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OFFICINA PAPARELLA NATA NEL 1854 RICEVE IL MARCHIO DI BOTTEGA STORICA. A QUARTESANA IL SINDACO CONSEGNA TARGA E VETROFANIA: "PATRIMONIO AZIENDALE E DELLA TRADIZIONE". IL TITOLARE: "I FIGLI CON ME SONO LA MIA GIOIA PIÙ GRANDE"

15-06-2023 / Punti di vista

 

Ferrara, 14 giu - Si amplia ulteriormente l'elenco delle botteghe storiche di Ferrara: ieri il sindaco Alan Fabbri, con l'assessore Matteo Fornasini, hanno infatti consegnato la targa e la vetrofania con il marchio all'officina Paparella di Quartesana (via Comacchio 1441), nata nel 1854 e quindi ormai prossima ai 170 anni.

"Una storia affascinante e di lunghissimo corso che esprime un patrimonio aziendale del nostro territorio", ha detto il sindaco Fabbri congratulandosi con i titolari e sottolineando: "È grande l'attenzione anche per le botteghe storiche delle frazioni, che sono un fondamentale presidio di lavoro, servizi, socialità".

"Il nostro progetto di impresa è anche un progetto di famiglia", ha detto Caterina Paparella, alla quinta generazione in azienda, insieme al fratello Enrico.

"Abbiamo sempre mantenuto uno spirito artigiano: da un piccolo capannone del 1927 siamo passati a una officina adiacente e moderna, unendo tradizione, innovazione e territorio. Questa è la nostra casa".

Con i figli erano presenti i genitori Lino Paparella, classe 1942 e negli anni pluripremiato, anche da Confartigianato (ieri rappresentata da Paolo Cirielli) e la moglie Anna Roversi.

Due i dipendenti. Uno di questi, Francesco Fortini, a fine anno andrà in pensione dopo 42 anni di lavoro continuativo alle Officine Paparella. Un traguardo recentemente riconosciuto anche dalla Camera di Commercio.

Nel capannone del 1927 si possono ancora ammirare le testimonianze del passato, vecchi utensili, una Fiat Topolino C del 1952, un antico tornio.

"La soddisfazione più grande? È aver avviato i miei figli in azienda, per condurli in questa avventura - ha detto Lino Paparella -. Perché oggi fare l'artigiano è un'avventura, complessa e diversa ogni giorno. Ringrazio ogni giorno per aver potuto fare il mestiere che volevo fare e per cui ho fatto tanti sacrifici".

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