FERRARA, CASO DELLA FAMIGLIA COSTRETTA A VIVERE IN AUTO CON UNA BIMBA DI DUE ANNI, IL COMUNE SMENTISCE
17-02-2026 / Punti di vista
FERRARA, CASO DELLA FAMIGLIA COSTRETTA A VIVERE IN AUTO CON UNA BIMBA DI DUE ANNI, IL COMUNE SMENTISCE: "FALSO. NON ERA UNA FAMIGLIA DEL GRATTACIELO"
IL SINDACO: "SEGNALATO IL CASO AI SERVIZI SOCIALI PER TUTELARE IL MINORE, ANCHE CON ALLONTANAMENTO SE NECESSARIO"
Ferrara, 17 febbraio 2026 - In merito alla notizia pubblicata questa mattina su una famiglia originaria del Bangladesh che sarebbe stata sgomberata dal Grattacielo e costretta a dormire in auto, insieme alla figlia di due anni, l'Amministrazione comunale precisa quanto segue. A seguito delle verifiche effettuate immediatamente dagli uffici competenti, è emerso un quadro nettamente diverso da quello riportato dai media.
Il nucleo familiare in questione si è rivolto per la prima volta allo Sportello Sociale Unico Integrato (SSUI) ieri mattina, dichiarando di avere un minore, di essere proprietario di un appartamento al Grattacielo, di non poter rientrare nella propria abitazione per "lavori lasciati in corso", e di risiedere in un altro immobile, non al Grattacielo, ma sempre a Ferrara.
Avendo un'altra residenza che non rientra tra quelle coinvolte dall'ordinanza di inagibilità del Grattacielo, il servizio ha provveduto a fissare un incontro presso ASP all'indomani (oggi) per chiarire meglio necessità e valutare l'eventuale intervento.
Nella serata, un ferrarese - l'ex candidato sindaco Firrincieli, ex ufficiale dei Carabinieri e tra gli attivisti più attivi in questi giorni di Cittadini del mondo - ha ritrovato la famiglia nell'auto, come riporta anche La Nuova Ferrara, e ha chiamato il 112. Le forze dell'ordine sono subito intervenute per attivare immediatamente, insieme ai servizi sociali del Comune, il Pris pronto - Intervento Sociale, a tutela del minore. La famiglia è stata così subito collocata in una soluzione alloggiativa temporanea.
Ora sono in corso maggiori verifiche. Dagli accertamenti anagrafici e amministrativi risulta tuttavia che il soggetto richiedente (il padre del minore) è sì proprietario dell'immobile al Grattacielo, ma non vi risiede più già da giugno 2025. La famiglia risulta agli atti residente in un altro immobile, sempre nel territorio comunale. Dalle verifiche intercorse è emerso invece che nell'appartamento del Grattacielo, di cui è proprietario, al momento dell'ordinanza vi abitava un altro nucleo familiare.
Si evidenzia, inoltre, che il soggetto, peraltro imprenditore, da proprietario, risulta moroso verso il condominio Grattacielo, con un debito di migliaia di euro.
"Fatte le opportune verifiche, si evince che lo sgombero del Grattacielo non c'entra assolutamente nulla con questa storia, falsamente raccontata. Se fosse stata residente al Grattacielo al momento dell'ordinanza, saremmo intervenuti come per tutte le altre famiglie con minori. Il soggetto risulta inoltre imprenditore di un'attività in San Romano e avrebbe quindi tutte le possibilità di garantire una sistemazione decorosa alla propria famiglia, soprattutto alla bambina di pochi anni, e non certo farla dormire in auto. Per questo ho già segnalato il caso ai servizi sociali, affinché vengano adottate tutte le misure necessarie alla tutela del minore, se necessario, anche con il suo allontanamento", dichiara il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri.
"Inoltre, come proprietario al Grattacielo, risulta - come altri casi finiti sulle cronache di famiglie che dichiarano di aver sempre pagato tutto - moroso per diverse migliaia di euro. Ed è proprio questa la situazione che ha portato allo sgombero del Grattacielo. La solidarietà è una cosa seria. Le messe in scena, costruite a tavolino, no". Così il primo cittadino di Ferrara Fabbri.
L'Amministrazione ribadisce inoltre che ogni situazione viene verificata puntualmente dagli uffici competenti e che gli interventi di supporto vengono attivati sulla base di dati oggettivi e riscontri formali, nel rispetto delle procedure e delle normative vigenti.
(Comunicazione Sindaco del 17-2-2026)


