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GIANCARLO GIANNINI A FERRARA, CON MICHELANGELO ANTONIONI DUE FILM ‘MANCATI': "PATIRE O MORIRE" E "LA CIURMA".

16-09-2023 / Punti di vista

ACCOGLIENZA DELL'ASSESSORE GULINELLI E JEREMY PIVEN RACCONTA LA SUA ULTIMA PELLICOLA, LA STORIA DI CLIFTON, PRIMO AFROAMERICANO IN NBA. LA DEDICA (SCRITTA) ALLA CITTÀ DI MANUELA ARCURI: "INCANTEVOLE"

Ferrara, 16 sett - "Con Michelangelo (Antonioni, ndr) avevamo in programma due film, dai titoli ‘Patire o morire',

il racconto di un amore tra un architetto e una giovane che finisce in un convento, mentre lui rivolge il suo sguardo al cielo, e ‘La Ciurma', la storia di un viaggio solitario in nave che si sarebbe conclusa con la morte del protagonista, scoperta solo per il ritorno a riva della barca. Non ci furono le condizioni, Michelangelo voleva girare in mare aperto ma la salute glielo impedì".

A rivelare questi aneddoti sul grande regista premio Oscar ferrarese è stato Giancarlo Giannini, recente stella della Walk of fame di Hollywood, ospite del Ferrara Film Festival, che questa sera sarà premiato col Dragone d'oro, il più alto riconoscimento della rassegna. Giannini - che è stato doppiatore di molte pellicole di Antonioni - è stato accolto a palazzo Municipale, nel primo pomeriggio, dall'assessore Marco Gulinelli, presente con il direttore del Ferrara Film Festival Maximilian Law, Riccardo Cavicchi, operational manager, Stefania Gradara, executive manager.

L'assessore - nel dare il benvenuto in città agli ospiti - ha illustrato il progetto del nuovo Spazio Antonioni, in corso di realizzazione al Padiglione di arte contemporanea, scambiando alcuni doni, tra cui un catalogo proprio dedicato al grande maestro ferrarese del cinema.

Erano presenti altri special guest del festival che parte oggi: Manuela Arcuri, che presenterà la serata, Martin Guigui e Jeremy Piven (interprete di film come Black Hawk Down, Heat, Il Collezionista, Scary Movie 3), che hanno parlato del loro ultimo lavoro: "Sweetwater", la storia di Nat Clifton, il primo afro-americano a firmare un contratto con la National Basketball Association (NBA).

Guigui ne è il regista, mentre Piven interpreta Joe Lapchick, l'allenatore dei Knicks che ingaggiò il giocatore, nonostante il veto razzista dell'allora consiglio dei governatori NBA su Clifton.

"In questa vita abbiamo sempre bisogno di aiuto. Ed è quello che è successo in questa storia, che abbiamo ricostruito nel film. Mi è subito piaciuto il ruolo perché Lapchick è molto motivato a portare il cambiamento. Il bello è che emerge il supporto reciproco. Di questa collaborazione abbiamo bisogno nella vita di tutti i giorni".

L'incontro si è concluso con la dedica scritta degli autori alla città. "È una bellissima giornata. Grazie", ha scritto Giannini sul ‘libro degli ospiti' del Comune.

"Alla città di Ferrara. Semplicemente incantevole! Sono rimasta a guardarla ammirandone la bellezza medievale. Tornerò presto", ha scritto Arcuri.

Domani alle 16,30 al Teatro Nuovo si attende Kevin Reynolds, celebre regista di "Fandango", che si avvia a compiere 40 anni.

Stasera sarà la volta di Edoardo Leo, che ha recentemente dichiarato di essere stato ispirato, nella scelta di intraprendere la carriera cinematografica, dal film "C'eravamo tanto amati" del 1974, che Ettore Scola dedicò a Vittorio De Sica, altro regista caro a Ferrara col suo "Il giardino dei Finzi-Contini".

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