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Ḥănukkāh, acceso l'ultimo lume del candelabro donato dall'Amministrazione. Sindaco: "momento da celebrare insieme, tradizione coinvolga anche i giovani"

05-12-2021 / Punti di vista

ḤĂNUKKĀH, ACCESO L'ULTIMO LUME DEL CANDELABRO DONATO DALL'AMMINISTRAZIONE. IL SINDACO: "MOMENTO DA CELEBRARE INSIEME, TRADIZIONE COINVOLGA ANCHE I GIOVANI". IL RABBINO CAPO: "QUESTA FESTA È PER TUTTI". IL PRESIDENTE DELLA COMUNITÀ: "GRANDE FELICITÀ, PER LA PRIMA VOLTA LA CITTÀ FESTEGGIA CON GLI EBREI FERRARESI". E AL TEMPIO FANESE EMERGE UN'INTERA PARETE DI DECORAZIONI DEL SETTECENTO

Ferrara, 5 dicembre 2021 - Si accendono tutti i lumi del candelabro di Hănukkāh, per la chiusura della otto giorni di festa ebraica delle luci. Dopo  la prima accensione - domenica scorsa - oggi, in un evento pubblico davanti alle sinagoghe di via Mazzini 95, si è celebrata la fine della bimillenaria festività, alla presenza del sindaco Alan Fabbri (presente col vice Nicola Lodi e con l'assessore Marco Gulinelli), del presidente della comunità ebraica Fortunato Arbib e del rabbino capo Luciano Caro. Il candelabro - di due metri di altezza per oltre un metro di larghezza (e del peso di circa 80 chilogrammi) - è frutto di una donazione dell'Amministrazione comunale alla comunità ebraica ferrarese. "Era, ed è, per noi molto importante rendere omaggio alla storia della comunità ebraica, perché è parte integrante della storia di Ferrara - ha sottolineato il primo cittadino -. In questi luoghi riviviamo una lunga e ricca tradizione culturale che è patrimonio della nostra terra e che ha dato, e continua a dare, molto alla nostra comunità. Anche per questo abbiamo ritenuto che fosse un appuntamento da celebrare insieme e vogliamo che questi momenti e questo patrimonio siano conosciuti e condivisi dai giovani, per difendere e portare avanti le tradizioni".
"Ricordiamo oggi la vittoria di una guerra di liberazione, condotta circa 2.200 anni fa nell'allora Palestina invasa da popoli che si riconoscevano nell'ellenismo e che avevano profanato il tempio di Gerusalemme con le statue del politeismo ellenico. Fu una guerra lunga e con tante perdite, a seguito della quale pochi ebrei sconfissero i molti, riconquistando Gerusalemme e ripulendo il santuario. Questa festa celebra da quel momento la ritrovata indipendenza politica, ma soprattutto culturale e religiosa, del popolo ebraico. Hănukkāh - ha inoltre sottolineato Caro - "coinvolge tutti, se fosse stato, infatti, soppresso il culto monoteistico in quella circostanza c'è da chiedersi che cosa ne sarebbe stato anche di Cristianesimo e Islam".
"Per la prima volta Ferrara festeggia insieme alla comunità di ebrei ferraresi", ha detto Arbib, ricordando la lunga tradizione di accoglienza della città estense nei confronti degli ebrei, che affonda le sue origini già nel 1.200. E questa festa è un momento di felicità comune, per ebrei e non solo. Ringrazio l'Amministrazione comunale per la donazione: alla collaborazione ci unisce anche un sentimento di profonda amicizia". Intanto all'interno delle sinagoghe stanno riaffiorando gli antichi affreschi del Settecento del tempio fanese, visitato dal sindaco Fabbri e dal presidente Arbib. Dopo gli interventi un'intera parete - quella del matroneo - già rivela le antiche decorazioni praticamente nella loro interezza, decorazioni che si vogliono riportare alla luce.

(Ferrara Rinasce)

Immagini scaricabili:

Da sin Fabbri, Caro, Arbib. Dietro il candelabro donato dall'Amministrazione alla comunità ebraica