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Iniziativa pubblica all'Ariostea nell'ambito del ciclo "I colori della conoscenza"

"Può la scuola diventare un laboratorio democratico?" Le idee e l'esperienza del 'maestro elementare' Mauro Presini

15-01-2026 / A parer mio

"I colori della conoscenza" è un progetto educativo su più discipline, articolato in cicli
tematici che propongono percorsi di apprendimento progressivo. Ogni ciclo affronta un
"colore" del sapere contemporaneo, intrecciando prospettive educative, civili e
interdisciplinari.

Ad aprirne il nuovo ciclo 2026 è Mauro Presini, ‘maestro di scuola elementare' oggi in pensione, con una riflessione pubblica sull'educazione relazionale nella scuola primaria. Può la scuola diventare un vero laboratorio democratico? E' questo il quesito principale al quale il maestro Presini lo scorso lunedì 12 gennaio 2026, nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea, ha cercato di fornire una risposta e "la cassetta degli attrezzi" davanti a una sala affollata e attenta.

"Può la scuola essere un vero laboratorio democratico? Si, certamente lo può e lo deve essere. La scuola non può limitarsi ad essere solo luogo di trasmissione del sapere, ma spazio in cui si impara a vivere insieme attraverso la conoscenza" assicura e dimostra il relatore. Nella sua esperienza, "la classe diventa un ambiente democratico quando c'è l'ascolto attivo, rispetto, confronto e partecipazione. Le relazioni sono il cuore del processo educativo. Valorizzare ogni bambino significa costruire una rete di legami capace di generare rispetto reciproco, inclusione e strumenti concreti per gestire i conflitti senza negarli".

"Una comunicazione quotidiana fondata sulla collaborazione apre nei bambini modi per esprimersi, conoscersi e condividere idee. È in questo spazio (scolastico) che inizia la formazione di cittadini consapevoli, critici e attivi" precisa e sottoliea Presini. La scuola primaria, secondo il relatore, non può limitarsi a un'educazione neutra. Deve assumere una responsabilità civica chiara, coltivando fin dalle prime età il pensiero critico come condizione della libertà di espressione: "Non si tratta di indirizzare il pensiero, ma di renderlo possibile".

La Costituzione indica e promuove una scuola che forma cittadini capaci di partecipare alla vita sociale attraverso conoscenze, competenze e abilità relazionali. In questa direzione si muove la proposta educativa di Presini, che pone l'enfasi sulla libertà di espressione, l'uguaglianza e la giustizia valorizzando i diversi modi di apprendere e trasformando il conflitto in occasione di crescita.

"Le dinamiche educative da attivare sono semplici, ma funzionali come il testo libero o attività come il gioco della ‘rete di ragno'. Ciò per permettere ai bambini di sviluppare apertura del sé e consapevolezza nelle relazioni". Perché tutto questo funzioni, serve una responsabilità condivisa: Presini pone la necessità di valorizzare la proposta di un "Patto di corresponsabilità educativa tra scuola e famiglie, per diminuire la crescente crisi di partecipazione e restituire senso all'esperienza
scolastica. La scuola del futuro nasce dal come gestiamo le relazioni quotidiane, educando sin da piccoli a conoscere e vivere gli elementi base della democrazia".

 

(Articolo di Waleska Caba Estevez, tirocinante Ufficio Stampa Comune di Ferrara - Redazione
CronacaComune.it)

 

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