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Ferrara, nuovo studio pilota su centri storici e cambiamenti climatici, contributo anche dell'Università 'La Sapienza' di Roma. l'assessore Balboni: "In campo progetti per nuovo verde urbano e soluzioni green per affrontare la sfida"

25-04-2021 / Punti di vista

FERRARA, NUOVO STUDIO PILOTA SU CENTRI STORICI E CAMBIAMENTI CLIMATICI, CONTRIBUTO ANCHE DELL'UNIVERSITÁ 'LA SAPIENZA' DI ROMA. L'ASSESSORE BALBONI: "IN CAMPO PROGETTI PER NUOVO VERDE URBANO E SOLUZIONI GREEN PER AFFRONTARE LA SFIDA"

Ferrara, 24 apr - Si allarga il patrimonio di conoscenze che Ferrara, città pilota a livello europeo per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sui centri storici e il patrimonio, offrirà ad altri Comuni e a docenti, tecnici e ordini professionali.
Dopo lo studio connesso al progetto europeo Protecht2Save - coordinato dal Cnr - che ha portato all'elaborazione di linee guida internazionali esaminando un'area di circa 400 ettari ricompresa nel perimetro del centro storico della città estense, l'università 'La Sapienza' di Roma ha esteso il campo d'analisi anche ai territori circostanti. Ne sono emerse nuove linee guida con azioni per calmierare gli impatti del fenomeno delle isole di calore urbano e per contrastare gli effetti delle piogge torrenziali.
Le novità sono state presentate ieri nel corso di un webinar organizzato da Ancsa (Associazione nazionale centri storico-artistici) per gli Amministratori di diverse città italiane e i tecnici. All'appuntamento ha partecipato anche l'assessore Alessandro Balboni che ha parlato dei rischi ambientali connessi a "fenomeni di cambiamento climatico sempre più aggressivi, in particolare per i beni culturali e architettonici delle città d'arte", sottolineando "la ricchezza unica del patrimonio ferrarese". "Per questo - ha detto Balboni - stiamo mettendo in campo politiche mirate, che partono anche dalle preziosi analisi condotte nell'ambito del Progetto Protecht2Save". La risposta dell'Amministrazione - ha precisato Balboni - "sta nella realizzazione di 'nature-based solutions' per ridurre i fenomeni di isole di calore, di inquinamento e per aumentare la permeabilità del suolo. Esempio lampante è il progetto AIR-BREAK, che porterà nuovo verde urbano nelle zone di Ferrara più sofferenti sotto il profilo ambientale".
Ad estendere il campo di analisi delle ricerche già condotte sul centro storico di Ferrara è stato il professore Giacinto Donvito dell'ateneo di Roma.
Il docente ha allargato lo studio - prendendo le mosse da quello già realizzato col coordinamento del Cnr e relativo al cuore della città - ad aree più ampie, comprendenti anche parte del paesaggio agricolo circostante, e ha poi introdotto nel suo campo di ricerca ulteriori elementi, come: la presenza arborea nelle parti storiche, le superfici permeabili, il sistema delle infrastrutture, l'incrocio dei fattori che determinano criticità in caso di piogge torrenziali. Ne è emersa l'importanza delle cosiddette "aree di mitigazione" e di quelle che possono assolvere a questa funzione, come ad esempio la 'cintura' green delle mura, le aree di verde pubblico attrezzato, l'intero 'sistema del verde' tra centro cittadino e aree esterne agricole', gli spazi aperti, determinanti sia nei casi di forti precipitazioni e che di ondate di calore. Il caso pilota di Ferrara - ha sottolineato Donvito - dimostra che gli effetti dei cambiamenti climatici non si contrastano con azioni separate e unilaterali, ma con un approccio pluridisciplinare e integrato".

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