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SAVONAROLA, IL CANTIERE APRE AL PUBBLICO NEI TRE GIORNI 5, 20 GIUGNO E 3 LUGLIO. ASSESSORE MAGGI: "GARANTIAMO ACCESSO AI VISITATORI PER UN'OPERASIMBOLO DI FERRARA". E LA TECNICA UTILIZZATA DIVENTA CASO-STUDIO

21-05-2021 / Punti di vista

 

SAVONAROLA, IL CANTIERE APRE AL PUBBLICO NEI TRE GIORNI 5, 20 GIUGNO E 3 LUGLIO. ASSESSORE MAGGI: "GARANTIAMO ACCESSO AI VISITATORI PER UN'OPERA SIMBOLO DI FERRARA". E LA TECNICA UTILIZZATA DIVENTA CASO-STUDIO


Ferrara, 21 mag - Sono tre le date individuate per la visita al cantiere del restauro (effettuato con l'innovativa tecnologia ‘a enzimi) del monumento a Girolamo Savonarola, uno dei simboli di Ferrara, a pochi metri dal Castello Estense: il 5 giugno, il 20 giugno e il 3 luglio. Nelle scorse settimane - chiuso con successo l'Art Bonus, finanziato (per oltre 21mila euro) da un unico donatore, Artibano Sivieri, titolare della vicina Hostaria Savonarola - l'Amministrazione aveva progettato di aprire al pubblico il ‘grande box' che attualmente avvolge la statua. "Questa è un'opera della città, il cui finanziamento è arrivato dalla generosa donazione di un ferrarese, Sivieri, che ringraziamo, ed è bello che i lavori possano essere ‘condivisi' con tutti i cittadini, visibili in corso d'opera, e 'partecipati' da chi vorrà assistere al restauro del Savonarola", spiega l'assessore Andrea Maggi, impegnato in diversi sopralluoghi soprattutto nell'ultimo periodo e fautore della proposta di aprire al pubblico il cantiere. "Abbiamo previsto -aggiunge Maggi - l'apertura al pubblico al termine delle prima tranche di lavori,si potrà così apprezzare il ‘prima' e il ‘dopo' ed avere un'anteprima di come sarà la statua libera da muschi, licheni e piante infestanti che nel tempo ne hanno intaccato la superficie". Per ciascuno dei tre giorni indicati sono previsti sei turni quotidiani, negli orari: 10, 11, 12, 14, 15, 16. Per ciascun turno è ammesso - sia per gli spazi ristretti sia per i contingentamenti anti-Covid - un numero massimo di 8 persone. Ogni persona deve essere munita del modulo di manleva per poter accedere al cantiere. Si raccomanda inoltre di munirsi di scarpe adatte. Il casco verrà fornito dall'Amministrazione ad inizio visita. Chiaramente la prenotazione è obbligatoria, per riservare un posto è necessario scrivere una mail con la richiesta all'indirizzo: l.collini@edu.comune.fe.it.A gestire l'organizzazione, l'iniziativa e i lavori è la dirigente del servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara Natascia Frasson, "che ringrazio - dice l'assessoreMaggi - per il grande lavoro messo in campo". Sarà un incaricato dell'impresa Ottorino Nonfarmale a spiegare lo stato di avanzamento dei lavori, i dettagli delle tecniche impiegate, la storia della statua, eseguita dallo scultore Stefano Galletti nel 1857, con basamento lavorato dall'artista bolognese David Venturi. La tecnica impiegata per il restauro - come ha spiegato nei giorni scorsi la restauratrice Eva Schicchi - fa uso di particolari "enzimi per debellare alghe, muschi, licheni e piante infestanti che negli anni hanno intaccato il monumento dedicato al frate predicatore". "Dopo la prima fase di pulitura tramite enzimi (che quindi evita l'utilizzo di materiale chimico) sono previsti: il preconsolidamento, il consolidamento, le stuccature e una azione protettiva finale. I prodotti saranno pensati per la statua e testati preliminarmente". Il cantiere è stato adattato alle visite esterne, quindi una scala di larghezza adeguata consentirà sia la visita al ‘pianoterra', dove si potrà ammirare l'esecuzione del restauro al basamento, sia al ‘primopiano', dove invece si potrà letteralmente ‘guardare in faccia' il Savonarola. Poiché è un intervento condotto con una tecnica particolarmente innovativa, si tratta di un autentico caso-studio, a cui partecipano altre realtà: come Alga&Zyme Factory srl, spin off dell'Università di Ferrara e PMI innovativa nell'ambito ricerca e sviluppo di biotecnologie vegetali per la green economy, e le ricercatrici, che sono inoltre docenti presso il Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie di Unife. "Trattandosi di un lavoro che utilizza particolari tecnologie, le diverse fasi di intervento e gli esiti delle lavorazioni saranno registrate e concorreranno ad apportare un patrimonio di esperienza a disposizione del settore e di altri restauratori ed esperti", ha spiegato Schicchi.

 

(Ferrara Rinasce)

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