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La Porta degli Angeli, dove il boia non ha mai abitato

05-04-2012 / A parer mio

di Arch’è Associazione Culturale Nereo Alfieri

La struttura storica, che si trova al centro delle mura rossettiane, è oggetto in queste giornate primaverili dell'attenzione curiosa di molti viaggiatori che, prolungando il fine settimana nella nostra città, riempiono il vuoto lasciato dalla chiusura settimanale dei musei con una visita, spesso in bicicletta, alle mura di Ferrara, al cimitero ebraico di via delle Vigne e, sempre più numerosi, alla Porta degli Angeli e dei molti ferraresi che vi entrano per la prima volta. Domanda ricorrente di questi ultimi è: "Perché viene chiamata casa del boia se è la Porta degli Angeli?". Un bel passo in avanti da quando, qualche anno fa, la domanda era: "Perché la chiamate Porta degli Angeli se è la casa del boia?".
I ferraresi che abitano nelle altre parti della città sono ancora legati alla denominazione popolare di "casa del boia", complice forse la descrizione di questa parte dell'Addizione Erculea come luogo abbandonato e selvaggio, lontano dall'abitato, lasciato dai viaggiatori del Gran Tour. Chi vive invece nella zona, o vi ha abitato nel passato, rivendica con decisione la corretta denominazione di Porta degli Angeli, attestata dalla targa che l'Amministrazione Comunale ha apposto all'ingresso, e si ribella quando qualcuno ipotizza che la grossa catena, visibile accanto al fornice Nord, fosse destinata ai "clienti del boia" in attesa di esecuzione e i più decisi sono gli ultimi abitanti della Porta. Dal 1945 al 1984, quando le mura erano ancora coperte da una fitta vegetazione, gli abitanti poco numerosi, tanti gli orti, poche le case e rari negozi, la struttura era diventata casa d'abitazione di una famiglia affittuaria del Comune: nonni, figlia, genero e due nipoti. Il genero era falegname e aveva il suo laboratorio sopra la torre, i suoi due figli vi erano nati e adolescenti scorrazzavano nel sottomura, dove era anche l'orto tenuto dai nonni. Quando alcuni di loro vengono alla Porta, i segni lasciati dagli accorti restauratori, anche di un passato recente, le tracce delle finestre e delle porte, la soglia della sala da pranzo con le piastrelle esagonali diventano testimoni di una tranquilla vita quotidiana. Le fotografie di quegli anni documentano una destinazione d'uso famigliare di questo luogo bellissimo, immerso nel verde e carico di storia, ben lontano dall'immagine tenebrosa in cui l'immaginario cittadino aveva collocato l'abitazione del boia della città.
Intanto continua la raccolta di materiali documentari sulla Porta degli Angeli, la sua storia, la sua attualità, per la costituzione di un "Archivio" specializzato. La cittadinanza è invitata a portare fotografie, libri, brani letterari e musicali, poesie, video, documentazione di opere d'arte, ecc., dedicati o comunque inerenti alla Porta. Il 9 aprile, lunedì degli Angeli, la Porta degli Angeli prolunga l'orario di apertura dalle ore 10,30 alle 19.00 grazie alla disponibilità di Arch'é Ass. Cult. N. Alfieri, in collaborazione con la RTA Progetto Porta degli Angeli e la Circoscrizione 1 - Comune di Ferrara. Ingressi da Rampari di Belfiore 1, in fondo a corso Ercole I d'Este, e da viale Bruno Zevi, nel sottomura.

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Per informazioni
Arch'è Ass, Cult. N. Alfieri, tel. 3311055853 - mail : arche.ferrara@gmail.com -
sito: https://sites.google.com/site/archeferrara/porta-degli-angeli-rta

RTA "Progetto Porta degli Angeli" - info@portadegliangeli.org - www.portadegliangeli.org