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Florestano Vancini a cent'anni dalla nascita: celebrato il 7 settembre anche alla 83.a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

24-08-2026 / A parer mio

di Maria Cristina Nascosi Sandri

 Il 24 agosto di quest'anno Florestano Vancini, grande cineasta ferrarese per vocazione ed eccellente documentarista per necessità, compirebbe 100 anni.
La sua passione primaria però, che ebbe ad applicare in alcune delle sue opere migliori, fu certamente la storia, anzi, la Storia.

"Se non avessi fatto Cinema, avrei fatto senz'altro lo storico" - aveva asserito il 16 maggio 2008, pochi mesi prima della sua scomparsa, nel corso del conferimento della laurea ad honorem da parte dell'Università di Ferrara, affermazione che ribadì quando nello stesso giorno l'allora sindaco Sateriale, suo nipote per parte di madre, gli consegnò il premio "Città di Ferrara" per celebrare il suo profondo e viscerale legame con il territorio, la sua prestigiosa carriera cinematografica ed il grande impegno civile in essi profusi.

E quest'anno anche la  83a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di VENEZIA celebrerà il suo genetliaco presentando alla Sala Astra lunedì 7 Settembre, nella prestigiosa Sezione Venezia Classici, quella che offre in anteprima mondiale quasi due decine di restauri realizzati nel corso dell'ultimo anno di capolavori provenienti da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo, La lunga notte del '43, il suo primo capolavoro che, proprio al Lido, vinse il Premio Opera Prima nel 1960,  liberamente tratto - come volle precisare lo stesso Giorgio Bassani- da una delle sue Cinque Storie Ferraresi.

Ad Enrico Maria Salerno, come attore non protagonista, fu  attribuito nel 1961 anche un Nastro d'Argento - tra i più 'antichi' riconoscimenti cinematografici italiani assegnato dal S.N.G.C.I., il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani.
Il restauro è stato curato dalla Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Compass Film.

Era stato lo stesso Vancini a decidere, insieme con l'amico Valerio Zurlini, di trasporre per il grande schermo il racconto di Bassani che riportava con il suo ineguagliabile pathos, la vicenda dell'uccisione, in quel 1943, annus horribilis, di undici antifascisti da parte delle Brigate nere ferraresi e non solo, episodio del quale il regista, come molti suoi coetanei, era stato commosso e sensibile testimone oculare - ricordo indelebile - a soli sedici anni. Fu girato praticamente tutto negli studi cinematografici, ricostruendo una Ferrara eclatantemente sproporzionata, 'metodologia' che il regista volle usare anche per il suo ultimo E ridendo l'uccise, del 2005, per la ormai non più plausibilità dello storicismo filologico delle locations ferraresi. Alla sceneggiatura, del film scritta da Vancini (solo suo è l'iniziale adattamento) ed Ennio De' Concini, si aggiunse il contributo di un giovane Pier Paolo Pasolini, allora ancora giovane insegnante e poeta, al quale le porte del cinema erano state aperte da poco dall'amico e sodale Giorgio Bassani.

 Nelle foto, scaricabili in fondo alla pagina:
- Florestano VANCINI alla Sala Estense, Maggio 2008  - © Ph. Franco Sandri (AIRF), tratta dal libro ANTONIONI, BASSANI, VANCINI, VISCONTI E, AFFETTUOSAMENTE, GLI ALTRI - Ferrara, il Po e l'Altrove di Maria Cristina Nascosi Sandri, FE, 2020;
-  Copertina testo di Maria Cristina Nascosi Sandri, ANTONIONI, BASSANI, VANCINI, VISCONTI e, affettuosamente, gli altri - Ferrara, il Po e l'Altrove, FE, 2020.

Immagini scaricabili:

Florestano VANCINI alla Sala Estense, Maggio 2008 – © Ph. Franco Sandri (AIRF), tratta dal libro ANTONIONI, BASSANI, VANCINI, VISCONTI E, AFFETTUOSAMENTE, GLI AL Copertina libro di Maria Cristina Nascosi Sandri, ANTONIONI, BASSANI, VANCINI, VISCONTI e, affettuosamente, gli altri – Ferrara, il Po e l’Altrove, Ferrara, 2020