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venerdì, 18 gennaio 2019

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CERIMONIA DI INTITOLAZIONE - Domenica 28 ottobre alle 15,30

Ferrara dedica ad Antonio Slavich il Centro culturale di viale Alfonso I d'Este

25-10-2018 / Giorno per giorno

Sarà intitolato allo 'psichiatra e umanista' Antonio Slavich il Centro culturale di proprietà del Comune di Ferrara, in viale Alfonso I d'Este 13 (ex complesso Amga). La cerimonia di intitolazione si terrà domenica 28 ottobre 2018 alle 15,30, all'interno del Centro stesso, con lo scoprimento della targa alla presenza del vice sindaco Massimo Maisto e di altre autorità cittadine. A seguire, le associazioni Accademia Corale Vittore Veneziani, Musijam, Ferrara Off e Sonika apriranno le proprie sedi, all'interno del Centro, per illustrare al pubblico le proprie attività musicali e teatrali.

L'intitolazione è stata autorizzata nelle scorse settimane dalla Commissione cittadina per la Toponomastica e le Pubbliche onoranze, dalla Giunta comunale e dalla Prefettura di Ferrara, in considerazione anche di due significativi anniversari che ricorrono nel 2018 per la storia della sanità ferrarese. Il 28 ottobre 1858  venne infatti inaugurato il Manicomio Provinciale di Ferrara, mentre nel febbraio del 1978 venne varata la Legge 180 seguita a dicembre dalla L.833 di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale.

Grazie anche alla presenza di Slavich, collaboratore storico di Franco Basaglia, Ferrara è stata una delle realtà italiane maggiormente impegnate nel graduale smantellamento e riconversione dell'Ospedale Psichiatrico,  precedendo di molti anni il varo delle Riforma 833/1978. Vennero infatti progressivamente restituite alla città parti urbanistiche del vecchio ospedale, ad esempio gli spazi per la Facoltà di Architettura e vennero progressivamente poste le basi per la costruzione di un moderno Dipartimento di Salute Mentale. In quegli anni l'assessore provinciale alla Sanità Carmen Capatti e Antonio Slavich riuscirono a coordinare gli sforzi di molte forze politiche e sindacali progressiste, di molti operatori della sanità e di volontari per governare il processo di superamento e chiusura dell'Ospedale Psichiatrico cittadino.

La cittadinanza è invitata a partecipare (la cerimonia si svolgerà anche in caso di maltempo)

LA SCHEDA BIOGRAFICA

Antonio Slavich (1935 - 2009), d'origine fiumana, è vissuto a Bolzano dalla primissima infanzia fino alla brillante conclusione degli studi classici, dopo i quali si è laureato a Padova nel 1960, seguendo tra gli altri i corsi di Basaglia, che lo volle a Gorizia nel 1962. Nacque così quell'intesa che sfociò nella promulgazione della famosa legge n. 180, quella che portò alla chiusura dei manicomi, ed a un diverso modo di intendere e di curare i malati di mente.
Antonio Slavich riformò tra l'altro i servizi psichiatrici a Ferrara tra il 1971 e il 1978. In qualità di direttore del Centro di Igiene Mentale, negli anni ferraresi introdusse un metodo di lavoro innovativo basato sul coinvolgimento di tutti i collaboratori, medici, infermieri, assistenti e operatori sociali, dei pazienti stessi e di tutta la società civile; un metodo di lavoro che ha significato un ripensamento complessivo della psichiatria e della cura delle persone con disturbi mentali, spostando sempre più gli interventi dalla istituzione chiusa (il manicomio) ai servizi territoriali. Ha scritto libri di psichiatria, tra cui "La scopa meravigliante. Preparativi per la legge 180 a Ferrara e dintorni 1971-1978", con prefazione di Giovanni Berlinguer.
Nel 2008 il Comune di Ferrara gli ha conferito il "Premio Città di Ferrara".

 

Immagini scaricabili:

foto ingresso centro cult Alfonso Este.jpg