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venerdì, 22 febbraio 2019

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Sulle ‘ingerenze' della religione in politica

23-07-2018 / Punti di vista

di Tommaso Cristofori *

Le cosiddette ingerenze della religione sono sempre esistite e spero continueranno ad esistere, fino a quando la chiesa o le chiese saranno realmente incarnate nell'uomo ed avranno al centro la persona, l'individuo. Una fede fatta solo di spiritualità e misticismo credo sia vera e può essere anche totale, ma non è completa senza la carità. Certamente anche la politica, come la fede, ha al centro del suo agire la persona, ed è chiamata a costruire le regole per una convivenza rispettosa di tutti, a cominciare dai più svantaggiati, per il mio punto di vista. E' dunque ovvio e naturale che si possano intrecciare posizioni diverse tra religione e politica, che possono diventare un contributo ed una ricchezza reciproca se ascoltate e affrontate nella giusta maniera, o si possono strumentalizzare alimentando il fuoco dell'imbarbarimento nella contesa del potere con ogni mezzo, ad ogni costo. Quindi, quando sento parlare di: invasione di campo, ingerenze, le categorie della politica o della religione, di confondere i ruoli, penso che non si abbia ben presente a chi la fede si rivolge. Il pensiero fortunatamente è ancora libero nel nostro paese, ed ognuno può esprimerlo liberamente, sappiamo che non è sempre stato così. Ma quello che più infastidisce è quando il "politico", di qualunque schieramento si tratti (adesso ci sono anche gli anti-politici e ci mettiamo dentro anche loro), usi le parole di vescovi preti o papi incoraggiandone ed esaltandone i contenuti quando questi coincidono con il proprio pensiero o i loro interessi del momento e poi, qualche tempo dopo viceversa li condanni come intrusione della chiesa, quando contrastano con le proprie scelte, mi pare un atteggiamento insopportabile ed anche un po' patetico. Chiedere alla chiesa di non interessarsi dell'umanità è assurdo oltre che sbagliato, ma chiedergli di interessarsi dell'umanità solo quando ti fa comodo è ancora peggio; dimenticarsi o ignorare i più deboli è sbagliato, ma ricordarsene solo quando arrivano altri ancora più ultimi degli ultimi, è meschino. Lo stesso misero spettacolo, con lo stesso cliché, lo si assiste sul tema sicurezza quando le stesse persone si prodigano nell'esaltare lo sforzo e la grande efficienza delle Forze dell'Ordine e contemporaneamente, infondono con ogni mezzo paura e insicurezza, per condannare chi amministra. Se la politica anche a Ferrara non la smette di dire le bugie ai suoi cittadini o proporre finte soluzioni sapendo che non sono realizzabili, non ne possiamo uscire.

"Se il Nazareno tornasse ci prenderebbe a sberle tutti quanti. Ce lo meritiamo, eccome, però avremmo così tanto bisogno di una sua carezza" (Enzo Jannacci)

* consigliere comunale Gruppo PD