Comune di Ferrara

giovedì, 15 novembre 2018

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ASSESSORATO ALLA SANITA' E SERVIZI ALLA PERSONA - Presentato da ass. Sapigni e direttore distretto Centro Nord Cardelli

Piano Povertà distrettuale, ecco le azioni messe in campo

08-11-2018 / Giorno per giorno

Per presentare le 'Azioni approvate per il Piano Povertà distrettuale', si è tenuta giovedì 8 novembre in residenza municipale di Ferrara una conferenza stampa alla quale sono intervenuti l'assessora alla Sanità/Servizi alla Persona del Comune di Ferrara Chiara Sapigni, il direttore del Distretto Centro Nord Renato Cardelli e Cristiano Benetti in rappresentanza dei Servizi socio-assistenziali dell'Unione Terre e Fiumi.

"Avevamo da tempo bisogno di fornire risposte a necessità di carattere sociale e assistenziale che si sono evidenziate in questi ultimi tempi" ha affermato l'ass. Sapigni. "Ora dobbiamo cercare di fare in modo che queste risorse aggiuntive, stanziate grazie a finanziamenti nazionali e regionali, possano avere continuità anche nei prossimi anni perchè questi servizi possano avere continuità operativa".  

LA SCHEDA (a cura dell'Assessorato alla sanità e Servizi alla Persona del Comune di Ferrara)

> PIANO POVERTÀ DEL DISTRETTO CENTRO NORD

In applicazione delle Delibere Regionali il Comitato di Distretto Centro Nord ha approvato la gestione locale dei fondi per il contrasto alla povertà. Il Piano indica interventi per complessivi 914.029 euro composti da un finanziamento nazionale di 664.178 euro ed uno regionale di 249.851 euro, compresi fondi nazionali specifici per le persone senza fissa dimora.

Gli interventi, approvati secondo gli indirizzi regionali, si rivolgono agli abitanti dei Comuni di Ferrara, Masi Torello, Voghiera, Copparo, Tresigallo, Formignana, Jolanda di Savoia, Berra e Ro.

Questi i punti essenziali:

1.Rafforzamento degli Sportelli/Punti di accesso

Il Distretto si è posto l'obiettivo di:

  • attivare due nuovi Punti di accesso/sportelli sociali nel Comune di Ferrara, in particolare nelle zone della città più lontane dal centro e a più alta densità abitativa e oggetto di interventi di promozione di comunità attraverso lo strumento del Community Lab.

  • mantenere gli sportelli attuali prevedendo la copertura del "turnover", rafforzando il parametro previsto di uno sportello ogni 40.000 abitanti

2. rafforzamento del Servizio Sociale Professionale

L'obiettivo è di perseguire e superare il rapporto 1 assistente sociale ogni 5.000 abitanti: ciò permette di tenere in considerazione il peso assistenziale e la numerosità dei casi da assegnare ad ogni assistente sociale.

Verrà incrementato fino a tutto il 2019 il numero di assistenti e operatori sociali nel Distretto. Sono previsti 3 assistenti sociali, 2 educatori professionali, 2 mediatori culturali, 2 operatori sociali , 2 amministrativi in più rispetto alla situazione attuale. Ciò per potenziare l'attività delle equipe territoriali che, in considerazione della crescente complessità dei casi seguiti e dei profili di fragilità, necessita di una progettualità articolata e multidisciplinare.

3. Interventi e servizi per l'Inclusione Sociale e Lavorativa.

Si utilizzeranno le risorse previste per:

  • Tirocini lavorativi. Risultano lo strumento più apprezzato dai beneficiari e che può dare una concreta opportunità di affrancarsi e di farsi conoscere in contesto lavorativo

  • Sostegno domiciliare. Sono previsti interventi di sostegno al pagamento di spese relative all'abitazione, sostegno al pagamento di spese relative a collocazioni emergenziali anche in contesti alberghieri e nel caso di minori privi del sostegno familiare assicurando la presenza di un operatore professionale.

  • Sostegno alla genitorialità sia in termini di interventi educativi domiciliari che di attività per minori in piccolo gruppo in contesti gestiti dal Terzo Settore.

  • Servizio di pronto intervento sociale distrettuale finalizzato a rispondere alle emergenze del territorio che sia attivo 7 giorni la settimana con un orario complementare a quello di apertura dei servizi.

  • Contributi economici per utenti, si prevede di erogare contributi per un tempo medio di 5 mesi ad utenti esclusi dai benefici RES/REI.

4. Infine è previsto un progetto specifico per persone senza fissa dimora

Si vuole potenziare la rete esistente con nuovi posti per garantire l'accoglienza notturna e sulle 24 ore, soprattutto per donne senza fissa dimora, favorendo percorsi di autonomia abitativa.

Inoltre verrà attivata un'unità di strada che, in alcune serate della settimana, possa fornire supporto alle persone incontrate ed orientarle verso la rete dell'accoglienza e dei servizi.

> PIANO POVERTÀ: ALCUNI DATI DI CONTESTO

Dagli anni pre-crisi ad oggi in Italia il numero di poveri è aumentato del 182%, (fonte: "Rapporto Caritas 2018 su povertà e politiche di contrasto") un dato che dà il senso dello stravolgimento avvenuto per effetto della recessione economica, ma soprattutto che segnala un "esercito di poveri" in attesa, che  si connota per un' allarmante cronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni.

Nel Distretto Centro Nord il contesto locale rivela una fragilità sociale importante desunta dal numero di persone che in questi mesi hanno beneficiato della misura RES/REI e LR 14/2015 e dal crescente numero di persone che si presentano agli sportelli sociali richiedendo un sostegno economico, un contributo per alloggio o per l'imminente sfratto.

A maggio 2018 i Servizi Sociali del Distretto Centro Nord di Ferrara, hanno istruito e inoltrato complessivamente quasi 1.000 domande tra Sia, Rei e Res, di cui 721 su Ferrara, Masi Torello e Voghiera e 230 sui restanti Comuni del Distretto.

 

Nei primi  4 mesi di attivazione delle Equipe multi professionali del distretto Centro Nord (prevista dalla LR 14/2015, i servizi sociali, sanitari e del Lavoro hanno profilato  890 persone, 470 sono state inviate al secondo livello di profilazione e 170 sono risultate "fragili e vulnerabili". Di questi 120 sono state validate dall'Equipe, che ha attivato tirocini formativi.

Si è ampliata la platea di persone in condizioni di debolezza e/o precarietà economica:  la crescita dei costi dei servizi abitativi e la fragilità dei legami familiari acuiscono il disagio abitativo, soprattutto in alcuni segmenti della popolazione quali le persone anziane e gli stranieri.

Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della povertà dei minori e delle loro famiglie, si tratta di povertà economica, ma anche educativa e relazionale.

Nel corso del 2017 i nuclei familiari presi in carico con accesso spontaneo al Servizio Sociale (Area Minori), attraverso il Segretariato Sociale con una richiesta di aiuto sono stati 1.175 in tutto il distretto.

Tra le principali difficoltà nell'esercizio della genitorialità vi sono le fasi di transizione legate all'eventuale insorgere di crisi della coppia, separazione/divorzio, perdita del lavoro, problematiche legate all'adolescenza dei figli, difficoltà economica, il carico assistenziale del nucleo famigliare nelle situazioni di disabilità o patologie dei figli, ecc.

L'essere stranieri, condizione spesso con scarse reti di supporto sociali e familiari, fa emergere situazioni di rischio di isolamento sociale e di deprivazione sia del nucleo familiare che dei figli anche se nati in Italia.

Si è rilevato come oltre la metà delle persone che ha ottenuto i benefici nazionali (REI) e regionali (RES) non sia conosciuta dal servizio sociale territoriale.

Tale situazione ha portato ad avere un incremento di persone prese in carico per assistente sociale mostrando come la dotazione attuale non sia sufficiente a dare continuità alla fase di valutazione e progettazione, propria dell'equipe, alla costruzione dei legami con il privato sociale e al monitoraggio degli interventi.  

La facilitazione all'accesso dei servizi parte dalla costruzione di una rete decentrata che valorizzi figure di riferimento locali per rilevare i bisogni dei cittadini, dalla costruzione di punti informativi che diano indicazioni ma anche che decongestionino i punti di accesso attuali.

 

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