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lunedì, 19 agosto 2019

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Gli impegni di PpF con gli elettori

13-08-2012 / Punti di vista

di Valentino Tavolazzi *

Che si sia "esaurita la ragione sociale" (o meglio la missione) di Progetto per Ferrara, a causa della scomunica immotivata di Beppe Grillo, ci aspettavamo di sentirlo da Tiziano Tagliani, non da Tommaso Mantovani, al quale vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto in circoscrizione e nella lista civica. La considerazione si basa su due fatti.
Il primo. Quell'affermazione non corrisponde al vero. Il ruolo di Ppf non è esaurito, al contrario ha assunto maggior peso e una doppia valenza. A Ferrara ci battiamo per costruire l'alternativa al blocco di potere del Pd, che ha impoverito la città, svenduto il patrimonio collettivo, chiuso l'ospedale ed il pronto soccorso, reso i cittadini sudditi di una azienda privata, sperperato milioni di euro in derivati. PpF intende riprogettare lo spirito della municipalità di Ferrara, riportandola alle originarie funzioni di servizio utile all'intera collettività, non ad ipertrofico organismo fine a se stesso e all'enclave che lo gestisce, talmente inutile e costoso da imprigionare ormai anche le prospettive di vita futura della città. Nel Movimento Cinque Stelle lottiamo per affermare la democrazia interna, rendere trasparenti e partecipate le decisioni, attuare il principio "uno vale uno". Siamo nati senza Grillo e prima del Movimento Cinque Stelle, da cui non deriva affatto la nostra missione sul territorio, come lista civica. Siamo stati espulsi perché abbiamo interpretato con coerenza spirito e regole del M5S, come ci viene riconosciuto da tanta parte dello stesso, al contrario di quanto fanno Grillo e Casaleggio, nei rispettivi ruoli di capo tribù e di stregone del Movimento. Fatti questi, noti a Mantovani, non appaiono tuttavia per lui sufficienti a dare un senso alla missione di Ppf (ai suoi occhi svanita nel nulla dopo la "perdita" di Grillo) ed un significato d'appartenenza a PpF, privo del rischio di tribalismo e dei relativi vantaggi psicologici connessi a riposanti certezze identitarie.
Il secondo fatto. L'eliminazione a Ferrara di una opposizione vera, come quella di Ppf, appartiene dal 2009 al mondo dei sogni del Pd. Beppe Grillo, con la sua scomunica, ha fatto da sponda a questo disegno, che il partitone persegue con mosse squallide ed argomenti da popolo bue (tale lo reputa). Una strategia perdente che ha lasciato sul terreno decine di migliaia di voti e numerosi Comuni. Anche Mantovani, con quell'affermazione sulla "ragione sociale esaurita", porta acqua al palazzo ed alla casta, pur avendo confidato, nei giorni scorsi, di non voler vedere Tagliani fregarsi le mani grazie a lui!
Non comprendiamo inoltre Mantovani quando, riferendosi al consigliere comunale Ppf, afferma che "sui rimborsi io al suo posto avrei aperto il contenzioso con il Comune, anche se ciò avrebbe comportato l'automatica decadenza da consigliere comunale". In altre occasioni egli aveva espresso il proprio rammarico per il niet di Casaleggio alla dipartita di Tavolazzi per Parma. Ha forse prevalso in lui la delusione per il mancato avvicendamento in consiglio comunale come primo dei non eletti? La scelta di restituire al Comune la modesta somma relativa a rimborsi lecitamente percepiti da Tavolazzi, scaturisce dalla volontà di non scaricare sui cittadini l'ennesima causa civile, oltretutto in assenza di un atto della magistratura penale, attivata dall'avvocato Tagliani. Quando, come confidiamo, sarà dimostrata la liceità dell'operato del consigliere comunale, egli chiederà al sindaco la restituzione di quella somma, per devolverla con lo stesso spirito di servizio con il quale ha già rinunciato a 15 mila euro di gettoni e rimborsi dovuti per legge. Proposta Ppf che l'anno scorso il Pd aveva respinto, in concomitanza con la vergognosa conferenza stampa sui rimborsi, inscenata da Merli e Portaluppi del Pd, durante il consiglio comunale.
Riguardo al ruolo delle circoscrizioni, va detto che almeno fino al 2014, nessuna modifica sostanziale è intervenuta da quando Mantovani si è candidato. Dunque andarsene, da parte sua, affermando che esse conterebbero poco o nulla, non fornisce valide motivazioni all'abbandono di una battaglia politica in corso. Sarà il tempo a dire se si tratti di un tentativo di auto sterilizzazione, in attesa del passaggio di nuovi costruendi bastimenti.
Ciò detto Ppf manterrà gli impegni assunti con gli elettori in campagna elettorale, fino al 2014, facendo la stessa opposizione fin qui condotta, per dare ai cittadini la speranza di una nuova stagione politica, nella città peggio governata della regione. E continueremo a farlo anche dopo, sempre in trincea e al loro fianco.

* - consigliere comunale Progetto per Ferrara