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martedì, 07 febbraio 2023.

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23 DICEMBRE 2018-23 DICEMBRE 2022, OGGI I QUATTRO ANNI DALLA SCOMPARSA DELLA COSTUMISTA BERSELLI: VESTI' MONICA VITTI, SOPHIA LOREN, AVA GARDNER, CATHERINE SPAAK, GIANNI MORANDI

23-12-2022 / Punti di vista

Ferrara, 23 dic - Ferrara ricorda oggi i quattro anni dalla scomparsa di una propria cittadina: Adriana Berselli (1928-2018), la "regina dei costumi del cinema italiano degli anni Sessanta e Settanta", morta il 23 dicembre 2018. Talento precoce, figlia della musicista d'avanguardia Egle (molto vicina a Filippo Tommaso Marinetti), si trasferì presto a Roma, per seguire la carriera del padre e qui ottenne una borsa di studio per accedere al Centro Sperimentale di Cinematografia, studiando a fianco di nomi come quello di Domenico Modugno e del concittadino Folco Quilici e insieme a eccellenti scenografi come Beni Montresor e Piero Poletto. Il suo profilo è tratteggiato dallo storico dell'arte Lucio Scardino in una pubblicazione appena uscita ("Cinema, pittura, Ferrara. Quattro artisti ferraresi prestati alla settima arte", La Carmelina edizioni) e approfondito insieme alle storie del pittore Roberto Melli, di Severo Pozzati, uno dei più importanti cartellonisti pubblicitari della prima metà del Novecento, e dello scultore, docente al Dosso Dossi, Laerte Milani, accomunati da una comune passione per il grande (e piccolo) schermo.

Berselli esordì nel 1953 come costumista di un paio di film comici con Tino Scotti e Umberto Spadaro e fu subito scelta da un celebre regista austro-tedesco, Georg Wilhelm Pabst per il suo "La voce del silenzio". Per questa pellicola "vestì" attori come Aldo Fabrizi e Jean Marais. Un ‘trampolino di lancio' per la sua carriera che, negli anni, la portò ad essere il punto di riferimento per i costumi in film diretti, tra gli altri, da: Blasetti, Comencini, Freda, De Robertis, Risi, Camerini, Steno, fino al concittadino Michelangelo Antonioni che nel 1960 le commissionò gli abiti per il celeberrimo "L'avventura".

A lei quindi il compito di disegnare i vestiti di: Monica Vitti (con cui la collaborazione continuò a lungo, ad esempio anche per "Teresa la ladra" e altri), Dominique Blanchard, Gabriele Ferzetti, Lea Massari. Sposatasi a Roma nel 1962 con Mario Sertoli, negli anni Berselli continuò la sua brillante carriera, conobbe Virna Lisi e ne elaborò i costumi in "Meglio Vedova" (1967) e in "Giochi Particolari" (1970), "Roma bene" (1971) e nel televisivo Philo Vance (1974) e il suo nome divenne assai noto anche a livello internazionale, con produzioni come "Il magnifico Bobo" di Robert Parrish (1967), "Tre morsi nella mela" di Alvin Ganzer (stesso anno), "L'invasione" di Yves Allegret. Produzioni culminate con i capisaldi del suo percorso artistico: "Che?", pellicola di Roman Polanski e "Cassandra Crossing" di George Pan Cosmatos. In questi anni di grande fervore internazionale la costumista ferrarese lavorò per attori come Sophia Loren, Ava Gardner, Burt Lancaster, Alida Valli. La vita di Berselli fu segnata anche da un periodo di 13 anni a Caracas (Venezuela), dove realizzò magnifiche collezioni e sfilate di moda, collaborando a diversi fashion magazine.

Tornata in Italia si dedicò poi soprattutto alla televisione, e la sua arte fu indossata, tra gli altri, da: Catherine Spaak, Milly Carlucci, Kabir Bedi, Romina Power, Gianni Morandi, Raffaella Carrà. Dal 2003 si dedicò poi al suo archivio, donando centinaia di bozzetti alla biblioteca Luigi Chiarini del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

"Un grande nome della nostra terra e del cinema italiano e internazionale", dice Scardino, spiegando che il suo libro "vuole essere non solo una sorta di ‘strenna natalizia' dedicata al cinema, ma un contributo all'arte poliedrica e trasversale di autori che hanno prestato la loro creatività al cinema. L'intento è mostrare anche come la settima arte sia compendiaria di tutte le altre arti figurative e non: pittura, scultura, fotografia, teatro, letteratura, per citarne alcune".

[Ferrara Rinasce]

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