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martedì, 18 giugno 2019

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'Giornata mondiale contro l'AIDS 2018', i risultati della campagna di sensibilizzazione e le idee in divenire

10-12-2018 / Giorno per giorno

(Comunicazione a cura degli organizzatori)

‘Una settima memorabile'. E il commento univoco di quanti hanno contribuito ad organizzare le manifestazioni dedicate alla Giornata mondiale contro l'AIDS che si celebra l'1 dicembre di ogni anno. Una buona riuscita che fa dire a Massimo Maisto, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara "Forse la speranza di poter raggiungere l'obiettivo 90-90-90 stabilito dalle Nazioni Unite entro il 2020 e considerare debellato l'AIDS entro il 2030 non è un sogno. I tre passaggi: diagnosticare la malattia, metterla in trattamento, abbattere la carica virale necessitano di una mobilitazione trasversale di istituzioni, associazioni, cittadini che a Ferrara sta prendendo corpo". E mutuando lo slogan del Ministero della Salute ‘facciamo squadra per la nostra salute' Maisto sottolinea le caratteristiche della realtà ferrarese: "Non pratichiamo un gioco passivo ma aggrediamo l'AIDS a tutto campo e i risultati sono positivi quindi, squadra che vince non si cambia: al massimo si allarga".

Dello stesso parere Sibilla Tieghi vicepresidente dell'Avis che propone una mobilitazione lunga 12 mesi costellata da eventi dedicati a tutta la cittadinanza "perché solo un'informazione trasversale e diffusa può creare il clima e le condizioni necessarie per sconfiggere la malattia in tempi ragionevoli".
In nuce è quanto si è visto dal 25 novembre al 1 dicembre: con cadenza quasi giornaliera si sono succeduti appuntamenti che hanno coinvolto migliaia di persone allertate dal tam tam della rete e volontariamente convenute nei luoghi designati per partecipare a momenti informativi e sottoporsi al test rapido HIV.
A fare la parte del leone, in fatto di numeri e mobilitazione, è stata sicuramente l'Università di Ferrara. Oltre 22mila gli studenti contattati e sensibilizzati tramite il sistema informatico dell'ateneo e 365 quelli che hanno chiesto di sottoporsi al test nei due appuntamenti al Mammuth e al Polo Didattico di Biotecnologie.
Altrettanto importanti, anche se numericamente più contenuti, gli appuntamenti organizzati dal Circolo Bolognesi, dall'Arci Gay in via Ripagrande e dal coordinamento scientifico al Teatro Boldini nella mattinata di sabato 1 dicembre quando 300 studenti delle scuole superiori di Ferrara si sono dati appuntamento per informare ed essere informati. Un incontro che ha dato la misura di quanto possa essere efficace la comunicazione tra pari messa in atto dagli studenti dell'ITC Bachelet e del liceo Ariosto coordinati dalla responsabile di Spazio Giovani dell'Azienda USL di Ferrara Silvia Barbaro e dalle sue collaboratrici Patricia Boada, Serena Sprocati, Paola Rossini.

"La forza di questo progetto - afferma la Barbaro - sta nell'efficacia della narrazione mutuata dal linguaggio degli adolescenti". Una metodologia che "facilita l'ascolto attivo, il riconoscersi empaticamente gli uni negli altri e l'adozione per contaminazione di comportamenti sani finalizzati a superare l'atteggiamento di sfida e sprezzo del pericolo che spesso connota il comportamento degli adolescenti".
Un seminario a cui hanno partecipato i rappresentanti di numerose categorie professionali e associazioni impegnate nel sostenere la necessità di adottare tutte le misure necessarie per prevenire l'infezione e, qualora si ritenesse possibile un contagio, sottoporsi alle necessarie verifiche mediche. Un messaggio sostenuto con forza dall'infettivologa del S. Anna Laura Sighinolfi impegnata per tutta la settimana con la sua equipe nella somministrazione dei test - 528 complessivamente con un riscontro positivo - disponibili a prezzi convenzionati anche in tutte le farmacie pubbliche e private.
Al Boldini, in un clima di gioiosa ma educata ed attenta festa, erano presenti anche le rappresenti dell'associazione Donne e Giustizia - molto gradita la proiezione di filmati scelti con ironia e misura da Eleonora Telloli dedicati al come indossare i preservativi, peraltro distribuiti gratuitamente all'ingresso della sala assieme a materiali informativi finalmente comprensibili - lo staff dell'Arci Gay da anni impegnato a combattere non solo la diffusione del virus ma anche sul fronte del diritto alla salute tema scelto quest'anno dalle Nazioni Unite per ribadire lo stretto legame tra il pieno rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone, la lotta alle discriminazioni e la tutela della salute pubblica. "Un esercito di persone partecipi di un progetto da una parte dedicato alla prevenzione dall'altro - dichiara la presidente dell'Arci Gay Emanuela Macario - decise a sconfiggere lo stigma che colpisce le persone affette da HIV". Un concetto sintetizzato nello slogan ‘positivo ma non infettivo' comparso sulle magliette indossate da studenti, volontari e componenti il consiglio comunale schierato all'unanimità a favore dell'iniziativa.
Grande successo ha avuto l'idea di aprire un canale di dialogo utilizzando whatsapp con un numero aperto a quanti volessero porre informazioni su HIV / AIDS e immediatamente utilizzato per chiedere ulteriori chiarimenti e suggerire alle impegnatissime Sighinolfi, Telloli, Macario la possibilità di rendere disponibile un numero verde al quale potersi rivolgere in forma anonima in caso di necessità. Lavori in corso insomma e aperti alle nuove iniziative da mettere in cantiere già dal prossimo gennaio 2019.


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