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BIBLIOTECA ARIOSTEA - Resoconto del secondo incontro del ciclo "Spaziocidio" (Lunedì 23 marzo 2026)

Come i conflitti trasformano le città e come il diritto le protegge: riflessioni a confronto alla biblioteca Ariostea

16-04-2026 / A parer mio

Come cambiano le città nella storia? E come queste sono state trasformata dai conflitti nel corso del tempo? E' questo l'argomento della conferenza che si è tenuta nel pomeriggio di lunedì 23 marzo 2026 dal titolo "La città nella storia: da nicchia ecologica dell'umanità a vittima di conflitti".

All'incontro, tenutosi nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea, a Ferrara, secondo appuntamento del ciclo di incontri "Spaziocidio: dalla Palestina alla metropoli globale",  sono intervenuti i docenti Gianfranco Franz (pianificatore all'università di Ferrara), e Alessandra Annoni (giurista, vicedirettrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara); ha curato l'introduzione Henry Gallamini (Rete per la Pace Ferrara), ha moderato  il professor Alfredo Morelli (Laboratorio per la Pace, Università di Ferrara).

Gianfranco Franz ha aperto l'incontro introducendo la figura di Francesco Indovina, professore di pianificazione all'Università Iuav di Venezia, che nel 1999 in una sua pubblicazione parlò per la prima volta di città come "nicchia ecologica", riprendendo una definizione dal campo dell'ecologia. La nicchia ecologica è una porzione di ecosistema dove più specie vivono e si sviluppano grazie alle condizioni specifiche di quella porzione di ambiente che gli esperti chiamano ecosistema. Francesco indovina mise in evidenza come la città da alcune decina di migliaia di anni sia un luogo dove si concentrano alcune caratteristiche della vita dell'uomo, (caratteristiche) non sempre positive ma fondamentali nell'aver determinato l'evoluzione che ci ha portati fino a qui. "Oggi questo campo di indagine si è ampliato tantissimo" ha affermato il professor Gianfranco Franz che ha proseguito la riflessione  citando la figura di Eyal Weizman, architetto israeliano noto per l'uso delle tecniche architettoniche per indagare violazioni dei diritti umani, crimini di stato e distruzioni ambientali, autore del volume  "Spaziocidio. Israele e l'architettura come strumento di controllo", il testo al centro dell'incontro

"La tecnica urbanistica nasce negli Stati Uniti a fine 1800 per separare i bianchi della classe ricca, da quelli della classe media e più in là i gruppi che si volevano lontani. L'urbanistica come sta facendo Israele è uno strumento per separare, segregare, dividere e allontanare - ha spiegato il professore Franz e ha aggiunto - l'essere umano ha raggiunto dei livelli di civiltà e civilizzazione grazie alla città. La città, nonostante abbia reso l'uomo libero e non schiavo della terra, è anche il luogo privilegiato dove si scatenano le guerre". 

Gianfranco Franz ha poi continuato il proprio  intervento esponendo le ragioni economiche e politiche per cui Israele ha attaccato il Libano, nel 2022 convincendo  il governo libanese cedere tutto il mare di fronte al Libano al proprio controllo. Il Libano ha cercato di estrarre metano dai fondali ma Israele gliel'ha impedito.- il professore ha aggiunto - "questa è la violenza di uno stato, di un governo e di un popolo che ormai vede solo la guerra come finalità di vita".

E' stato proposto infine dal professore un percorso di analisi delle diverse distruzioni della città nella storia dell'umanità partendo dalle origini con le città di Troia e Roma.

"Troia venne conquistata dai greci e completamente distrutta dall'incendio da loro appiccato  e Roma dopo cento anni di guerra contro Cartagine la conquistò e la rase al suolo spazzando via la memoria di quel luogo, e questa è una storia destinata a ripetersi come si è visto nei conflitti contemporanei e con i bombardamenti iniziati nella seconda guerra mondiale: l'assedio di Leningrado con serie di bombardamenti avvenuti tra il 1941-1944; battaglia di Stalingrado, bombardamento di Berlino 1945. Fino ad arrivare ai bombardamenti più devastanti nella storia dell'umanità: bombardamento di Dresda con bombe al fosforo, la città venne incendiata per vendetta dei Bombardamenti di Coventry; Hiroshima e Nagasaki.

Per colpire le due città giapponesi vennero usate due bombe diverse: 'little boy' bomba all'uranio e fu lanciata su Hiroshima , e 'fat man' bomba al plutonio venne lanciata su Nagasaki. Politici e militari erano interessati a vedere gli effetti che queste due bombe con due composizioni chimiche differenti avrebbero avuto e gli effetti furono devastanti:centinaia di migliaia di vittime e città completamente rase al suolo. L'utilizzo della bomba atomica fu la fine di città come nicchia ecologica".

Nell'intervento seguente la giurista Alessandra Annoni ha illustrato come in realtà la guerra urbana sia un atto bellico regolamentato: "bisogna sfatare il mito che la guerra urbana sia un qualcosa di deregolamentato, non è niente di nuovo, le città sono sempre state teatro di conflitti armati e le norme di diritto internazionale si sono sviluppate anche sulla base di quelle esperienze, bisogna capire capire se gli stati siano pronti ad osservare le norme in vigore" - ha spiegato la giurista.  "Vi sono tre fonti del diritto internazionale bellico: i trattati internazionali, le consuetudini internazionali e i principi fondamentali. 

I principi fondamentali sorreggono la struttura del diritto internazionale bellico, e che trovano la loro fonte nelle regole di diritto internazionale ma anche nei principi etici, nei principi di umanità e nei precetti della pubblica coscienza.

I principi fondamentali di diritto internazionale bellico si applicano in tutte le situazioni in cui manca la regola puntuale che vieta o permette a determinate condizioni una certa condotta. 

Per principio di distinzione nel corso di qualsiasi conflitto i belligeranti devono distinguere tra combattenti e popolazione civile, tra obiettivi militari e beni civili. Vi sono beni che da subito si possono individuare come beni militari e sono obiettivi militari legittimi indipendentemente dalla loro proprietà. "Il problema però, soprattutto nei contesti di guerra urbana sono i cosiddetti 'beni dual-use'"-spiega la giurista- "quei beni che vengono utilizzati dai civili tanto quanto dai militari". In questi casi bisogna rispettare una serie di principi, primo fra tutti quello della proporzionalità, ci si deve preoccupare di capire se i danni collaterali che genera la distruzione di quel bene siano proporzionali tra il danno e il possibile vantaggio militare. 

Il penultimo principio è quello di precauzione che vale per entrambe le parti coinvolte nel conflitto: lo stato attaccato deve collocare gli obiettivi militari più lontano possibile dai beni civili per limitare il coinvolgimento di persone che non partecipano al conflitto o di strutture indispensabili alla loro sussistenza; lo stato che attacca deve prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre al minimo il danno collaterale delle azioni militari.

Come ultimo principio la Giurista ha esposto il principio di umanità, è un principio etico che fa sì che nel corso di un conflitto armato un combattente riconosca nel nemico un altro essere umano. Ad oggi l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei conflitti armati, risorsa che si è diffusa nell'epoca attuale, epoca lontana dalla realtà di fine '800 inizio '900 in cui il diritto internazionale bellico venne approvato, è un dato preoccupante. 

Diverse inchieste giornalistiche hanno rivelato l'utilizzo da parte dell'esercito Israeliano di sistemi di supporto decisionale, si tratta di software che aiutano gli analisti, nella scelta degli obiettivi militari, grazie a una serie di calcoli di proporzionalità. Teoricamente è presente l'intervento umano e il principio di umanità viene rispettato, ma è stato rivelato sulla base di diverse testimonianze che il sistema di supporto decisionale utilizzato dall'esercito Israeliano concedeva 20 secondi per validare o meno l'obiettivo, nella pratica l'intervento umano è privo di significato e non garantisce il rispetto del principio di umanità.

Il programma completo degli appuntamenti culturali alla biblioteca civica Ariostea e nelle altre biblioteche comunali di Ferrara può essere consultato nelle pagine internet all'indirizzo https://archibiblio.comune.ferrara.it

[Testo a cura di Fabiana Ferraro, tirocinante Ufficio Stampa Comune di Ferrara, Corso di Lettere, Arti e Archeologia Unife]

 

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