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4 novembre, la testimonianza dei fratelli Pesaro, nipoti di Silvio Magrini a cui è dedicato l’allestimento a Palazzo Ducale

04-11-2020 / Punti di vista

4 NOVEMBRE, LA TESTIMONIANZA DEI FRATELLI PESARO, NIPOTI DI SILVIO MAGRINI, EBREO VOLONTARIO ALLA GRANDE GUERRA POI MORTO AD AUSCHWITZ: "RICORDARE E' RENDERE GIUSTIZIA A NOSTRO NONNO". ALLESTIMENTO A PALAZZO DUCALE

"Ricordare oggi nostro nonno, Silvio Magrini, con un allestimento di lettere, foto, appunti dal prezioso archivio di famiglia è un'iniziativa che gli rende giustizia. Questo è un piccolo momento che ci aiuta a capire che cosa ha rappresentato la presenza ebraica, anche se ampiamente minoritaria in Italia,  per tutta la società italiana". Parole di Andrea Pesaro, oggi a Ferrara per le celebrazioni del 4 novembre, insieme alla sorella Silvia.
Dopo la deposizione della corona alla Torre della Vittoria, Pesaro ha partecipato - con il sindaco Alan Fabbri e le autorità civili e militari - al simbolico taglio del nastro della piccola esposizione dedicata alla figura di Silvio Magrini, realizzata grazie all'Istituto di storia contemporanea della presidente Anna Quarzi e allestita, in tre bacheche, a palazzo Ducale.
Magrini, già presidente della comunità ebraica di Ferrara, partì volontario (come tenente del Genio) per la prima guerra mondiale, con  altri 14 ebrei ferraresi, spinto dal "sacro dovere di partecipare alla lotta per quegli ideali che già diedero la libertà agli ebrei italiani" e, poco più di 20 anni dopo, fu travolto dalle leggi razziali e deportato ad Auschwitz, da cui non fece ritorno.  "Dalle lettere che abbiamo conservato in archivio si capisce che nostro nonno partì per la guerra per puro e semplice senso di dovere e non andò nelle retrovie ma contribuì alla realizzazione delle strade sul fronte estremo. Partecipò anche alla ritirata di Caporetto cercando di mantenere uniti i suoi soldati. Anche dal fronte cercò sempre di essere vicino alla famiglia. Questa presenza si evince dalle lettere scritte in quel periodo che mi hanno commosso molto". 
"In tutta la nostra famiglia resta questo insegnamento - ha aggiunto Silvia Pesaro -: una grande attenzione per gli altri che il nonno ci ha tramandato e che ha permeato la sua vita e quella dei suoi figli. E per questo lo ringrazio".
"Penso - ha detto il sindaco Fabbri - che ospitare in Comune queste testimonianze sia un dovere, verso la storia, la memoria e verso una grande figura del nostro territorio, che ha incarnato valori, ha creduto nella causa nazionale, ha subito l'orrore delle leggi razziali e della deportazione. Spero presto di poter aprire alle scolaresche e al pubblico questa esposizione". L'allestimento a palazzo Ducale farà da anteprima a una mostra che si intende realizzare nel 2021, dal titolo: "Gli ebrei ferraresi nella Prima Guerra Mondiale: l'ufficiale Silvio Magrini".
L'esposizione in Comune è stata curata dal professor Giorgio Rizzoni, collaboratore dell'Isco: "Magrini era animato da ideali di tipo patriottico post risorgimentale. Credeva in un Paese unito e con ideali e dai suoi scritti questo traspare chiaramente. Emerge anche un rapporto di grande legame col Paese, racconta del dolore che provava quando era costretto a dare brutte notizie ai suoi uomini al fronte, si lamenta del fatto che un suo soldato non poteva tornare a casa neanche di fronte alla morte del padre. E' uno spaccato di grande umanità".
"Sono grata al Comune e alla famiglia Pesaro per averci consentito l'accesso al loro archivio che è ricchissimo di materiale di enorme valore", ha detto  Anna Quarzi. "Ci piaceva l'idea, in questo 4 novembre, di lasciare un segno, riguardante l'esperienza di Magrini e i suoi scritti di grandissimo valore storico e non solo, in vista della mostra che vogliamo allestire il prossimo anno e per la quale vogliamo stimolare la massima partecipazione anche delle scuole, trattandosi di una storia che è patrimonio della città e del territorio".

(Ferrara Rinasce)

Immagini scaricabili:

Andrea e, dietro, Silvia Pesaro.jpg Andrea Pesaro in primo piano.jpg Andrea Pesaro e Amedeo Spagnoletto, direttore Meis.jpg