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mercoledì, 23 ottobre 2019

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21 Marzo 2019 - Giornata Mondiale della Poesia: omaggio ad Alda Merini e a Tonino Guerra

21-03-2019 / A parer mio

di Maria Cristina Nascosi Sandri

L'aria
L'aria l'e cla roba lizira
che sta dalonda la tu testa
e la dventa piò céra quand che t'roid
L'aria è quella cosa leggera,
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi.
(Tonino Guerra)


"Io non so come prende forma
una poesia.
Io prendo il fango
della mia vita
e mi sento
un grande scultore".

(Alda Merini)


Alle 22.58 del 20 marzo è avvenuto l'equinozio dell'Anno di Grazia 2019: come da convenzione - il 21 marzo non è più dal 2007, la data ufficialmente riconosciuta da sempre del fenomeno meteorologico che manterrà tale eccezione fino al 2102.
Ma la data del 21 marzo rimane 'classicamente' per ricordare a tutto il mondo che è la Giornata dedicata alla Poesia e coincide pure con la data di nascita di Alda Merini (1931) e della scomparsa di Tonino Guerra (2012), due grandi poeti - Tonino grande anche nel suo eclettismo, artista a tutto tondo, tra pittura, cinema e scrittura letteraria ( anche in lingua dialettale) e visiva (sodale 'per sempre' del nostro Michelangelo Antonioni ).
"La poesia è il profumo della vita" - usava dire.

 

Ma si vuole qui ricordare, un omaggio tutto al femminile, la Giornata Mondiale della Poesia, proprio con una poesia di Alda, quasi una mèta-poesia, se si riflette sul titolo:
La mia poesia.
Semplice la poesia, profondo il contenuto, una 'semplice' meditazione sul vivere - come solo lei poteva esprimere.

 

Alda Merini - La mia poesia

La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninna nànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.