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L'ATLETA AMPUTATO CHE VUOL APRIRE UNA NUOVA VIA LUNGO IL PO, FERRARA PARTECIPA AL PROGETTO DI ANDREA DEVICENZI: "DOPO GLI SPORT ESTREMI UNA NUOVA SFIDA"

02-11-2021 / Punti di vista

L'ATLETA AMPUTATO CHE VUOL APRIRE UNA NUOVA VIA LUNGO IL PO, FERRARA PARTECIPA AL PROGETTO DI ANDREA DEVICENZI: "DOPO GLI SPORT ESTREMI UNA NUOVA SFIDA, CAMMINI OPPORTUNITÀ STRAORDINARIA PER FAMIGLIE, SPORTIVI E PERSONE CON DISABILITÀ"

Ferrara, 2 nov - Tracciare, entro il 2022, un nuovo percorso lungo il Po - dalla sorgente alla foce - a misura di famiglie, sportivi, persone con disabilità. È l'obiettivo di Andrea Devicenzi, atleta paralimpico di ciclismo e triathlon, amputato alla gamba sinistra, che questa mattina ha incontrato l'assessore allo Sport Andrea Maggi nel suo ufficio. Ferrara è infatti tra le cinque città capoluogo (insieme a Torino, Piacenza, Pavia e Cremona) coinvolte nel progetto.

"Si chiamerà 'Il Cammino del Po' il nuovo tracciato che collegherà gli scenari del Grande Fiume tra tre regioni", ha spiegato Devicenzi, incassando una favorevole accoglienza dell'Amministrazione, che con l'assessore Maggi, si è detto pronta a sostenere la nascita del nuovo percorso. "Per prima cosa coinvolgerò i garanti delle disabilità Carlos Dana e Davide Conti, la delegazione provinciale del Comitato Italiano Paralimpico, potremo offrire collaborazione organizzativa, anche aiutando a mettere in rete i punti di interesse del territorio", ha detto l'assessore. "Ci siamo già costituiti come Associazione sportiva dilettantistica, ottenendo anche specifici finanziamenti, e abbiamo coinvolto Aipo e Cai Nazionale. Collabora al nostro progetto anche un'associazione di genitori di bimbi con autismo", ha spiegato l'atleta, che ha anche esperienze di coach di nuoto, avendo preparato anche un nuotatore con disabilità in gara sia alle Paralimpiadi di Rio 2016 sia a quelle di Tokyo 2021.

"Come è nata questa idea? Dopo il brutto incidente che mi ha cambiato la vita, a 17 anni, e a seguito del quale ho perso una gamba, lo sport è stato fondamentale per aiutarmi a costruire una nuova vita: ho praticato prima la canoa, poi, il ciclismo paralimpico, ancora, nel 2010, gli sport estremi. Sono stato in India, a 5.600 metri, sulla strada carrozzabile più alta del mondo, ho portato a termine la Parigi-Brest-Parigi, 1230 chilometri in meno di 80 ore, ho camminato, solo con le mie stampelle, per 26 giorni nel cuore del Perù. Nel 2017 mi sono avvicinato ai cammini e l'anno scorso, conclusa la via Postumia, ho portato a Genova la mia esperienza, alla presenza della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Da qui, insieme ad alcuni amici, è nata l'idea di 'aprire una nuova via': un tracciato lungo l'asta del fiume che attraversa cinque magnifiche città e luoghi stupendi, per collegare i territori, costruire iniziative, dare a tutti modo di godere di scenari unici. Vorrei trasmettere a tante persone che sono state coinvolte in eventi traumatici l'entusiasmo e la voglia di rimettersi in strada e ripartire, ogni sfida merita di essere affrontata e ci spinge a vincerla. Possiamo essere più forti dei fatti che ci accadono".

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