianti per la futura gestione e manutenzione degli stessi.
La tipologia dei nuovi impianti sarà diversa a seconda del tipo di strada.
L'anello di piazza Ariostea sarà illuminato con apparecchi illuminanti per arredo urbano dotati di moduli Led da 58W, 99W e 133W, installati su pali di tipo conico verniciati, trafilati, curvati, con altezza pari a 8m. fuori terra. Una parte dei pali sarà di tipo "doppio", in modo da realizzare sia l'illuminazione dell'anello della piazza, sia l'illuminazione della strada adiacente. I pali doppi saranno completati con piastra metallica di raccordo con inciso lo stemma comunale. Il disegno dei pali è stato eseguito appositamente per il contesto della piazza Ariostea.
L'illuminazione delle strade intorno all'anello sarà completata con apparecchi illuminanti installati sulle mensole storiche esistenti restaurate. Gli apparecchi saranno dotati di moduli Led da 39W e 53W.
Per i portici di via Palestro e del convento è previsto il restauro delle lanterne esistenti, che saranno cablate con piastra Led da 39W. Per permettere il restauro delle lanterne esistenti saranno provvisoriamente installati proiettori industriali forniti dall'amministrazione.
L'illuminazione di corso Porta Mare sarà realizzata con apparecchi illuminanti per arredo urbano dotati di moduli Led da 99W, installati su pali di tipo conico verniciati, trafilati, curvati, con altezza pari a 8 m. fuori terra.
L'illuminazione di via Erbe e via Folegno sarà realizzata con apparecchi illuminanti dotati di moduli Led da 39W, installati su mensola decorativa.
Tutti gli apparecchi di illuminazione saranno dotati di lampade a Led di diversa potenza, ad alta efficienza luminosa, con temperatura di colore pari a 3000°K, particolarmente adatta per le zone di aggregazione e le aree del centro storico, dotati di sistema di dimmerazione per la riduzione dell'intensità luminosa nelle ore centrali della notte. Gli apparecchi saranno rispondenti a quanto prescritto dalla Legge Regionale n.19 del 29/09/2003, del DGR 1732 del 12/11/2015 , e dai nuovi CAM in materia di pubblica illuminazione.
Il nuovo impianto garantirà, grazie ad un adeguato livello di illuminamento, all'elevata resa cromatica delle sorgenti a Led e ad una accurata scelta delle ottiche, un'ottima illuminazione della figura favorendo la percezione di sicurezza della zona. Nonostante l'aumento del livello di illuminamento, l'utilizzo di apparecchi Led di ultima generazione permetterà un risparmio energetico pari a circa il 50% rispetto al vecchio impianto.
Il rifacimento dell'impianto prevederà, oltre alla realizzazione dei nuovi punti luce, il totale rifacimento dei quadri elettrici di alimentazione, delle linee di alimentazione e l'esecuzione di tutte le opere civili quali scavi, plinti, pozzetti, ripristini del manto stradale, nonché la rimozione di tutta l'impiantistica esistente.

 

- OPERE DI RESTAURO SPECIALISTICO DELLA COLONNA E DEL MONUMENTO A LUDOVICO ARIOSTO
Il progetto per il restauro della colonna e del monumento a Ludovico Ariosto è stato affidato all'arch. Benedetta Caglioti e all'ing. Claudio Modena tecnici specializzati in opere di restauro architettonico, che completeranno il loro incarico entro il prossimo mese di marzo. L'opera avrà un costo complessivo di 290.000 euro di cui 150.000, finanziati nell'ambito dell'intervento "Ducato Estense" (per la parte rimanente è in corso una variazione di bilancio).
Il progetto di restauro del monumento si propone di sottolineare l'importanza di seguire, nella prassi operativa, una metodologia che assegna un ruolo determinante alla conoscenza, intesa come analisi critica di processi trasformativi che hanno caratterizzato e definito l'opera nella sua consistenza figurativa e materiale e nel rapporto con il contesto urbano.
Il Duca Ercole I d'Este (1471-1505) nel 1492 mise in opera l'ampio progetto di espansione urbana della città di Ferrara nota come Addizione Erculea. All'interno del nuovo impianto urbanistico si realizzò la "Piazza Nuova" (oggi Piazza Ariostea) dove il Duca progettò di erigere due grandi colonne sulle quali porre la propria statua equestre. Nel 1499 uno dei due blocchi di pietra, trasportati dalle cave di Verona, si perse in acqua ed il secondo, sbozzato, giunse nella piazza dove rimase abbandonato fino al 1675, come si evince dalle cartografie storiche.
In questa data venne eretta la colonna, scolpiti i rami di quercia sul fusto, terminato il capitello, e nel giugno dello stesso anno, posta la statua del Pontefice Alessandro VII (1655-1667). Dal 1796 al 1814 in cima alla colonna si succedettero diverse statue in conseguenza dell'alternarsi delle invasioni francesi ed austriache. Nel 1833 il Comune di Ferrara decise di porre al di sopra della colonna la statua di Ludovico Ariosto e la piazza assunse il nome odierno di piazza Ariostea.
Nel corso del XIX secolo si sono susseguiti lavori di manutenzione, compresi interventi di rafforzamento strutturale.
Nel 1935, al fine di adeguare la piazza alle manifestazioni delle corse del Palio, si decise di modificarne l'assetto secondo il progetto dell'ingegnere Girolamo Savonuzzi. Venne abbassato il piano della Piazza e durante gli scavi furono messe in luce le fondazioni del Monumento, rivestite con lastroni di pietra e trasformate nei primi due gradoni ad oggi visibili.
La conoscenza storico-critica è stata il punto di partenza imprescindibile nell'elaborazione del progetto di restauro del Monumento a Ludovico Ariosto, dove gli interventi proposti si sostanziano nella storia.
La prima fase del progetto di restauro, infatti, ha previsto contemporaneamente l'analisi delle fonti indirette attraverso la ricerca storica realizzata, da una parte, mediante la lettura della bibliografia edita, della cartografia ed iconografia e, dall'altra, attraverso la ricerca inedita presso gli Archivi di Stato, Comunali e della Soprintendenza, rendendo possibile comprendere la storia della costruzione, dei restauri ed effettuare una lettura metrologica e proporzionale del Monumento.
Nella seconda fase, svolta contemporaneamente alla prima, si è avviato il 'Cantiere della Conoscenza', con l'obbiettivo di studiare l'opera nel suo complesso secondo un percorso critico di progressivo avvicinamento al monumento, diretto dai professionisti incaricati congiuntamente ai tecnici comunali che, mediante l'utilizzo di piattaforma mobile, ha permesso sopralluoghi ravvicinati ed ha portato alla definizione di:
-          un rilievo fotogrammetrico ed architettonico;
-          indagini specialistiche di caratterizzazione dinamica, analisi diagnostiche mediante video-endoscopie, georadar ed ultrasuoni per la comprensione delle parti strutturali;
-          indagini volte alla definizione delle differenti tipologie dei materiali lapidei e delle finiture rilevate sulle superfici.
Da tali indagini eseguite e dai sopralluoghi effettuati si è osservato come i problemi maggiori siano relativi alle parti metalliche a seguito della loro ossidazione e della incompatibilità tra diverse fasi di intervento. In particolare si osservano due tipologie di metalli utilizzati come tecnica di rinforzo: l'acciaio normale, utilizzato in epoche passate e l'acciaio inossidabile usato negli interventi più recenti. La connessione tra questi provoca l'effetto di ossidazione catodica che accelera ed amplifica i fenomeni di erosione sull'acciaio tradizionale. L'effetto di espansione che provoca la fessurazione o la rottura della pietra si osserva in molte porzioni del Monumento. Questi meccanismi di danno, innescati dall'ossidazione dei metalli, costituiscono dal punto di vista strutturale il problema più significativo.
Lo studio interdisciplinare condotto durante questa fase preliminare e la lettura incrociata con le risultanze dell'indagine storica ha consentito di approdare alla terza fase del progetto di restauro definendo il rilievo del quadro fessurativo, l'analisi del degrado sia strutturale che superficiale e le tipologie di lavorazione da ricondurre ad una visione progettuale che cerca di comprendere i valori di attualità e di totalità sia materiale che di immagine.
In questa terza fase, fondamentale è stata l'azione sinergica tra i professionisti incaricati, i tecnici comunali e i funzionari degli organi di tutela; le diverse competenze sono state organizzate in un percorso comune impegnato a garantire un intervento consapevole, metodologicamente rigoroso, compatibile con le caratteristiche ed il valore riconosciuto al monumento, congruente con i principi e i metodi adottati per i beni appartenenti al patrimonio culturale.
La statua di Ludovico Ariosto, come è stato possibile evincere dalla ricerca storica, è visivamente composta in due parti che non mostrano particolari segni di distacco ma un degrado superficiale consistente definito da depositi compatti, patina biologica ed erosione del materiale lapideo. I danni strutturali osservati si concentrano nella parte della base dove in prossimità del mantello si è creata una lesione di distacco dovuta alla posizione avanzata del baricentro della statua nella zona del busto. Questo posizionamento avanzato del busto comporta un possibile squilibrio della statua comprimendo la zona dei piedi. Per risolvere questa vulnerabilità, dal punto di vista progettuale, si è previsto di realizzare la superficie del podio sul quale poggia la statua leggermente inclinata al fine di centrare il baricentro. Vista la significativa altezza della statua, per ottenere questo è sufficiente una lieve inclinazione, difficilmente osservabile ad occhio nudo e quindi ininfluente dal punto di vista estetico.
La zona del podio, frapposta tra la statua ed il capitello, non è composta da un monolite ma da più elementi che costituiscono una muratura a blocchi lapidei squadrati che a seguito del degrado dei giunti si sono via via sconnessi. Probabilmente con lo scopo di rinforzare i vari elementi era stata inserita una nuova cerchiatura metallica esterna in acciaio inossidabile, saldata agli elementi metallici interni, che hanno accelerato il fenomeno dell'ossidazione. Analizzando le fessure aperte nel podio si può osservare un'apertura della lesione con conseguente inclinazione della parte superiore dello stesso e della statua. Il fenomeno può essere ricondotto all'effetto spingente del metallo ossidato internamente, in particolare in corrispondenza dell'ancoraggio interno che ha provocato l'apertura della discontinuità tra i giunti.
Valutati tali fenomeni di degrado e considerata la posizione a quota elevata dell'elemento, anche per motivi di sicurezza, si è ritenuto opportuno, in accordo con gli organi di tutela competenti, proporre la sostituzione con un nuovo elemento lapideo avente la stessa forma e proporzione. Ai fini della esigibilità complessiva del Monumento si ritiene opportuno che il nuovo elemento non sia distinguibile per materiale e forma, ma che sia correttamente integrato.
Il capitello si presenta formato da una serie di quattro rocchi sovrapposti e poggianti sul fusto monolitico. I diversi rocchi si osservano analizzando le discontinuità ed i giunti di malta che percorrono tutto l'elemento. Questi rocchi sono in alcuni punti distaccati con fessure nell'ordine del centimetro che possono essere associate alla perdita di materiale legante, quale ad esempio la malta, o frutto di allargamenti dovuti all'espansione del metallo presente all'interno dell'elemento.
Il progetto di restauro relativamente al capitello prevede la rimozione degli elementi metallici interni; il consolidamento delle volute in maniera più efficace rispetto all'attuale cerchiatura che non ne previene il distacco; l'inserimento di barre interne in acciaio inossidabile ancorate direttamente al fusto monolitico che attraversano sia il capitello che il podio e che tengano saldi i vari rocchi sfruttando in maniera efficace le superfici scabre tra gli stessi e prevenendone quindi lo scorrimento.
Le indagini eseguite nella fase della conoscenza con il georadar hanno evidenziato la probabile rottura su un piano inclinato del fusto che lo divide potenzialmente in due porzioni. Al fine di rendere meno invasivo questo intervento si è ideata una soluzione con funi metalliche, che saranno inserite all'interno delle scanalature esistenti e successivamente stuccate.
A livello di basamento si sono riscontrati dei significativi livelli di degrado delle grappe metalliche che uniscono gli elementi lapidei di rivestimento. Oltre al restauro degli elementi lapidei e al loro trattamento superficiale si opererà alla sostituzione delle grappe metalliche ossidate mediante l'asportazione delle attuali e la pulitura con consolidamento degli incassi nella pietra. Si inseriranno poi nuove grappe che verranno connesse alla pietra mediante la colatura di piombo fuso.
Il progetto di restauro prevede interventi sulle superfici architettoniche, connessi principalmente agli interventi strutturali, e risponde operativamente sia alle caratteristiche della materia, al suo stato di conservazione e/o forma di degrado, sia all'istanza estetica.
Nello specifico i fenomeni di degrado rilevati sono depositi superficiali incoerenti e compatti, colature, erosione, degrado differenziale, fratture, distacchi, lesioni e scagliature, patina biologica e vegetazione infestante, presenza di integrazioni e stuccature incongrue, degrado antropico. Le scelte progettuali prevedono azioni di preconsolidamento, puliture definite in base alle caratteristiche proprie del materiale lapideo e del degrado presente, consolidamento, rimozione degli interventi incongrui, reintegrazioni con malte espressamente formulate sulla base delle analisi di laboratorio consentendo la formulazione di impasti studiati caso per caso in funzione delle finalità di impiego e trattamenti di protezione finale. Risulta necessario il corretto ruscellamento delle acque meteoriche dalla sommità della statua al piedistallo della colonna, considerata la sua completa esposizione agli eventi atmosferici e all'inquinamento. In fase preliminare si è osservato che la lastra in piombo presente al di sopra del capitello si trova in uno stato di avanzato degrado, completamente ossidata e, in estese porzioni, sollevata dalla superficie inadatta dunque svolgere la sua funzione di corretto deflusso delle acque meteoriche. Si è proposta quindi la rimozione delle lastre e la messa in opera di nuove in piombo.
Gli interventi previsti, descritti in apposite schede di lavorazione, seguono i principî propri della disciplina del restauro: minimo intervento, compatibilità, reversibilità, distinguibilità, autenticità e si pongono come obiettivo l'unitarietà d'immagine e la conseguente esigibilità complessiva del Monumento.

 

- RIQUALIFICAZIONE DI GRADONATE, PAVIMENTAZIONI E VERDE
Il progetto generale di riqualificazione delle gradonate, delle pavimentazioni e delle opere a verde è in corso di elaborazione da parte dei tecnici dell'Unità Operativa Interventi Straordinari del Servizio Infrastrutture e Mobilità del Comune. Il costo dell'opera sarà di 980.000 euro e costituisce la parte più consistente dell'intervento complessivo. Si prevede che il progetto venga completato entro il prossimo mese di maggio e che i lavori si svolgano in circa otto mesi a partire dall'autunno 2018.
L'obiettivo del progetto è riqualificare l'invaso conservando la sua attuale conformazione ad anfiteatro, assunta negli anni trenta del secolo scorso. Si ricorda infatti che nel 1935 la piazza subì una sostanziale modifica su progetto dell'ing. Savonuzzi: l'intera area di sviluppo fu scavata, fu realizzato l'anello centrale ribassato di circa due metri e le scarpate perimetrali articolate in cinque gradonate erbose definite da bordi di cemento.
Nel tempo la crescita degli alberi perimetrali e la patina di muschi e licheni che si è sviluppata sui bordi delimitanti i gradoni e sui muri di contenimento delle rampe di accesso hanno conferito alla piazza un'immagine di oasi verde, giardino protetto all'interno del traffico della città, accrescendo il fascino di questo luogo.
A distanza di tanti anni ed a fronte dell'assenza di sostanziali interventi di recupero dello spazio è apparso necessario un complessivo intervento di restauro e riqualificazione.
Nel tempo la crescita notevole dei platani e del loro apparato radicale unitamente al dilavamento del terreno hanno infatti causato il danneggiamento delle gradonate e dei muretti di contenimento di accesso alla piazza tanto da rendere numerose ed evidenti le lesioni, gli spanciamenti ed i parziali ribaltamenti ed ammanchi di materiale.
Il progetto, di tipo conservativo, prevede nelle parti da sostituire l'impiego di materiali cementizi in analogia a quelli impiegati nel primo Novecento.
Saranno dunque messe in opera nuove cordonate in cemento variandone leggermente le quote altimetriche e la pendenza dei terrazzamenti al fine di rendere le operazioni di scavo meno invasive per le numerosi radici esistenti. La sezione delle cordonate sarà più ampia dell'attuale per contrastare più efficacemente il fenomeno di scivolamento del terreno e la finitura sarà bocciardata; sulle cordonate verrà sovrapposto in alcuni tratti dell'anello un secondo elemento che fungerà da bassa seduta con l'obiettivo di incrementare i punti di sosta attualmente consistenti nelle panchine nel terrazzamento superiore e nel prato centrale intorno al monumento di Ariosto.
Con lo stesso materiale verranno delimitate le scalinate esistenti sui due lati lunghi della piazza ed un nuovo accesso a gradini che sarà realizzato al centro della curva che si sviluppa lungo la via Palestro; questo infatti è il punto d'ingresso alla piazza più utilizzato vista la presenza di frequentate attività commerciali sotto i portici di palazzo Mazzucchi. All'inizio di questa nuova gradinata d'accesso all'anello, sarà riposizionata la fontanella ora collocata tra gli alberi dove provoca un grave dilavamento del terreno circostante.
Si effettuerà la sostituzione dei muri perimetrali di contenimento del terreno nei quattro percorsi di accesso all'anello; i nuovi muri avranno un profilo modificato rispetto a quelli esistenti in modo da assecondare la prevista risagomatura delle gradonate; saranno realizzati in calcestruzzo con un particolare disegno di finitura superficiale ottenuto con l'impiego di innovative matrici disattivanti.
Nuovi muretti di contenimento
, dell'altezza prevalente di 40 cm fuori terra, saranno realizzati lungo il perimetro esterno della piazza; questi avranno la duplice funzione di definire con chiarezza il perimetro esterno della piazza e di contenere più efficacemente il terreno attorno alle radici degli alberi che verrà alzato di livello per eliminare i grossi ammanchi venutisi a creare dopo anni di dilavamento e crescita delle radici. La finitura "rigata" o "graffiata" dei muretti sarà ottenuta mediante l'inserimento nelle casseforme di matrici appositamente selezionate.
L'ultimo anello alla base delle gradonate, ora in terra battuta, verrà risagomato e riempito con terreno inerbito come gli altri terrazzamenti.
Le quattro rampe di accesso agli angoli della piazza saranno pavimentate in calcestruzzo architettonico al pari delle pedate dei gradini di accesso e dei nuovi percorsi perdonali di delimitazione della piazza che saranno realizzati su Corso Porta Mare e sul fronte occidentale della piazza, nell'ottica di una ridefinizione globale dell'accesso allo spazio pubblico dalle strade limitrofe.
Nelle strade perimetrali saranno anche riorganizzate le aree di parcheggio col fine di valorizzare le architetture circostanti e garantire accessi in sicurezza all'invaso.
Sarà completamente rifatta la rete di raccolta dell'acqua piovana e le relative caditoie, mantenendo la tipologia a bocca di lupo per non creare ostacoli e discontinuità nell'anello centrale utilizzato come pista in tante manifestazioni; saranno installate idonee griglie di raccolta alla base delle rampe di ingresso all'anello.
La pista centrale sarà ripavimentata
in conglomerato bituminoso in modo da consentire la prosecuzione delle iniziative soprattutto sportive che vi hanno luogo.
Tutto l'impianto a verde della piazza sarà oggetto di importanti opere di manutenzione. Per effettuare la risagomatura delle gradonate perimetrali dovrà essere riportato terreno di coltivo successivamente trattato con idrosemina; altro terreno di coltivo sarà utilizzato per il riempimento del volume che si creerà all'interno del nuovo muretto di contenimento perimetrale.
I platani saranno debitamente potati e per quelli in stato di sofferenza, in particolare lungo via Porta Mare dove in tempi recenti sono già stati necessari diversi abbattimenti, sarà necessario procedere alla sostituzione con alberature di specie analoga, ricostituendo la continuità del filare che definisce il limite superiore dell'invaso.

 

Immagini storiche a seguire:
- Cartolina n.1: Piazza Ariostea prima dei lavori di rinnovamento progettati e diretti dall'ing. Savonuzzi, effettuati negli anni trenta del '900
- Cartolina n.2: piazza Ariostea dopo i lavori ultimati nel 1935

Immagini scaricabili:

cartolina storica Piazza Ariostea 1.jpg cartolina storica Piazza Ariostea 2.jpg piazza Ariostea_confst22feb2018_1.jpg piazza Ariostea_confst22feb2018_2.jpg piazza Ariostea rendering piazza Ariostea1.jpg

Allegati scaricabili: