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"La Ferrara mai raccontata: dagli Estensi a oggi", storie tra il bene e il male a cura di Francesco Scafuri

24-11-2022 / A parer mio

"La Ferrara mai raccontata: dagli Estensi a oggi" è il titolo del nuovo libro di Francesco Scafuri, autore di numerosi studi sulla città che ha lavorato per oltre trent'anni all'Ufficio Ricerche Storiche del Comune e socio dell'Accademia delle Scienze di Ferrara.

Come sottolinea in apertura la studiosa e docente Maria Luisa Menegatti, il testo, presentato martedì 22 novembre in Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, si articola in dieci brevi capitoli caratterizzati da una scrittura scorrevole e avvincente che racconta fatti che coprono un arco temporale molto esteso: dal Medioevo al Novecento, in un continuo dialogo anche con il presente e l'attualità di oggi.

Lungo le pagine si sussegue una folla di personaggi in parte noti, come i protagonisti della Ferrara estense, e per buona parte personaggi che non sono entrati nella storia: persone che vivono ai margini della società, reiette e protagonisti di crimini efferati le cui vicende riemergono grazie alle pagine di questo libro. Vengono narrate le storie di criminali, ladri, prostitute ma anche quelle di personaggi edificanti; storie di eventi prodigiosi e curiosi che si svolgono a Ferrara.

Il libro è poi composto da tre inserti illustrativi contenenti immagini rare e inedite che provengono dall'archivio privato del professore Alberto Cavallaroni e di altri collezionisti. Fotografie e cartoline d'epoca che si intrecciano perfettamente con il racconto e con le storie narrate, come una sorta di commento visivo che accompagna la parola dell'autore. Importante, inoltre, sottolineare il lavoro di ricerca sulla fonti e sui documenti che va a formare un cospicuo apparato bibliografico.

La sinergia di tutti questi elementi ci apre le porte a una Ferrara fatta di tante luci ma anche di molte ombre.

"Già osservando la copertina del libro si può avere un'idea degli argomenti sviluppati nel corso dei capitoli - ha dichiarato Scafuri - Si parla di santi e assassini, fantasmi e streghe, passioni fatali, miracoli e prodigi, del mostro di Ferrara (detto anche il vampiro di Ferrara) e altre fatti di sangue, di cui cerco di chiarirne le dinamiche e di svelarne i misteri. Perciò si può dire che a storie straordinarie, strane e curiose si alternano crimini efferati e vicende torbide dal Medioevo fino al Novecento, con diversi richiami ai giorni nostri. Quella che descrivo nel mio libro è una città che nel corso dei secoli si intinge di giallo e di noir, dove compaiono implacabili esecutori, orrende esecuzioni capitali, ladri e spietati criminali ma anche fatti singolari o leggendari. La novità rispetto a quello che ho pubblicato fino ad ora è che accanto alle descrizioni storico-artistiche e architettoniche dei monumenti e dei luoghi, compaiono da una parte vicende criminali e azioni omicide, dall'altra fatti misteriosi e curiosi. Nelle pagine di questo volume emerge una Ferrara diversa da quella che conosciamo tramite i libri di storia o le guide turistiche, è una Ferrara sulla quale si allungano le ombre del potere, da quello estense a quello pontificio, e a cui si accompagnano terribili vicende e non solo."

L'autore è molto noto ai cittadini ferraresi soprattutto per le sue "passeggiate", vere e proprie escursioni culturali alla scoperta della città, realizzate in collaborazione col Comune di Ferrara e le varie associazioni culturali del territorio.

"Le passeggiate di Scafuri, la cui eco di coglie nelle pagine di questo libro, erano caratterizzate da un ampio successo di pubblico perché gli argomenti trattati venivano introdotti in maniera accattivante e curiosa. Il ritmo narrativo era scandito dall'alternarsi di modi rapidi e incalzanti con altri più calibrati nel momento in cui occorreva entrare in descrizioni più minuziose. Questo è ciò che cerco di fare anche in questa pubblicazione dove però la scrittura risulta essere più spontanea e meno costruita a tavolino".

A rimarcare il continuo dialogo fra passato e presente, è stato letto un estratto che compone il lungo capitolo che racconta le storie di streghe e di inquisitori che si sono documentate nel corso dei secoli a Ferrara, dove l'autore ha ricordato come "nel libro i casi legati l'inquisizione sono diversi, non solo riguardanti alla stregoneria. Vi sono anche vicende di donne credute indemoniate o troppo ribelli. In particolare, vengono delineati alcuni episodi particolarmente odiosi e crudeli quando le malcapitate, considerate streghe, venivano condannate all'abiura o al pubblico ludibrio nonché a pene tremende come la fustigazione, la tortura fino al rogo. Questi fatti sono inseriti nel contesto storico dal 400 fino al 600, e come si può immaginare si trattava spesso di fattucchiere e vittime di mistificazioni e atteggiamenti misogini in una società tipicamente maschilista".

Uno dei temi conduttori di tutto il libro è la giustizia, come dimostra il capitolo su Ercole I D'Este che come si evince dal particolare titolo "Ercole I tutte le ombre di un sovrano illuminato", viene descritto come il sovrano per eccellenza con, tuttavia, la presenza di lati oscuri.

"Certamente è una figura straordinaria del Rinascimento italiano, un sovrano illuminato grazie al quale Ferrara diventerà la prima città moderna d'Europa, giovandosi anche del contributo di altri grandi protagonisti come l'architetto di corte Biagio Rossetti.
Eppure, nel Duca erano presenti alcune contraddizioni, basti pensare alle innumerevoli condanne a morte eseguite nel periodo in cui fu duca di Ferrara, fra il 1471 e 1505, o ai crimi commessi durante il suo regno. C'è poi un altro aspetto: mentre il Duca era disposto a soprassedere se gli esponenti di primo piano della corte o i suoi famigliari più stretti si fossero trovati in difficoltà, eludendo il rigido e inumano sistema giudiziario, non faceva sconti per i cittadini comuni soprattutto quando si trattava di reati con la pena di morte. In questo capitolo quindi quello che cerco di fare è proprio di mettere in evidenza l'aspetto più fosco e oscuro del potere e del suo operato".

Protagonista del libro è il male, più precisamente la società degli emarginati e dei dimenticati, i cui protagonisti sono spesso persone molto fragili come anziani, bambini e prostituite. Il libro però si chiude con il racconto di persone edificanti e di santi, ovvero Sant'Antonio da Padova e il santo ferrarese Buonmercato, facendo così ritornare in scena il bene e la bontà.

"Nel libro si affronta un tratto del cammino tempestoso della storia ferrarese disseminato di crimini, simili a tanti altri che nel tempo hanno macchiato altre città e paesi diversi, un cammino ancora oggi macchiato da tanti orrori come si vede in varie parti del mondo. Tuttavia, la pubblicazione giunge quasi per contrasto alla santità, al sublime con l'intento di chiudere l'opera con alcuni eventi strani e prodigiosi che si sarebbero verificati a Ferrara, nella dimostrazione del bene che trionfa sul male".

[Articolo di Giada Selmi - Master Design della Comunicazione Unife] 

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