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lunedì, 27 maggio 2019

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PROGETTO SHAKESPEARE - Venerdì 10 maggio in sala Estense (piazza Municipio 14). Spettacolo riservato al pubblico scolastico

Oltre trecento studenti per raccontare "La bisbetica domata"

08-05-2019 / Giorno per giorno

Una versione tutta moderna, rivisitata e di approfondimento de "La Bisbetica domata" di William Shakespeare quella che verrà messa in scena dagli studenti delle scuole ferraresi venerdì 10 maggio 2019 dalle 9.30 in Sala Estense (piazza Municipio 14, Ferrara). Ad esibirsi, recitando o proiettando video ispirati all'opera shakespeariana secondo il loro studio e la loro sensibilità, saranno infatti gli studenti coinvolti nel progetto "Shakespeare - dal testo alla scena", che coinvolge gli istituti scolastici superiori "Ariosto", "Carducci", "Dosso Dossi", "Roiti" di Ferrara, "Rita Levi Montalcini" di Argenta e "Guido Monaco di Pomposa" di Codigoro, con la partecipazione totale di oltre trecento studenti in base a una convenzione con il Comune di Ferrara, l'Università, la Fondazione Teatro Comunale, il Conservatorio statale di musica Girolamo Frescobaldi e l'Istituto di Storia Contemporanea.
Lo spettacolo è riservato al pubblico scolastico.

"La bisbetica domata - dal testo alla grafica" è il titolo della mostra dedicata sempre all'opera di Shakespeare, analizzata nel suo aspetto visivo attraverso foto, articoli, studi, opere grafiche. La mostra con i lavori degli studenti verrà inaugurata venerdì 10 maggio alle 16.30 alle Grotte del Boldini (via Previati 18, Ferrara) e rimarrà visitabile fino a domenica 12 maggio.
In esposizione gli elaborati grafici realizzati dagli allievi degli istituti scolastici superiori: Liceo scientifico A. Roiti, I.I.S. Rita Levi Montalcini di Argenta, Istituto d'Arte Dosso Dossi. Entrata libera.

LA SCHEDA a cura dell'assessorato alla Cultura e ai Giovani - La convenzione "Shakespeare. Dal testo alla scena" è stata realizzata dal Comune di Ferrara, dall'Università di Ferrara, dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, dal Conservatorio Statale di Musica "G. Frescobaldi", dall'Istituto di Storia Contemporanea e dagli Istituti Scolastici Superiori "Ariosto", "Carducci", "Dosso Dossi", "Roiti" di Ferrara, "Rita Levi Montalcini" di Argenta e "Guido Monaco di Pomposa" di Codigoro, con la partecipazione totale di più di trecento studenti.
Ogni Soggetto coinvolto ha dato un apporto fondamentale e di pregio alla realizzazione del progetto e perciò ciascuno che merita uno speciale ringraziamento.

La convenzione prevede l'approfondimento di un'opera Shakespeariana e l'anno scolastico 2018/2019 è stato dedicato allo studio dell'opera "La Bisbetica Domata" (The Taming of the Shrew).
La Fondazione Teatro Comunale di Ferrara ha inserito l'opera nel programma degli spettacoli del mese di marzo 2019 del Teatro Comunale di Ferrara "Claudio Abbado"   affinché la cittadinanza e i turisti potessero apprezzarla.
Il programma di quest'anno scolastico è stato brillantemente inaugurato il giorno 23 ottobre 2018 alla Sala Estense con una conferenza/concerto  a cura dell'Ensemble di Musica antica del Conservatorio "Frescobaldi" riservato ai soli partecipanti al progetto. Sono stati presentati alcuni strumenti dell'epoca, eseguite musiche elisabettiane e fornite spiegazioni sull'uso di testi  di canzoni popolari nelle opere di Shakespeare e sulle poliedriche capacità musicali e recitative degli attori dell'epoca. Successivamente, a novembre 2018 e febbraio 2019, la professoressa Paola Spinozzi docente di lingua e letteratura inglese dell'Università di Ferrara e responsabile culturale del progetto, ha introdotto ed entusiasmato i partecipanti all'opera Shakespeariana.
Per gli studenti non è stato solo un coinvolgente progetto di approfondimento dell'opera, ma, soprattutto, è stato un fondamentale momento di riflessione sulle tematiche universali presentate da Shakespeare e uno spunto per creare personalissimi lavori artistici mediante video, realizzazioni grafiche o creando un breve spettacolo teatrale. Sempre estremamente originali e interessanti, i lavori realizzati sono frutto dello studio approfondito dell'opera e della rielaborazione personale degli studenti.
Questo particolare aspetto, dato dalla pura creatività dei giovani coinvolti, tramite il loro modo sempre innovativo di approcciarsi ai grandi temi della vita e la voglia di esprimersi , arricchito dall'esperienza culturale a livello universitario offerta dall'innegabile professionalità dell'insegnante Paola Spinozzi e  dal grande lavoro dei docenti coinvolti, è il vero scopo di questo progetto.
L'appassionante filo conduttore dall'epoca elisabettiana ai giorni nostri è realizzato dalla sinergia di professionalità e sensibilità di tutti i partecipanti. Quest'anno ha arricchito la proposta culturale del progetto "Shakespeare. Dal testo alla scena" anche la presenza del docente di Storia del Teatro di Unife, prof. Giuseppe Lipani, che ha dato la propria disponibilità ad incontrare presso le proprie sedi gli studenti coinvolti per supportare il lavoro di ricerca e creazione.
Le forze in campo sono state davvero tante e i risultati più che positivi per l'entusiasmo dimostrato dai partecipanti e il livello dei prodotti finali realizzati.
In qualità di Vicesindaco e di Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara sono realmente compiaciuto che la nostra Città si sia impegnata a realizzare un progetto tanto edificante quanto unico, condiviso e sostenuto.
Un ringraziamentova a tutti i partecipanti, in particolare la responsabile culturale del progetto, professoressa Paola Spinozzi, auspicando che quanto fatto sino ad ora possa diventare sempre più un fiore all'occhiello cittadino, sviluppandosi e realizzando un esempio culturale che rappresenti una interessante attrattiva anche per le altre città che, come il Comune di Ferrara, intendono sostenere la cultura, l'arte e i giovani valorizzando gli Enti cittadini con particolare riguardo alla prestigiosa Università degli Studi di Ferrara.
Non resta che augurare a tutti un buon proseguimento nei lavori e nella vita.

IL PROGETTO su "La Bisbetica Domata" a cura della docente Paola Spinozzi (Dipartimento di Studi Umanistici, Università degli Studi di Ferrara)
"The Taming of the Shrew": divertente fino a quando
"The Taming of the Shrew" esplora la contrapposizione fra uomo e donna, un tema antichissimo che solo apparentemente Shakespeare presenta in forma di commedia e solo superficialmente rende in modo dilettevole.
L'opera in cinque atti, scritta tra il 1590 e il 1594 e pubblicata per la prima volta nel 'First Folio' del 1623, si apre con una 'Induction' in due scene, in cui un capriccioso signore decide di prendersi gioco di un calderaio ubriaco, Christopher Sly, inducendolo a credere di essere un nobile che ha sofferto di amnesia. Il corteggiamento tra la ruvida Katharina (Kate) e il furbo Petruchio, determinato a sottometterla e aggiudicarsi la sua dote, è un 'play within the play' presentato a Sly come intrattenimento. La fonte della vicenda è sconosciuta, anche se nelle ballate esistono molte analogie sull'"addomesticamento" di donne bisbetiche.
Pur essendo contesa da numerosi scapoli a Padova, Bianca deve attendere, perché il ricco padre Baptista ha imposto che il matrimonio avvenga solo dopo che la figlia maggiore Katharine avrà trovato marito. Petruchio arriva a Padova alla ricerca di una moglie ricca, che il suo amico Hortensio individua in Katharina. Petruchio e Katharina si fronteggiano in uno scontro che si conclude con la resa della donna. Quando Petruchio la eguaglia nel duello verbale e la sovrasta con stratagemmi che la stremano, Katharina capisce che l'unica via d'uscita è essere d'accordo con tutto ciò che il marito dice. Alla fine, Petruchio vince la scommessa su chi fra le nuove mogli sia la più mansueta e Katharina pronuncia un breve sermone sulle virtù dell'obbedienza.
L'altra trama, che coinvolge Bianca e i suoi numerosi pretendenti, deriva dalla commedia 'Supposes' di George Gascoigne (1566), a sua volta una traduzione di I suppositi (1509) di Ludovico Ariosto. Fra Hortensio, Gremio e Lucentio, che competono per sposare Bianca, l'unico candidato serio è Lucentio, figlio di un ricco gentiluomo fiorentino che scambia la propria identità con l'abile servitore Tranio e si traveste da tutore per avvicinare l'amata. Anche Hortensio si traveste, con minor successo. L'anziano Gremio può fare valere solo la sua ricchezza, che per Baptista è l'attributo essenziale. Fingendosi figlio di un ricco signore e convincendo un abitante di Mantova a recitare il ruolo di suo padre, il servitore Tranio convince Baptista a iniziare gli accordi formali per il matrimonio, fino a quando si scopre il trucco. Tuttavia, Lucentio e Bianca si sono già sposati in segreto, mentre Hortensio ha sposato una ricca vedova. Nella scena finale, sia Bianca sia la moglie di Hortensio si rivelano bisbetiche.
Le vicende sono divertenti fino a quando lo spettatore si rende conto che i personaggi sono disposti a umiliare, prevaricare e finanche usare violenza pur di raggiungere i propri scopi. E l'apice della prepotenza è raggiunto proprio nell'interazione fra Petruchio e Kate, soverchiata dal codice sociale che consente al marito di disporre di lei. Le studentesse e gli studenti che hanno letto l'opera hanno compreso perfettamente le ambiguità e le contraddizioni dei personaggi, hanno colto paradossi, convenzioni e finzioni. Parlando di temi controversi in Sala Estense, dove anche quest'anno il Comune di Ferrara ci ha accolti con generosità, ho compreso che le studentesse sono già profondamente consapevoli. Sanno che l'espressione dell'identità femminile, individuale e sociale, è il perno delle loro vite. Sanno che devono intervenire sui comportamenti collettivi, possono decostruire le consuetudini, vogliono acquisire la capacità di interrogare e ridefinire le norme. Ho visto che gli studenti hanno provato disagio e imbarazzo di fronte al comportamento di Petruchio, perché hanno percepito che l'eco della violenza domestica è ben chiara. Leggendo "The Taming of the Shrew" insieme a studenti che stanno vivendo la loro adolescenza nel 2019, mi sono resa conto che queste generazioni si formano - nel senso che le formiamo e al contempo formano se stesse - comprendendo cosa si può fare, mentre si legge e si mette in scena Shakespeare: si può ragionare su questioni inaccettabili del rapporto fra soggetto e mondo nella sua epoca e cambiarle nella nostra.

Immagini scaricabili:

Copertina libretto sulla mostra dedicata a "La bisbetica domata - The Taming of the Screw" - Progetto Shakespeare, Ferrara, anno scolastico 2018-2019

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