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martedì, 18 giugno 2019

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Il Sindaco sulla situazione di Telestense, il comunicato congiunto Regione e Sindacati, la dichiarazione della proprietà

22-03-2018 / Punti di vista

Vista la grave situazione che ha colpito Telesanterno, Telestense e Publivideo2 e particolarmente preoccupato per i dipendenti della nostra Tv locale vorrei attestare non solo la mia solidarietà ma anche la disponibilità ad accompagnare la Società nell'individuare soluzioni concrete di prospettiva.
La sopravvivenza delle radio e delle TV locali, cioè l'ossatura stessa del pluralismo dell'informazione a misura di comune, provincia, regione e persino piccolo paese, devono essere per tutti noi un impegno

Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara

(Testo diffuso dalla Portavoce del Sindaco)

 

 

Comunicato stampa Regione Em.Romagna - Sindacati
Si è tenuto (21 marzo 2018) il tavolo di salvaguardia convocato dall'assessorato alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna sulla crisi di Telesanterno, Telestense e Publivideo2 chiesto dai sindacati che hanno denunciato il mancato pagamento delle retribuzioni, rimaste in arretrato fino a dieci mensilità. L'assessore Palma Costi a conclusione dell'incontro ha proposto di riconvocare le parti per il 5 aprile ed ha chiesto alla proprietà la presentazione di un piano industriale che definisca l'individuazione di un mercato di riferimento e gli elementi finanziari da mettere in campo, eventualmente insieme a un partner da individuare. La proposta dovrà contenere impegni vincolanti nella massima chiarezza, a partire dalla regolarizzazione degli stipendi. Sindacati e azienda hanno condiviso la proposta dell'Assessore, sottolineando la necessità di lavorare in fretta vista la gravità della situazione.

 

Dichiarazione di Dalia Bighinati, in rappresentanza della proprietà - "L'editoria sta attraversando un momento molto difficile e l'emittenza radiotelevisiva non fa eccezione. La crisi economica, la restrizione del mercato pubblicitario, il ritardo con cui la Regione sta dando attuazione agli interventi sull'emittenza, i contributi non ancora versati dallo Stato e la necessità di investimenti tecnologici non hanno aiutato un editore che, al contrario di altri, non ha importanti gruppi industriali alle spalle".

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