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giovedì, 26 novembre 2020.

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Danza, prima mondiale a Ferrara, il coreografo fiammingo Vandekeybus porta in scena l'antico mito sumero: "Periodo difficile, ma in scena vinciamo la paura"

26-10-2020 / Punti di vista

DANZA, PRIMA MONDIALE A FERRARA, IL COREOGRAFO FIAMMINGO VANDEKEYBUS PORTA IN SCENA L'ANTICO MITO SUMERO: "PERIODO DIFFICILE, MA IN SCENA VINCIAMO LA PAURA"

"Sono felicissimo di essere a Ferrara per una prima mondiale. Per me questa città è come una seconda casa. I critici dicono che il pubblico cambia ogni 5 anni, qui ho trovato invece un pubblico storico, una sorta di amicizia leale che ci lega da anni. Ho lavorato in teatri di tutto il mondo ma il fascino dell'antica tradizione italiana regala un calore e una bellezza in più ai nostri lavori". Parole del coreografo internazionale Wim Vandekeybus che il 30 ottobre alle 21 porterà in scena a Ferrara la prima mondiale in esclusiva per l'Italia del nuovo spettacolo di danza contemporanea:"Hands do not touch your precious Me. A dialogue between the universes of Wim Vandekeybus, Olivier de Sagazan and Charo Calvo". Si tratta di una produzione Ultima Vez in co-produzione con KVS Brussel e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.
"Uno spettacolo nuovo e differente - ha spiegato stamattina Vandekeybus in collegamento con giornalisti e addetti ai lavori - realizzato con Olivier de Sagazan, artista visivo che lavora con l'argilla, e con la compositrice spagnola Charo Calvo, insieme a 8 danzatori. È stato un incontro tra due mondi: io ho portato i miei movimenti nell'argilla, Olivier ha portato l'argilla nella danza. Charo Calvo è stato il link tra queste due componenti". Lo spettacolo in scena il 30 ottobre al Teatro Comunale di Ferrara trae ispirazione dal mito dell'antica dea sumera Inanna, la personificazione divina dei paradossi dell'esistenza umana. Inanna è la dea dei contrasti, del buio e della luce, dell'amore passionale e dona sé agli uomini, dona a loro la cultura. Sua sorella vive nel mondo di sotto e cerca un percorso di trasformazione e rinascita. Olivier de Sagazan ne è l'impersonificazione in un inferno di argilla che si mangia, trascinandolo con sé, il mondo reale.
"Abbiamo abbracciato questa sfida e ne è nato un lavoro molto interessante" ha detto Vandekeybus. "In questo momento siamo bloccati dalle paure e abbiamo bisogno di una trascendenza spirituale. Il teatro esiste per raccontare la catarsi, anche senza spiegarci le cose. Il sentire quello che sta accadendo passa attraverso le immagini e la musica. E' un periodo difficile, stiamo adottando tutte le precauzioni e le misure necessarie, ma non ci sarà paura nel nostro spettacolo. Usiamo tutti gli elementi, dal fuoco all'acqua, per dimostrare che non dobbiamo avere paura della natura".

Qui ulteriori info: http://www.teatrocomunaleferrara.it/events/event/hands-do-not-touch-your-precious-me/

(Ferrara Rinasce)