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lunedì, 10 dicembre 2018

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LA SOCIETA' A TEATRO - Spettacolo in programma martedì 11 dicembre alle 21

'L'abisso': sul palco della Sala Estense Davide Enia racconta Lampedusa e il dramma degli sbarchi

06-12-2018 / Giorno per giorno

(Comunicato a cura degli organizzatori della rassegna La Società a Teatro)

'Appunti per un naufragio', testo di Davide Enia edito da Sellerio dal quale lo stesso autore ha tratto lo spettacolo 'L'abisso', lo scorso 30 novembre ha vinto il Premio Internazionale Mondello, il Super Mondello e il Mondello Giovani. Arricchito da questo importante riconoscimento letterario l'11 dicembre alle 21 alla Sala Estense di Ferrara (piazza del Municipio) 'L'abisso' sarà la quinta tappa teatrale del programma La Società a Teatro e porta in scena il tema dei migranti, al quale LST aveva dedicato l'intera edizione 2017.

Enia, maestro della parola, il primo sbarco l'ha visto a Lampedusa insieme al padre. Sull'isola ha trascorso molto tempo, per costruire un dialogo con i testimoni diretti: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori. Incontri durante i quali la lingua che si parlava era il dialetto. In dialetto si nominavano i sentimenti e le angosce, le speranze e i traumi, usando suoni e simboli tipici della lingua originaria. E i silenzi. In 'L'Abisso' è questo Sud che Enia porta sul palcoscenico. Perché nel Sud lo sguardo e il gesto sono narrativi e in Sicilia, come ricorda lo stesso autore, «'a megghiu parola è chìdda ca 'un si dice» (la miglior parola è quella che non si pronuncia).

Ne 'L'Abisso' l'autore e attore usa i linguaggi propri del teatro - il gesto, il canto, "il cunto" (cioè il racconto, in siciliano) - per affrontare quanto sta accadendo a Lampedusa. Che non è soltanto il punto di incontro tra culture lontane, ma un ponte tra periodi storici diversi, fra il mondo come lo conosciamo e quello che potrà essere.

Il racconto parte dal lavoro di un sommozzatore della Guardia Costiera, settentrionale, uomo di destra, una sorta di gigante buono abituato ad affrontare il mare in ogni condizione per cimentarsi in salvataggi impossibili, perché per lui "si aiuta chi ha bisogno, è la legge del mare", e ogni vita è sacra. E poi la disperazione dei pescatori che, nelle reti tirate in barca, oltre al pescato trovano sempre anche i corpi di uomini, bambini, donne.

Ingresso 5 euro presso Biglietteria del Teatro Comunale nei giorni precedenti la rappresentazione oppure in sede di spettacolo il giorno stesso a partire dalle ore 20.00.

 

Di questo lavoro hanno scritto:

...un poema della pietà di delicatezza infinita, di sfida coscienziosa, di rivelazione umana [Rodolfo Digiammarco, La Repubblica]

Il testo (...) è scritto benissimo, teatrale, essenziale, mosso come le onde del cimitero marino di cui parla. Lo spettacolo emoziona non solo per ciò che dice ma per come Enia lo dice (...) d'una poesia e d'una misericordia che sovrastano persino gli orrori raccontati [Marcantonio Luicidi]

Partecipare a L'abisso è come leggere Se questo è un uomo di Primo Levi (...).Vuol dire rispondere. Testimoniare. Esserci [Katia Ippaso, Il Messaggero]

Un piccolo capolavoro nato dall'indagine sul campo che lascia attoniti e fa crescere la rabbia contro chi vuole nascondere questa insopportabile realtà. [Mariateresa Surianello, Il Manifesto]

 

Immagini scaricabili:
- la locandina dello spettacolo
- foto dell'attore e autore Davide Enia realizzate da Futura Tittaferrante

Immagini scaricabili:

Locandina_L'abisso_11.12.2018.jpg Davide Enia_1_futura tittaferrante.jpg Davide Enia_2_futura tittaferrante.jpg