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martedì, 24 novembre 2020.

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PANDEMIA CORONAVIRUS - La parola agli esperti

Caro dato ti scrivo: l'importanza della conoscenza, lettura e diffusione dei dati per decisori politici, giornalisti e cittadini

30-10-2020 / A parer mio

di Alessandro Zangara

I dati, come le parole e le azioni, sono molto importanti e occorre saperli raccogliere, ordinare, studiare, approfondire, leggere e confrontare.

Innanzitutto vanno condivisi con tutta la comunità di scienziati ed esperti, quindi messi a disposizione in modo fruibile e comprensibile degli Amministratori della cosa pubblica ad ogni livello (Parlamento, Regioni, Comuni), degli organi di informazione locali e nazionali, di tutti i Cittadini.

I dati devono essere sempre considerati preziosi strumenti di conoscenza diffusa affinché si possano prendere le decisioni più utili, sensate, basate su dati corretti e protocolli operativi scientificamente provati.

Tutto questo per il bene della collettività, il più alto obiettivo di qualsiasi regola elaborata per rendere reale e concreta la convivenza civile.

Mai come in questi giorni di pandemia, a otto mesi dal suo esordio, è emersa una crisi tra istituzioni e cittadini in merito alla condivisione sulle scelte governative effettuate per contrastare la diffusione del contagio da Covid 19, con nuove restrizioni che hanno scatenato forti opposizioni, in alcuni casi reazioni anche aspre - senza parlare di scontri di piazza fra gruppi di cittadini e forze dell'ordine - da parte di rappresentanti politici e appartenenti a diverse categorie imprenditoriali di tanti settori, oggi le più colpite dalle disposizioni.

Chiediamo a esperti di dati e di aspetti scientifici legati alla loro raccolta, elaborazione e lettura - Giorgio Alleva e Alberto Zuliani, già presidenti ISTAT in epoche diverse, docenti di Statistica alla Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza Roma e Roberto Buzzetti, epidemiologo clinico e formatore - un'analisi su aspetti che in generale tendono ad essere poco considerati e scarsamente conosciuti.

Le decisioni e le azioni governative per contrastare la diffusione della Covid 19 sono commisurate e adeguate a quanto i dati statistici ed epidemiologici hanno evidenziato nei mesi scorsi e oggi evidenziano? Esiste una corrispondenza tra le evidenze epidemiologiche e statistiche attuali e le azioni governative messe in atto?

"Per fronteggiare l'epidemia in modo informato, da parte sia dei governi ai diversi livelli per le decisioni da prendere, sia della collettività per gli atteggiamenti da assumere, sia delle imprese per le misure di contrasto interne non bastano un solo dato o pochi dati - spiegano i docenti Alleva e Zuliani - bisogna realizzare una strumentazione articolata di monitoraggio, opportunamente dettagliata a livello territoriale e per farlo è necessaria una forte collaborazione inter-istituzionale. Non si è investito in questa direzione e le decisioni si basano su un quadro informativo incompleto e non sufficientemente tempestivo e accurato. Anche per questo motivo i media sono pronti a trasformare i numeri quotidiani da allarmi ad allarmismi, e gli esperti si lanciano in interpretazioni eterogenee".

"Mi è impossibile rispondere - afferma l'epidemiologo Buzzetti - in quanto gli unici dati che io conosco sono quelli diffusi ogni giorno dalla Protezione Civile; a partire dai quali non si possono certo adottare misure mirate. L'unica cosa che da questi possiamo notare è che i nuovi casi sono in forte incremento e così anche il numero dei ricoverati in ospedale, comprese le terapie intensive. Dunque serve il massimo rigore possibile nei comportamenti (al solito: distanziamento, mascherina, igiene delle mani e aria aperta il più possibile) e certo anche servono misure restrittive imposte dall'alto; quanto queste siano adeguate non so. Possiamo solo augurarci che "esista una corrispondenza tra le evidenze epidemiologiche e statistiche attuali e le azioni governative messe in atto", come sembrerebbe ovvio. Ma teniamo presente che su molte cose sono molti di più i lati incerti di quelli noti".

Relativamente alla pandemia da Covid 19 quali sono state le criticità nella raccolta e lettura dei dati epidemiologici evidenziate sin dal suo esordio? Sono state risolte? Ve ne sono altre?

"Disponiamo quotidianamente di pochi dati, slegati tra di loro, raccolti senza la necessaria cura che ne garantisca confronti omogenei nel tempo - precisano i due statistici Alleva e Zuliani -. Ogni informazione è utile, ma deve essere nitida e in questo caso non lo è sufficientemente. Non si è investito su un sistema di raccolta di dati che integrasse l'informazione raccolta dalle autorità sanitarie con quella fornita da un campionamento statistico periodico, all'interno di un disegno complessivo coerente. Fin da marzo avevamo avanzato una proposta con altri ricercatori del nostro gruppo (Giuseppe Arbia e Piero Falorsi). Il prodotto sarebbe stato un sistema informativo fondato, affidabile, dinamicamente esauriente, i cui dati vengano comunicati, con cadenza definita e rispettata, da una unica voce istituzionale, con la possibilità di approfondimenti territoriali. Non vogliamo certamente negare né contrastare il pluralismo delle valutazioni che è essenziale; ma vorremmo che fosse documentato appropriatamente.

Sostanzialmente, fin dall'inizio dell'epidemia vengono diffuse quotidianamente quattro informazioni. La prima è il numero di tamponi e non è sempre chiaro se si tratti di tamponi somministrati o processati; inoltre, a marzo si facevano essenzialmente ai sintomatici; attualmente soprattutto alle persone che hanno avuto contatti con positivi, cosicché i confronti nel tempo risultano impossibili.

La seconda informazione è il numero di positivi e qualche volta si tratta di secondi o terzi tamponi; in ogni caso gli esiti sono riferibili a gruppi selezionati, cambiati nel corso dei mesi.

La terza è il numero di ricoverati con dettaglio per quelli in terapia sub-intensiva e intensiva; talvolta viene fornito - o si può approssimativamente dedurre per differenza - il numero di positivi in quarantena domiciliare.

La quarta informazione è riferita ai decessi; in generale, non vengono forniti dettagli per età, patologie precedenti e altre caratteristiche di interesse; inoltre, dobbiamo ricordare il "numero oscuro" dei morti (molto elevato a marzo e aprile scorsi), ottenuto come eccedenza di mortalità non riferita direttamente a Covid-19 rispetto a quella usuale per il periodo (mese). Non se ne è più parlato.

Inoltre, i dati giornalieri servono a poco; meglio comunicare la somma per intervalli di tempo più lunghi, ad esempio una settimana. Infine, i diversi dati vengono riferiti l'uno staccato dall'altro; mentre sarebbe importante che fossero collegati per fornire un quadro intellegibile. 

Manca la storia collettiva dei contagiati, un'informazione necessaria per seguire nel tempo e capire meglio l'evoluzione dell'epidemia, per consentire la lettura delle conseguenze sulla salute delle persone e una previsione migliore dell'impatto sul sistema sanitario.

Un dato importante per i cittadini, ma anche per i responsabili ai diversi livelli territoriali, dal Governo centrale alle Regioni, ai Comuni e in particolare alle città grandi, è il tasso di contagio sulla popolazione, rilevato con cadenza settimanale o bisettimanale. Sembra incredibile ma a otto mesi dai primi casi non si conosce. Un'approssimazione viene dall'indagine iniziata a giugno e protrattasi fino ad agosto dall'Istat. Tuttavia, avendo adottato l'accertamento sierologico ci dice quale percentuale della popolazione si è infettata nel corso di vari mesi (fra quattro e sei) ma non qual è l'incidenza in un dato momento (in questa settimana, ad esempio).

Ecco alcuni tasselli principali della base informativa che occorrerebbe apprestare e aggiornare a cadenze definite. Un campione probabilistico per conoscere il tasso di contagio nella popolazione generale, dettagliato per territorio, eventualmente mediante ampliamenti opportuni a carico delle Regioni e delle grandi città. Un campione pure probabilistico di scuole e alunni dei vari ordini e gradi di scuola, per seguire l'evoluzione dei contagi nel sistema formativo.
La rete delle terapie intensive e sub-intensive con aggiornamento giornaliero delle informazioni principali: tasso di saturazione, tasso di letalità, tasso di guarigione, durata media della degenza. La rete ospedaliera per valutare il tasso di contagio per medici e paramedici e gli esiti. Una rete dei medici di base (eventualmente campionaria; utilizzando eventualmente la modalità panel) per valutare il numero di pazienti che settimanalmente hanno segnalato sintomi di sospetto Covid-19 e seguirne l'esito.

Un impegno specifico dovrebbe essere dedicato all'individuazione dei luoghi e delle situazioni in cui i meccanismi di trasmissione del Sars-Cov-2 scattano più frequentemente. Il sistema di tracciamento dovrebbe accumulare ed elaborare dati utili a comprendere quali siano i contesti e le situazioni più a rischio, mettendo i decisori nelle condizioni di fare scelte fondate. Questo l'essenziale. Come ogni strumento di monitoraggio, esso dovrebbe essere in grado di produrre tempestivamente stime statistiche su fenomeni via via emergenti".

"Se potessi rivolgermi direttamente a chi detiene i dati (regioni, ISS, Protezione Civile), avrei una lunga lista di richieste di dettaglio nei dati - sottolinea Buzzetti -. Ad esempio sarebbero necessarie più informazioni sui flussi dei pazienti (quanti passano da isolamento domiciliare a ricovero, e viceversa; quanti da ricovero ordinario a terapia intensiva e viceversa; da ricovero a decesso o a guarigione, ecc); e sulla distribuzione (media, mediana...) dei tempi di tali passaggi. Servirebbe poi qualche dato in più sul livello provinciale, oltre al semplice numero dei casi. E la lista potrebbe continuare. L'ISS pubblica degli interessanti bollettini a cadenza circa quindicinale, grazie ai quali si possono comprendere maggiori dettagli, che in parte sopperiscono alla giusta curiosità degli epidemiologi e del pubblico. Altre conoscenze derivano infine dai numerosissimi studi che vengono pubblicati ogni giorno, a un ritmo tale che è difficile stargli dietro".

Quanto influisce la raccolta e l'interpretazione dei dati sanitari e socio-economici per elaborare interventi e azioni anti-Covid 19?

"Una comunicazione realmente informativa sulla base delle evidenze del monitoraggio che proponiamo - mettono in evidenza Alleva e Zuliani - rappresenta una sfida metodologica, tecnologica e organizzativa. Bisogna impegnare risorse umane competenti, senza gelosie disciplinari e sopra tutto istituzionali. La statistica può fare la sua parte al servizio del Paese. Ci teniamo a sottolineare che solamente una informazione di questo tipo potrebbe consentire interventi mirati, selettivi, bel fronteggiare l'epidemia in corso.

Ad esempio, si è molto discusso sulla diffusione dell'app Immuni ma non si è progettato come utilizzare il volume delle informazioni raccolte per costruire mappe di rischio dinamiche dei contesti dove avvengono i contagi. Come ogni strumento di monitoraggio, il sistema delineato dovrebbe essere in grado di produrre tempestivamente stime affidabili su aspetti via via emergenti".

"I dati sono la base irrinunciabile per la costruzione di indicatori - ribadisce l'epidemiologo Buzzetti -, che a loro volta devono orientare le scelte dei decisori. Senza adeguate letture, interpretazioni e ragionamenti non è possibile governare il fenomeno. Personalmente preferisco fidarmi della professionalità dei componenti del Comitato Tecnico Scientifico, e comunque mai dovremmo dimenticarci della adeguata comunicazione. La gente deve essere messa in grado di sapere quali interventi sono dimostratamente efficaci, quali sicuramente inefficaci, e su quali infine vi è incertezza. Tutti siamo costretti a decidere in condizioni di incertezza, e questo va spiegato con serenità alle persone, senza paura di ammettere che siamo anche un po' costretti a "navigare a vista".

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I DATI sono una risorsa libera e gratuita: si trovano qui

(n.b.: l'elenco è incompleto e in fase di continuo aggiornamento, realizzato grazie alla collaborazione di colleghi giornalisti, docenti universitari e medici epidemiologi)

Link utili istituzionali - Raccolta dati aperti

Protezione Civile Nazionale
http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

Epicentro - Istituto Superiore di Sanità
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

ISTAT
https://www.istat.it/it/archivio/covid-19

https://github.com/pcm-dpc/COVID-19

https://docs.google.com/spreadsheets/d/e/2PACX-1vTvJUEyaGQQ7CBc0e-y2f0S-AD91MMsUKcRl0U1znTtS0osuq2MprxxATGMoim7pu3rSC9ZJoNw0UKq/pubhtml

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Altri siti internet, applicazioni, tools

Fondazione GIMBE
https://coronavirus.gimbe.org/

Dott. Roberto Buzzetti (epidemiologo, clinico, formatore)
https://www.robertobuzzetti.it/blog/

Our World in Data, Programme on Global Development, University of Oxford
https://ourworldindata.org/coronavirus

Applicazione Google
https://journaliststudio.google.com/

Dataninja [azienda data-driven, progetti per la divulgazione e la disseminazione dei dati; sviluppo di tecnologie per raccogliere, strutturare e arricchire i dati]
https://magazine.dataninja.it/2020/06/10/leggere-e-capire-i-dati-su-covid-19-grazie-a-un-fumetto/

- Incidenza provinciale Coronavirus (casi per milione di abitanti)

- StatGroup-19 (gruppo di ricerca scientifica nato spontaneamente per studiare l'epidemia di Covid-19)   https://statgroup-19.blogspot.com/?m=1

- Atlas of Sustainable Development Goals 2020 From World Development Indicators

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Organi di informazione - testate giornalistiche nazionali

> Il Sole 24 Ore
https://lab24.ilsole24ore.com/coronavirus/

https://www.infodata.ilsole24ore.com/

Terapie intensive (dati giornalieri) 

> Scienzainrete

https://www.scienzainrete.it/argomenti/covid-19-epidemiologia

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(*) Elenco incompleto, in aggiornamento. Per segnalare pagine internet ufficiali e siti istituzionali utili inviare email a cronacacomune@comune.fe.it

Immagini scaricabili: