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lunedì, 17 dicembre 2018

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GARANTE DEI DETENUTI - Nota diffusa dalla Garante dei Detenuti di Ferrara

Le operazioni di voto nelle strutture carcerarie in occasione delle Elezioni Politiche 2018

04-03-2018 / Giorno per giorno

Anche in carcere si vota. Tutti i cittadini italiani a cui non sia stata applicata con una sentenza definitiva di condanna la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici conservano il diritto di voto. L'interdizione perpetua scatta automaticamente per le pene detentive non inferiori a 5 anni, mentre quella temporanea per pene non inferiori a 3 anni, oltre che in altri casi regolati dal codice penale e da leggi speciali. Chi è dunque ristretto in stato di custodia cautelare o per scontare una pena breve, mantiene il pieno diritto di elettorato attivo.

Per questa ragione il Coordinamento nazionale dei Garanti regionali e territoriali delle persone detenute si è attivato per assicurare una presenza capillare nelle carceri, al fine di monitorare le operazioni di voto. Questa mattina i Garanti sono entrati in circa 30 dei 190 istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale. A Ferrara Stefania Carnevale, Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, ha aderito all'iniziativa e si è recata al seggio speciale 111 istituito in via dell'Arginone. Il personale di polizia penitenziaria, già da settimane, aveva preparato i detenuti all'appuntamento elettorale con idonei avvisi e ha operato, oggi e nei giorni scorsi, con grande professionalità per assicurare l'effettivo esercizio del diritto. Scarsa tuttavia la partecipazione degli interessati: solo due detenuti hanno votato, mentre le richieste erano state nove, delle quali cinque presentate solo ieri (in tempo non utile per riuscire a reperire la documentazione necessaria) e due in assenza dei requisiti previsti dalla legge. Una stima, effettuata con la collaborazione del personale della Casa circondariale, induce a ritenere che fossero più di cinquanta (su 370) le persone che avrebbero avuto la possibilità di votare.
In occasione dell'appuntamento di oggi, i Garanti dei diritti dei detenuti hanno ritenuto di dover riportare l'attenzione sul difficile percorso di riforma dell'ordinamento penitenziario, il cui inaspettato blocco ha provocato grande delusione non solo fra le persone private della libertà, ma anche fra moltissimi giuristi, avvocati e magistrati che hanno pubblicamente invocato, mediante ripetuti appelli, la pronta ripresa dell'iter di approvazione. I Garanti ribadiscono pertanto con forza la richiesta che il Governo emani entro il 23 marzo l'unico decreto delegato (attuativo della legge 103 del 22 giugno 2017) già esaminato dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, dalla Conferenza Unificata delle Regioni e dal Consiglio superiore della Magistratura. Chiedono inoltre al Parlamento di avviare immediatamente l'esame degli altri tre schemi di decreto approvati dal Consiglio dei Ministri il 22 febbraio scorso, sul lavoro penitenziario, sull'ordinamento minorile e sulla giustizia ripartiva. La riforma è tesa a dare migliore attuazione ai principi costituzionali di umanità e finalismo rieducativo della pena e recepisce i risultati degli Stati Generali dell'esecuzione penale, la cui convocazione ha raccolto fra il 2015 e il 2016 più di duecento esperti del settore attorno a diciotto tavoli di lavoro. Non si tratta di un provvedimento "buonista" o clemenziale, ma di una necessaria revisione di una normativa datata che deve essere adeguata alle indicazioni provenienti dalla giurisprudenza costituzionale ed europea. La riforma punta a responsabilizzare i detenuti, a vagliare con accuratezza il loro percorso di risocializzazione, a valorizzare l'operato della polizia penitenziaria e a riempire di maggiori contenuti le misure alternative alla detenzione.

 

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Stefania Carnevale - Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Ferrara
Via Boccacanale S. Stefano 14/e
Tel. 0532 419661