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mercoledì, 16 ottobre 2019

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Transazione con Dexia-Crediop sul derivato

23-02-2018 / Punti di vista

Si avvia a conclusione la vicenda del derivato, stipulato con Dexia Crediop. La chiusura a favore di Dexia Crediop a dicembre 2017 del contenzioso giudiziale presso le Corti di Londra con il Comune di Prato, ha escluso ogni possibile esito favorevole al Comune di Ferrara anche nella causa in corso con la stessa banca; pertanto l'Amministrazione ha autonomamente avviato una mediazione per chiudere il contenzioso legale.

L'accordo è stato trovato e la transazione è stata approvata dalla Giunta con una propria delibera. Ora viene proposta al vaglio del Consiglio la ulteriore delibera necessaria per poter procedere ai relativi pagamenti.

La vicenda derivato è nota: nel luglio 2012 il Comune di Ferrara, rilevando criticità nel contratto e dopo un tentativo di accordo con la controparte per l'estinzione anticipata, come numerosi altri Comuni e Regioni italiane decideva di annullare in autotutela il contratto di derivato stipulato con Dexia Crediop nel 2005, sospendendo i pagamenti contrattualmente dovuti ed accantonando le somme prudenzialmente anno per anno. Derivato che nasceva nel dicembre 2002, per coprire il Comune dal rischio di oscillazione tassi su un pacchetto di debiti a lungo termine, le cui condizioni erano state rinegoziate nell'agosto 2003 e ancora nel 2005.
Contro questa decisione dell'Amministrazione Dexia Crediop faceva ricorso davanti al TAR e all'High Court di Londra. I due giudizi venivano avviati entrambi nel 2012. Nel 2013 la Corte inglese imponeva un tentativo di conciliazione, rimasto senza esito; successivamente le parti si accordavano per una sospensione del giudizio, in quanto era in discussione presso la stessa Corte una causa del tutto analoga, che vedeva Dexia Crediop in opposizione al Comune di Prato.

Nel corso 2015, da un lato il TAR dichiarava la sua incompetenza a decidere, confermando la competenza in capo alla Corte inglese; dall'altro nel primo grado di giudizio la Corte inglese riconosceva in parte le ragioni del Comune di Prato - che sono le stesse del Comune di Ferrara - e dichiarava la nullità del contratto. Dexia Crediop promuoveva appello e nel giugno 2017, con sentenza di secondo grado, la Corte annullava la sentenza di primo grado, accogliendo tutte le difese della banca e respingendo quelle del Comune. Infine nel dicembre 2017 la Corte Suprema respingeva la richiesta di appello proposta dal Comune di Prato, consolidando la sentenza di secondo grado, che così diventava precedente vincolante per la causa del Comune di Ferrara e tutte le altre cause analoghe, come di prassi nelle Corti inglesi.

Risulta quindi stabilito in forma giuridicamente vincolante che i contratti di derivato stipulati con Dexia Crediop sono pienamente validi, efficaci, vincolanti e conformi alla normativa vigente, non incorporano costi impliciti e sono stati conclusi dal Comune con piena capacità.
Altri contenziosi aperti dalle amministrazioni pubbliche italiane (comuni, province e regioni) hanno portato all'annullamento dei contratti solo in presenza di fattispecie di illecito non prive di rilievo penale, escluse nel caso di Prato e in quello di Ferrara.

Tenuto conto dell'esito delle cause intentate dal Comune di Prato verso Dexia-Crediop - che hanno progressivamente ribaltato i presupposti su cui ci si era basati per l'annullamento dei contratti - si è ritenuto quindi utile prendere contatto con la controparte, per definire un accordo stragiudiziale, attraverso il quale, a fronte di un immediato pagamento dei differenziali arretrati, si arrivasse a minimizzare i costi legali e di giudizio.
L'accordo raggiunto prevede il pieno riconoscimento della validità, efficacia e conformità alla legge del contratto, il pagamento a Dexia Crediop delle somme contrattualmente dovute e non pagate, nonché l'impegno ad onorare il contratto fino alla sua scadenza naturale del 31/12/2019; il pagamento di circa 1 milione di Euro a titolo di parziale ristoro delle spese legali sostenute da Dexia Crediop nonché a titolo di interessi di mora sui ritardati pagamenti.

Come più volte evidenziato, le somme corrispondenti ai differenziali non pagati erano state accantonate anno per anno a partire dal 2012, pertanto, aggiungendo a queste l'accantonamento previsto per il 2017, si arriva sostanzialmente a coprire il totale dei differenziali tranne una piccola differenza, che deriva dalla correzione a consuntivo della stima effettuata in sede di previsione.
Analogamente al 31/12/2016 erano state accantonate a riserva risorse per oltre € 2,4 milioni a fronte di spese legali e interessi di mora, calcolate in misura coerente con un pagamento integrale, quindi la transazione determina un risparmio complessivo di circa € 1,4 milioni.

Si chiude un pagina in ordine alla quale si è scritto tanto e che è stata a suo tempo portata alla attenzione degli organi di controllo contabile, con la volontà di non lasciare eredità scomode.

 

(Testo diffuso dalla Portavoce del Sindaco)