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martedì, 11 dicembre 2018

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BIBLIOTECA ARIOSTEA - Lunedì 27 febbraio alle 16.30. Per il ciclo 'Anatomie della mente e altre storie'

'Il cadavere del nemico', una conferenza di Stefano Caracciolo

24-02-2012 / In primo piano

"Il cadavere del nemico - Storie di guerra, di vita e di morte da Eschilo a Hitler e Osama Bin Laden passando per la Linea Gotica" è il tema della conferenza in calendario lunedì 27 febbraio alle 16,30 alla biblioteca comunale Ariostea (via Scienze, 17). L'iniziativa rientra nel quinto ciclo di 'Anatomie della mente e altre storie - sei conferenze di varia psicologia' a cura di Stefano Caracciolo, ordinario di Psicologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Ferrara.
LA SCHEDA (a cura degli organizzatori) - Dove sono le ossa di Adolf Hitler e quale soldato sovietico le ha seppellite di nascosto nel 1945? Chi potrà mai pregare sulla tomba di Osama Bin Laden, sepolto in mare dai suoi uccisori americani nel maggio 2011? Chi ha fotografato in data 12 luglio 1916 il boia trionfante di Cesare Battisti processato e giustiziato dagli Austriaci per alto tradimento? Perché nel gennaio 2012 i marines americani in Afghanistan si fanno riprendere mentre orinano su quattro corpi di talebani uccisi? Cosa ci fanno sul passo della Futa, lungo la linea Gotica nell'Appennino tosco-emiliano, 30.683 salme di soldati tedeschi della II Guerra Mondiale in un grande cimitero monumentale?
Guerra e violenza: l'uccisione dell'Altro come risultato dell'aggressività distruttiva insita in ciascuno di noi. Ma in quale caso la vista del cadavere del nemico può indurre pietà, onore, senso di commiserazione e quando, invece, essa conserva il suo carattere di odio e di estremo proseguire del disprezzo e della ferocia, tanto da fare scempio delle spoglie mortali di un nemico ucciso? Attraverso documentazione d'epoca fotografica e cinematografica, e con la lettura di passi scelti di opere di Cesare Pavese, Primo Levi, Bertolt Brecht, l'esplorazione di questo tema ci mostrerà come l'aggressività umana non conosca limiti o confini. Studiare e capire la psicologia della guerra e dell'aggressività violenta è, del resto, un modo per fare i conti con il demone guerriero presente in ciascuno di noi ed esorcizzarlo, sviluppando e diffondendo la cultura della non-violenza. A cominciare dai più piccoli semi come la gentilezza verso l'Altro.