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Sant'Antonio in Polesine, nuova Ati, riprendono i lavori. "Sarà luogo di accoglienza per il turismo religioso"

24-02-2021 / Punti di vista

SANT'ANTONIO IN POLESINE, PROSEGUONO I LAVORI, SUBENTRA NUOVA ATI. 13 MESI DI INTERVENTI. SI LAVORA A INTESA CON DEMANIO E MONACHE BENEDETTINE, "SARÀ LUOGO DI ACCOGLIENZA PER TURISMO RELIGIOSO"

Ferrara, 24 feb - Proseguiranno, da marzo, gli interventi di ristrutturazione, restauro e adeguamento strutturale del secondo chiostro del monastero di Sant' Antonio Abate (detto anche di Beatrice d'Este o Convento di Sant'Antonio in Polesine), a Ferrara, che in 13 mesi consentiranno di riaprire un luogo a lungo rimasto chiuso e inutilizzato. D'intesa con le monache benedettine i nuovi spazi saranno a disposizione del turismo religioso, per accogliere pellegrini e visitatori.
"Con un intenso lavoro è stata garantita, dopo uno stop ridotto a pochi mesi, continuità ai lavori, gestendo una situazione complessa, ricca di imprevisti e complicazioni burocratiche.
Quello che a lungo è stato uno spazio stupendo ma inaccessibile, potrà entrare, a tutti gli effetti, tra le destinazioni turistico-religiose della città", dice l'assessore Andrea Maggi. I lavori - originariamente avviati il 19 ottobre 2019 - hanno richiesto un investimento complessivo di circa 1,3 milioni di euro. Si tratta di fondi ministeriali risalenti al 2016 e relativi al progetto "sviluppo e coesione" del Ducato Estense. Dopo una sospensione di qualche mese, per ragioni legate alla pandemia, si è resa necessaria la rescissione contrattuale della precedente joint venture per ritardi e per un fallimento d'impresa. Con determina dirigenziale il cantiere è quindi stato affidato a una nuova Associazione temporanea di imprese composta da E.T. Costruzioni di Emanuele Tuffanelli (capogruppo), IBF Costruzioni Srl ed Energy impianti Srl. Queste imprese lavoreranno, da marzo, in un'area già accantierata, con ponteggi e attrezzature già installate dalla precedente Ati, grazie a un accordo 'mediato' dal Comune, che ha ricevuto l'ok del tribunale, per garantire un passaggio più celere e ridurre i tempi di completamento dell'intervento. Il nuovo team di società avrà ora 13 mesi per completare i lavori rimanenti, per poco meno di un milione di euro: dovranno intervenire sui primi piani per rendere accessibile e fruibile l'area del secondo Claustro, negli anni parzialmente utilizzato come caserma e poi a lungo inagibile.
"Ringrazio l'architetto Natascia Frasson che sta lavorando con grande impegno al progetto. In un confronto continuo con l'ordine religioso e il Demanio si sta cercando di creare le condizioni affinché - spiega l'assessore Maggi -, anche con le donazioni dei privati, le monache benedettine possano acquisire il bene e farne un punto di riferimento per i pellegrinaggi e l'ospitalità. A tal fine è in corso una trattativa col Demanio affinché, in coerenza con i principi del federalismo demaniale, passi in proprietà al Comune, che si impegnerà a cederlo alle monache benedettine".

 

(Ferrara Rinasce)

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