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mercoledì, 10 agosto 2022.

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SICCITÀ, SINDACO FERRARA VISITA IMPIANTO PRELIEVO ACQUA DI PONTELAGOSCURO: NO RISCHI PER CONSUMO CASALINGO

14-07-2022 / Punti di vista

SICCITÀ, SINDACO FERRARA VISITA IMPIANTO PRELIEVO ACQUA DI PONTELAGOSCURO: NO RISCHI PER CONSUMO CASALINGO MA SERVONO RESPONSABILITÀ, PARSIMONIA E COLLABORAZIONE DA PARTE DI TUTTI

Ferrara, 14 lug - È ancora sopra al livello ‘di guardia' la portata del Po all'altezza dell'impianto di Pontelagoscuro, che preleva acqua dal grande fiume e la rende potabile, ma l' allerta - di fronte a un'ondata di siccità senza pari negli ultimi decenni - rimane alta, unitamente all'appello alla responsabilità e a un utilizzo parsimonioso del patrimonio idrico. È il dato che emerge dall'attività dell'impianto di potabilizzazione, che il sindaco Alan Fabbri ha voluto constatare di persona, gestito da Hera, in via Dolcetti 72, a Pontelagoscuro. "Il governo ci ha ascoltato: la nostra richiesta dello stato di emergenza è stata accolta e ciò consentirà di disporre di finanziamenti per gli interventi più urgenti contro la grave siccità che stiamo vivendo, e mi auguro che sia forte l'attenzione per le esigenze dell'agricoltura, in particolare", dice il sindaco. "Fatto questo primo, doveroso e urgente passaggio - a cui dovrà far seguito un'integrazione di fondi, così come richiesto dalla Regione - era ed è fondamentale monitorare attentamente la disponibilità e il quotidiano utilizzo generale dell'acqua. Per questo ho voluto verificare di persona la situazione qui a Pontelagoscuro dove professionalità quotidianamente operano per garantire l'approvvigionamento di acqua potabile. L'impegno, in una vasta azione di squadra, è a tutto campo: dobbiamo affrontare insieme questa sfida".

Il livello del fiume, dopo essere calato drasticamente nei mesi scorsi, da qualche settimana si è assestato - sebbene su livelli ben più bassi della media stagionale - e l'impianto Hera di Pontelagoscuro - così come emerso nel corso della visita - riesce ancora a pescare acqua con le quattro pompe fisse presenti sul pontile dell'impianto, a regime e in condizioni ordinarie. Se il livello del fiume dovesse abbassarsi oltre i -7,60 metri, potrebbe rendersi invece necessario l'utilizzo di pompe allestite su chiatte galleggianti, che Hera ha già provveduto a collocare, a scopo cautelativo. A garantire l'approvvigionamento idrico ci sono inoltre i pozzi golenali (posti sulle rive), che attingono acqua direttamente dalle falde sotterranee. A rassicurare l'utenza, in questo periodo di generale scarsità di risorsa idrica, c'è anche la vasta capacità di stoccaggio delle enormi vasche di potabilizzazione presenti nel complesso gestito da Hera: un ‘bacino di lagunaggio' (questo il suo nome tecnico) che si sviluppa su una superficie grande come 10 campi da calcio, capace di raccogliere il quantitativo sufficiente a garantire l'approvvigionamento idrico per l'intera popolazione servita dal Gruppo nella provincia di Ferrara, vale a dire circa 250mila persone, per tre giorni.

Ed è proprio in questi bacini che avviene il primo passaggio del processo di potabilizzazione: qui le particelle più pesanti si depositano sul fondo, mentre l'acqua procede in un lungo percorso nel quale tutte le impurità sono ulteriormente ridotte con procedimenti fisici e chimici, viene quindi abbattuto il carico batterico e, nella fase finale del procedimento, l'acqua diventata così potabile e pronta per entrare nella rete. Rete che, normalmente, ha il suo picco di prelievo, per il massimo utilizzo da parte di famiglie e attività produttive, a luglio, per poi diminuire per effetto del calo della popolazione residente durante il periodo estivo. La dirigenza Hera, nel corso della visita del sindaco, ha voluto precisare alcuni elementi in ordine ai dati spesso utilizzati, a livello nazionale, per la valutazione dello spreco idrico. Dati che - è stato detto - sono solitamente calcolati come differenza tra i litri immessi nella rete e quanto contabilizzato dai contatori, senza considerare che non tutto il consumo idrico è associato a contatori (è il caso, ad esempio, dell'utilizzo degli idranti da parte dei vigili del fuoco). Inoltre il riferimento numerico non tiene conto di quanto è estesa e capillare la rete. Nel caso di Ferrara, questa si estende per circa 2.500 chilometri. Maggiormente indicative sono invece le statistiche relative alla dispersione quotidiana per chilometro, certificate dall'authority (Arera). Qui Ferrara si distingue positivamente a livello nazionale. L'Autorità di regolazione, infatti, certifica che la rete locale ha perdite che sono la metà di quelle attestate a livello italiano. A Ferrara, inoltre, le perdite sono contrastate - precisa Hera - con investimenti continui, investimenti - viene sottolineato - che sono il 30 per cento superiori alla media nazionale.

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