PALIO DI FERRARA 2026: SANTA MARIA IN VADO TORNA A VINCERE IL PALIO DI SAN GIORGIO DOPO 44 ANNI
01-06-2026 / Punti di vista
Ferrara, 31 maggio 2026 - L'attesa è finita, e il finale è di quelli che entrano nella storia: il Palio di San Giorgio torna a Santa Maria in Vado dopo 44 anni. Non accadeva dal 1982.
Dopo settimane di preparazione, strategie, prove al canapo e confronti nelle sedi delle contrade, Piazza Ariostea è tornata (ieri sera) a essere il cuore pulsante della città per l'edizione 2026 del Palio di Ferrara. Otto contrade, quattro palii: l'ultimo, quello della corsa dei cavalli, è da sempre il più atteso.
Prima delle gare sono stati consegnati i riconoscimenti della Commissione Storico Artistica. Il Premio Nino Franco Visentini, dedicato al Corteo Storico, è andato a Borgo San Luca con 101 punti; il Premio Nives Casati, dedicato agli Spettacoli a Corte e tornato in questa edizione dopo la sospensione seguita alla pandemia, è stato assegnato a Borgo San Giacomo con 64 punti. A seguire, la lettura dell'Editto di apertura da parte dell'araldo e la corsa liberatoria del Gruppo Unico di sbandieratori e musici hanno dato il via alle competizioni.
Ad aprire le gare è la corsa dei Putti, il Palio di San Romano. Dopo un avvio equilibrato, sono San Luca e Santo Spirito a staccare il gruppo e a giocarsi la vittoria in un serrato testa a testa. Nel finale Francesco Caselli di Santo Spirito trova lo spunto decisivo e taglia per primo il traguardo, aggiudicandosi il Palio di San Romano. Alle sue spalle, San Luca.
Diversa la corsa delle Putte, per il Palio di San Paolo. È San Giorgio a prendere subito la testa e a mantenerla per oltre un giro. Ma a un giro e mezzo dal via arriva la rimonta di San Giovanni con Sofia Marchetti, che ribalta la gara e conquista il Palio di San Paolo.
La corsa degli asini, per il Palio di San Maurelio, è quella più sofferta della serata: ben dieci le false partenze, con la tensione che sale. Due le false partenze provocate dalla seconda posizione di Santa Maria in Vado, due da San Giacomo, due da San Giorgio e due da Santo Spirito; San Luca e San Giorgio arrivano anche a toccarsi. Il momento più concitato è quando l'asino di San Giorgio sfugge al controllo del palafreniere e finisce contro San Luca, il cui staffiere cade all'indietro. In campo il personale del 118, ma lo staffiere Diego Del Duca Denis si rialza dopo poco e, quando finalmente la mossa è valida, è proprio San Luca a imporsi, conquistando il Palio di San Maurelio: per la contrada è l'ottava vittoria in questa corsa, a quota 27 palii complessivi.
È il momento del Palio di San Giorgio. Il Mossiere Davide Busatti ha chiamato al canapo le contrade nell'ordine di sorteggio. Dopo una sola falsa partenza, è la seconda a essere quella buona: alla partenza, si impone San Giacomo, ma per poco: vanno avanti Santo Spirito e a seguire San Giorgio. A metà del secondo giro la rimonta di San Paolo, subito frenata da Santa Maria in Vado e Santo Spirito. Così il testa a testa tra le due contrade. Dopo un faticoso testa a testa, non ci sono dubbi: è la contrada gialloviola a vincere l'edizione 2026 del Palio di San Giorgio, con il fantino Alessio Migheli, detto "Girolamo", sulla grigia Cecilia da Clodia. Un trionfo che mancava dal 1982: quarantaquattro anni di attesa, finalmente ripagati.
Senese, classe 1984, Migheli è uno dei fantini più navigati del lotto e conosce già il sapore della vittoria a Ferrara, avendo conquistato il Palio in passato con San Giacomo e San Giovanni. Sempre sorridente e preparato, ha puntato sulla grigia Cecilia da Clodia per regalare a Santa Maria in Vado un successo storico.
«Complimenti a Santa Maria in Vado per una vittoria meritata, e un plauso anche a Santo Spirito, San Giovanni e San Luca, vincitrici delle altre corse: a tutte le contrade va il merito dello spettacolo di stasera. Il Palio non è semplicemente un evento di richiamo: è una delle espressioni più autentiche dell'identità ferrarese, capace di tenere insieme storia e partecipazione. Si cresce nella propria contrada, se ne imparano i colori e i simboli, e quell'attaccamento resta per tutta la vita: è un senso di appartenenza che qui, a Ferrara, è ancora vivo. Investire sul Palio significa investire sulla città, sulla sua coesione e sulla sua visione a livello internazionale: Ferrara, città Patrimonio Unesco, ha molto da raccontare al mondo, e il Palio è uno dei modi più efficaci per farlo», dichiara il sindaco di Ferrara Alan Fabbri.
In città, per l'occasione, erano infatti presenti dei giornalisti esteri, di area francese, coinvolti in un press tour in città per conoscere gioielli del Rinascimento, quali Palazzo Schifanoia, Palazzina Marfisa d'Este, il Castello Estense e Palazzo dei Diamanti, e conoscere e raccontare il Palio, considerato e riconosciuto tra i più antichi al mondo.
«Piazza Ariostea illuminata di notte e gremita è forse l'immagine che racconta meglio cosa sia il Palio: un luogo che per una sera smette di essere una piazza e diventa il centro del mondo per chi la vive. C'è qualcosa, in tutto questo, che va oltre la gara e oltre il risultato: è il bisogno di una comunità di riconoscersi e di ritrovare ogni anno le proprie radici. Dietro ogni corsa ci sono mesi di lavoro e una passione che non si spiega facilmente a chi non la vive: stasera questa piazza ce l'ha ricordato ancora una volta. Complimenti a Santa Maria in Vado, Santo Spirito, San Giovanni e San Luca per l'ottimo risultato», dichiara l'assessore al Palio del Comune di Ferrara Marco Gulinelli.
«Una bellissima vittoria per Santa Maria in Vado, al termine di una corsa che ha tenuto tutti col fiato sospeso, in una Piazza Ariostea gremita e carica di emozione come solo nella notte del Palio sa essere. Un risultato che premia il lavoro di un anno intero. Complimenti anche a Santo Spirito, San Giovanni e San Luca, che si sono aggiudicate rispettivamente i Palii dei putti, delle putte e degli asini. Il mio grazie va alle otto contrade e ai loro contradaioli, alla Corte Ducale, ai fantini e agli staffieri, alle centinaia di volontari che lavorano nell'ombra perché tutto funzioni, all'équipe veterinaria che veglia sui cavalli e a chi ha garantito una serata sicura. Complimenti ai vincitori: il Palio di Ferrara si conferma una grande festa di tutti», commenta il presidente della Fondazione Palio di Ferrara Nicola Borsetti.
Un pensiero, in questa edizione, va a Romano Marzola, Gran Maestro di Campo, che dopo cinquant'anni saluta il Palio di Ferrara. Mezzo secolo passato dietro le quinte e in pista, a far funzionare ogni dettaglio con competenza e rispetto della tradizione: una figura che intere generazioni di contradaioli hanno imparato a conoscere e a stimare. «Marzola è una memoria viva del Palio. A nome della città, grazie di cuore», afferma Gulinelli. Gli fa eco Borsetti: «A Romano Marzola va il grazie di tutta Ferrara. Cinquant'anni di servizio non sono un numero qualsiasi: sono una parte della storia di questo Palio. Il suo esempio resta».
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Nel DRIVE foto del Palio e della conseguente festa in piazza a Ferrara. Ove possibile chiediamo di citare il credito fotografico (foto di Creativite) se menzionato nella foto. Grazie--
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