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Riforme costituzionali: sui pilastri della Repubblica l'incontro conclusivo tenuto in Municipio dalla Scuola di Sviluppo Territoriale

02-02-2026 / A parer mio

I pilastri della Repubblica sono stati al centro dell'ultima lezione della Scuola di Sviluppo Territoriale di Ferrara, dedicata alle riforme costituzionali. L'incontro si è tenuto venerdì 30 gennaio 2026 nella sala dell'Arengo del Comune di Ferrara.
Ospite della lezione è stato il costituzionalista Alessandro Sterpa, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e professore ordinario di Diritto pubblico all'Università della Tuscia. La lezione è stata aperta dai saluti istituzionali del Direttore generale del Comune di Ferrara, Sandro Mazzatorta, e moderata dal giornalista Federico Di Bisceglie.

LA SCHEDA dell'incontro
Nel cuore delle istituzioni.
La Scuola di Sviluppo Territoriale torna a interrogarsi sui pilastri della Repubblica. Incrociando storia, attualità e agenda politica. E lo fa partendo da una domanda tutt'altro che teorica - perché riformare le istituzioni conviene al Paese - e affidandosi a uno dei costituzionalisti più ascoltati nel dibattito pubblico. È questo il filo conduttore della lezione aperta, organizzata il 30 gennaio che ha portato nella Sala dell'Arengo del Comune Alessandro Sterpa, costituzionalista di vaglia e professore di Diritto pubblico all'Università della Tuscia, per una conversazione sull'Italia che verrà.

Un appuntamento che ha confermato la vocazione della Scuola ad aprire il confronto alla cittadinanza e a trasformare temi complessi - dalla riforma della giustizia alla legge elettorale, fino al premierato - in occasione di discussione pubblica. A portare i saluti istituzionali è stato il direttore generale del Comune di Ferrara, Sandro Mazzatorta, mentre la lezione è stata moderata dal giornalista Federico Di Bisceglie.

Sterpa ha scelto di partire da un assunto spesso frainteso nel dibattito politico: la Costituzione non è un oggetto intoccabile. «Le Costituzioni vivono nella tensione tra stabilità e cambiamento - ha spiegato -. Non è scandaloso modificarle, lo è pensare che debbano restare immobili». La Carta, ha insistito, non può essere una "mummia da museo", ma uno strumento vivo, capace di adattarsi alle trasformazioni della società e delle istituzioni.

Il cuore della riflessione ha riguardato la stabilità di governo, indicata come una delle principali fragilità del sistema italiano. In assenza dei grandi partiti del Novecento, capaci di garantire coesione e continuità, il Paese ha spesso fatto ricorso a governi tecnici, larghe intese e persino a soluzioni eccezionali come la doppia elezione del Presidente della Repubblica per superare le crisi parlamentari. Da qui l'ipotesi di correttivi costituzionali: dall'innalzamento della maggioranza necessaria per eleggere il Capo dello Stato al ritorno del ballottaggio per il presidente del Consiglio, con l'obiettivo di rafforzare la durata e la solidità delle maggioranze.

Una stabilità che, secondo Sterpa, non è un valore astratto. «Incide direttamente sulla credibilità internazionale del Paese, sulla capacità di attrarre investimenti e sul costo del debito pubblico. Un sistema più stabile può programmare politiche a lungo termine», ha sottolineato.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla riforma del Consiglio superiore della magistratura e alla separazione delle carriere. Sterpa ha illustrato le ragioni della proposta, che mira a rafforzare la terzietà del giudice attraverso la creazione di due Csm distinti, uno per i magistrati giudicanti e uno per i requirenti, e l'introduzione di componenti estratti a sorte anziché eletti, per ridurre il peso delle correnti.

Immagini scaricabili:

Scuola sviluppo territoriale: Di Bisceglie con Sterpa in sala Arengo - Ferrara, 30 gennaio 2026 Di Bisceglie con Sterpa in sala Arengo per l'incontro della Scuola sviluppo territoriale - Ferrara, 30 gennaio 2026