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lunedì, 21 ottobre 2019

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Sulla manifestazione della Lega davanti alla Prefettura

19-08-2016 / Punti di vista

di Tiziano Tagliani *

Ho ricevuto, da parte di Nicola alias "Naomo" Lodi la proposta di partecipare alla manifestazione della Lega davanti alla Prefettura, per protestare contro la richiesta del Prefetto - rivolta a tutti i cittadini della Provincia - di mettere a disposizione spazi per l'accoglienza ai profughi.
Ne approfitto per esprimere, spero nel modo più chiaro possibile, il mio pensiero in proposito.
Un conto è dire - come ho fatto io - che tutti i Comuni devono farsi carico del problema e che il Comune di Ferrara non può continuare, come ha fatto sino ad oggi, a supplire a ciò che gli altri non fanno; e dire che la questione dei profughi deve essere valutata per quello che è, ossia un problema strutturale, ineludibile e di lungo periodo, e quindi occorre che venga affrontato, in primis a livello nazionale e internazionale, uscendo dalla logica dell'emergenza, perché non si può essere permanentemente in emergenza.
Un conto, invece, è assumere atteggiamenti ostentatamente eversivi, come il sindaco di Bondeno - che si fa un vanto di togliere dall'Albo Pretorio l'appello prefettizio e, con atteggiamento che non saprei come definire se non minaccioso, avvisa i suoi concittadini che saranno considerati traditori coloro che ospiteranno profughi - o come Lodi, che un giorno sì e l'altro anche allieta l'etere e i social con videomessagi con i quali, dopo aver ovviamente dichiarato di non aver mai avuto atteggiamenti minacciosi, promette calci in culo (sic) a destra e a manca. Vista la scarsa padronanza della lingua italiana, forse è l'unico modo di esprimersi che conosce.
Non andrò, naturalmente, alla manifestazione dei leghisti, e mi auguro che ci vadano davvero in pochi, e soprattutto nessuno che rivesta una qualsiasi carica istituzionale.
Esprimo invece al Prefetto tutta la solidarietà che può esprimere chi conosce bene - perché in buona parte li condivide - i problemi che deve quotidianamente affrontare.
Ma, soprattutto, ricordo e rinnovo quel giuramento di fedeltà alla Repubblica che ogni Sindaco ha fatto all'atto del proprio insediamento.
Qual è il leit motiv di questi tempi difficili? La paura - per tanti aspetti assolutamente comprensibile - e soprattutto la strumentalizzazione che di questa paura viene fatta, in modo da alimentarla, ingigantirla, per far sì che i cittadini si mettano sotto le scarpe quei sentimenti che costituiscono, invece, il vero collante di qualunque comunità: la solidarietà e il senso di responsabilità.
Si badi bene, senza nascondere nessuno dei problemi che una situazione come quella in atto procura, anzi affrontandoli.
Gettare benzina sul fuoco, invece, non serve ad altro che a creare situazioni sempre più pericolose e meno gestibili da chiunque: cittadini, amministratori, forze di polizia.
Per questo, rivolgo una riflessione e un appello a tutto coloro - politici, uomini delle Istituzioni, intellettuali, scrittori, giornalisti, insegnanti, ecc. - che hanno un ruolo più o meno determinante nell'orientare e formare quella che un tempo si chiamava la "pubblica opinione": non dimentichiamoci mai dell'enorme responsabilità che lo svolgere quel ruolo carica sulle nostre spalle, specialmente in tempi come questi.

* Sindaco di Ferrara

 

Nota diffusa dalla Portavoce del Sindaco