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IL COMPIANTO ARTISTA GOBERTI CELEBRATO OGGI, SAREBBE STATO IL SUO 84ESIMO COMPLEANNO. LA MOGLIE DONA ALLA CASA ADO TRE QUADRI, CON ALCUNI DEI SOGGETTI PIÙ ICONICI. ESPOSTI ALLA CASA DEL SOLLIEVO

19-11-2023 / Punti di vista

L' ASSESSORE COLETTI: "GRANDE GESTO DI RICONOSCENZA PER VOLONTARI E ASSOCIAZIONE". SGARBI: "FU UNA MENTE LIBERA CON SGUARDO APERTO SUL MONDO"

Ferrara, 19 nov - Dalle carpe sacre di Şanli Urfa agli iconici dettagli di eleganza, ritratti in forma iperrealistica in una camicia a righe con giacca e cravatta. Gianfranco Goberti, maestro dell' arte contemporanea ferrarese scomparso a gennaio, che oggi avrebbe compiuto 84 anni, vive nella sua arte e in tre dipinti che la moglie Enrica Domenicali, con i figli Mattia e Zeno, hanno donato oggi alla Fondazione Ado Ets, realtà impegnata per assicurare l'assistenza e il sollievo alle persone con malattia in fase avanzata. Erano presenti anche l'assessore Cristina Coletti e la presidente Ado Gisella Rossi, insieme a diversi artisti, come: Maurizio e Paola Bonora, Flavia Franceschini, Paolo Volta, Gianni Guidi.

Da oggi le opere - tre, di grandi dimensioni - sono così esposte alla Casa del Sollievo di via Oriana Fallaci 26. A sceglierle, nei suoi ultimi giorni, è stato lo stesso Goberti, che fu un enfant prodige dell' arte: come ha sottolineato lo storico dell' arte Lucio Scardino, infatti, a soli 25 anni, nel 1965, esordì alla quadriennale di Roma a fianco di un decano della scultura come Giuseppe Virgili ed è stato, oltre che un grande sperimentatore di stili e tecniche, il più grande rappresentante ferrarese della optical art.

La scelta dei quadri da donare è stata operata, prima di morire, dallo stesso Maestro e sono, in un caso, il racconto di un viaggio in Mesopotamia, a Şanli Urfa, ossia l'antica Edessa, terra di Abramo e di San Maurelio, con le sue carpe sacre agitate nella piscina della locale moschea, e, nell'altro caso, un omaggio ai dettagli di un completo a giacca. I pesci infatti, come già le righe delle sue stoffe, "vanno veloci", hanno fretta, come il tempo che scorre.

Tre quadri che documentano tre momenti diversi della sua vita e del suo percorso artistico: dalla 'pop art' al 'mistico', passando per l' informale.

Un grazie a tutti è giunto da Enrica Domenicali che ha espresso grande apprezzamento per i tanti progetti promossi da Ado e per il personale medico e sanitario "che ha manifestato straordinaria disponibilità nella cura e nell' assistenza continua, giorno e notte, feriali e festivi".

"Oggi si dà compimento alla volontà di un grande artista ferrarese che dialogava col mondo. Questa meravigliosa donazione è un gesto di riconoscenza verso una realtà che sa bene che cosa significhi vivere il quotidiano nell'ottica di assistenza e sollievo alle persone colpite da malattia in fase terminale", ha detto Coletti.

Ieri a esprimere un affettuoso ricordo a Goberti è stato anche il sottosegretario alla Cultura e presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi:

"Gianfranco - ha scritto - è stato il solo pittore ferrarese della sua generazione che non si sia compiaciuto della grandezza della sua città e della leggendaria tradizione artistica ferrarese. Se la teneva dentro, ma lui voleva parlare il linguaggio del suo tempo, sentirsi dentro la storia che gli era toccato vivere, senza gloriarsi d'altri. Era riservato e ferrarese d'indole, ma parlava con gli americani, con gli inglesi, con i francesi contemporanei, visti nell' impresa, senza precedenti, di Palazzo dei Diamanti. Era refrattario al rifugio della provincia, dove pure si era formato. E andava oltre, in perpetua fuga, con la mente libera e con gli occhi aperti sul mondo. Perché Goberti sentiva il suo tempo come se il suo corpo non avesse radici ma solo pensieri, essendo al centro del mondo, in qualunque punto del mondo. La sua Ferrara non era un luogo fisico, ma uno stato d' animo, come per de Chirico. E de Chirico e Gnoli sono stati i suoi punti di riferimento".

Ferrara Rinasce

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