Comune di Ferrara

mercoledì, 18 luglio 2018

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Sulle dichiarazioni dell'amministratore delegato di Hera

30-03-2010 / Punti di vista

di Valentino Tavolazzi *

(22-2-10) Non ho mai approvato da city manager i contratti di servizio Agea, poiché li ho sempre ritenuti contrari all'interesse del Comune. Nello specifico della pubblica illuminazione avevo chiesto la riduzione del prezzo a punto luce (-10%). Mi sono sempre opposto agli aumenti della Tarsu richiesti da Chiarini; ho criticato l'assurdo investimento nella faraonica sede Agea a colpo di debiti; mi sono opposto alle modalità di svendita dell'azienda ad Hera. E' tutto scritto in lettere e documenti protocollati, inviati al vicesindaco Tagliani. Ripeto, sono disponibile ad un confronto pubblico al riguardo. Peraltro quelle posizioni assunte contro le scelte dell'amministrazione, sono state la causa della mia cacciata. Fa bene Chiarini a chiedere scusa ai ferraresi per essersi sbagliato sul conto di Tavolazzi: non mi sono mai "allineato" ed ho sempre difeso gli interessi del Comune! Forse si aspettava altro.
Non abbiamo mai litigato? Chiarini mi ha solo denunciato nel 2004, con ingente richiesta danni, per alcuni miei articoli pubblicati dal Carlino sulle emissioni inquinanti dell'inceneritore di via Conchetta, subito dopo chiuso dalla Provincia. La vicenda giudiziaria nei tribunali di Ferrara e Bologna si è conclusa con la condanna di Hera, per causa temeraria, al risarcimento di 15 mila euro al denunciato. Chiarini avrà ricevuto i complimenti dal suo presidente!
Trovo il suo intervento sui contratti di servizio quasi comico. Io accuso Tagliani di aver fatto, da vice sindaco e dopo avermi estromesso dal tavolo negoziale, quei contratti di servizio tanto penalizzanti per il Comune e chi spunta a difenderlo? Proprio chi ha ne ha beneficiato!
Riecco i fatti. Nel primo semestre 2001 si svolsero incontri, da me coordinati, con i dirigenti competenti del Comune ed Agea, per predisporre i testi contrattuali, definire le prestazioni richieste ad Agea, i relativi corrispettivi, le modalità di rapporto tra azienda e Comune, la rendicontazione e fatturazione, la durata contrattuale, le garanzie di adempimento.
Durante tali incontri emersero forti contrasti tra me e Chiarini, in merito agli aspetti economici, di durata, delle garanzie e delle modalità di controllo, che il futuro AD di Hera voleva imporre al Comune. I testimoni sono numerosi. Improvvisamente, il 17.07.01, il sindaco Sateriale firmava un ordine di servizio che modificava l'iter delle delibere, togliendo il visto di congruità del direttore generale, che da quel momento ne veniva escluso.
Nel settembre 2001 il vice sindaco Tagliani distribuiva in Comune una versione dei contratti di servizio predisposta da Agea, accompagnandola con un appunto manoscritto su carta intestata dell'azienda, che recitava testualmente "previo parere di Rossi, Tortora istruisca la pratica per la giunta". Di fatto egli, accontentando Chiarini, sottraeva i contratti al direttore generale, delegittimandolo ed escludendolo dal procedimento istruttorio e dal tavolo di trattativa con Agea.
Ciò accadeva un anno prima che i contratti venissero firmati, infatti fu nel luglio 2002 che Tagliani portò in Consiglio comunale i contratti, che nel settembre di quell'anno furono firmati.
Nonostante ciò produssi modifiche ai contratti, mai recepite, nell'ottobre e nel novembre 2001 e nel gennaio 2002. E' tutto scritto. Tra queste c'è proprio la mia indicazione del corrispettivo equo a punto luce (200 mila lire) a fronte del prezzo concesso da Tagliani (220 mila). Avevo chiesto una riduzione del 10%.

* - consigliere comunale PpF