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Antonioni, 15 anni dopo

25-07-2022 / A parer mio

di Maria Cristina Nascosi Sandri

Ci ha lasciato da quindici anni, ormai, ma non la sua Arte… Certo persone come lui, Autori immensi come lui, dovrebbero esser resi immortali dallo scorrere della loro professione, della loro genialità, della loro creatività - se si passa questa piccola folle utopia affettiva nei confronti di un grande Ferrarese che ha cambiato non solo la storia del cinema della/nella sua città, ma un pezzo di storia del cinema mondiale, insieme, ad esempio, con un altro grande internazionale, Ingmar Bergman che – caso divenuto destino, come direbbe Shakespeare – ha ‘scelto’ di andarsene a poche ore di distanza da Michelangelo Antonioni, proprio 15 anni fa, il 30 luglio del 2007.

Sì, è di lui che si sta parlando, di lui che il 29 settembre prossimo compirebbe 110 anni: tanti, ma pochissimi, incredibilmente pochi se si ascolta, a distanza di alcuni decenni ormai, l’intervista televisiva che gli fece Gian Luigi Rondi - grande critico e storico di cinema scomparso qualche anno fa - per il programma La Magnifica Ossessione apparso su Rai3 e si presta attenzione alle affermazioni che lui fece, a tutt’oggi, all’avanguardia per la storia del cinema, ancora una volta, mondiale. Talmente 'mondiale' che, a tutt'oggi, nei paesi del Sol Levante, Cina e Giappone, gli rendono omaggio a vario titolo perché:

(...) “Antonioni - così è stato riportato di recente sui quotidiani del Sol Levante – era il maestro che ha descritto in profondità la solitudine dell’uomo moderno…un pensatore visionario nel senso più classico…uno per cui…FARE UN FILM E’ - ERA VIVERE…”.

 

nella foto: Ingmar Bergman et Michelangelo Antonioni

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