SCOMPARSA FABRIZIO PLESSI, DA FERRARA PARTÌ LA RICERCA DEL GRANDE PIONIERE DELLA VIDEOARTE. ORA LA SUA OPERA FA PARTE DEL VASTO ARCHIVIO DEL CENTRO VIDEO ARTE, RECENTEMENTE RESTAURATO DAL COMUNE DI FERRARA
24-08-2026 / Punti di vista
SINDACO: "FERRARA HA DATO VOCE E SPAZIO ALLA GRANDE ARTE, CHE POTRÀ TROVARE DI NUOVO SPAZIO CON LA RIAPERTURA DI PALAZZO MASSARI". GULINELLI: "IL SUO PERCORSO SEGNATO DALLA NOSTRA CITTÀ E DA PALAZZO DEI DIAMANTI"
Ferrara, 24 agosto 2026 - È morto all'età di 86 anni Fabrizio Plessi, grande pioniere della videoarte di fama internazionale che a lungo ha intrecciato la sua storia con Ferrara. Dalla città estense, prima capitale della videoarte, partì la sua ricerca. Il sodalizio con la città non è mai venuto meno. Ferrara lo ricorda e lo saluta.
"Fabrizio Plessi rappresenta con chiarezza quanto Ferrara sia stata importante per la videoarte e quanto la nostra città abbia saputo, in più epoche storiche, costruire una propria dimensione culturale e artistica, dando spazio e voce alla grande arte. Dalla nostra città era partita la ricerca di Plessi e ora gli archivi comunali custodiscono il frutto di quel percorso straordinario, che ha contribuito a creare un nuovo linguaggio per l'arte contemporanea. Un linguaggio che fa parte del patrimonio delle Gallerie d'arte moderna e contemporanea di Ferrara e che potrà trovare di nuovo voce con la grande riapertura di Palazzo Massari", ha ricordato il sindaco Alan Fabbri.
"È stato un autentico pioniere della videoarte, capace di trasformare la tecnologia in un linguaggio artistico di straordinaria forza poetica. Il suo percorso è stato segnato anche da un rapporto importante con Ferrara e con Palazzo dei Diamanti, dove, grazie alla collaborazione con Franco Farina, seppe portare una visione profondamente innovativa, contribuendo a fare di questo luogo un laboratorio aperto alla ricerca e ai nuovi linguaggi dell'arte contemporanea. Quella collaborazione rappresenta un capitolo significativo nella storia di Palazzo dei Diamanti e nella capacità di Ferrara di accogliere e valorizzare le esperienze artistiche più avanzate del proprio tempo", ha aggiunto l'assessore alla cultura del Comune di Ferrara, Marco Gulinelli.
IL LEGAME CON FERRARA
Emiliano di nascita, veneziano d'adozione, Plessi ha instaurato una fertilissima collaborazione pluridecennale con la città estense, inizialmente connessa all'attività espositiva curata da Franco Farina a Palazzo dei Diamanti e al Centro Attività Visive, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, per poi avviare un vero e proprio sodalizio con il Centro Video Arte curato da Lola Bonora, con la direzione tecnica di Carlo Ansaloni, che ha contribuito a scrivere la storia della videoarte.
L'esordio ferrarese di Plessi si colloca alla metà degli anni Sessanta, quando il suo lavoro è ancora legato alla pittura e al disegno figura nella mostra Prospettive I (1966) a cura di Enrico Crispolti e Giorgio di Genova, per poi tornare nei primi anni ai primi anni Settanta presentando, in due successive occasioni (1972 e 1974), le ricerche concettuali che l'hanno portato a sconfinare al di fuori dei tradizionali mezzi della pittura per interrogarsi con ironia sul ruolo stesso dell'arte nella realtà contemporanea.
I tempi sono quindi maturi per cimentarsi con il video e Ferrara rappresenta il terreno più propizio perché dal 1973 Bonora ha inaugurato il Centro Video Arte. La pionieristica struttura rappresentava un unicum nel panorama museale italiano perché disponeva dei mezzi di produzione per realizzare video-interviste agli artisti, ma anche vere e proprie opere video. Con Acquabiografico e Travel, che Plessi realizza nel 1974 assieme al Centro, prende avvio una ricerca che esplora le poliedriche possibilità del video come mezzo espressivo, grazie al costante supporto tecnico-scientifico della struttura ferrarese.
Inizialmente la ricerca di Plessi utilizza il video per registrare performance in cui vengono indagati i molteplici significati dell'elemento acquatico, motivo di elezione delle sue ricerche. Nel corso degli anni Settanta, anche grazie all'apertura a Ferrara di nuovi spazi come la Sala Polivalente, le sue produzioni acquisiscono una progressiva complessità: i monitor si moltiplicano ed entrano a far parte delle performance, attivando un fertilissimo cortocircuito tra sonorità, movimenti corporei, fluidità dell'elemento acquatico e mobilità del linguaggio video. Ed è proprio nella Sala Polivalente che Plessi allestisce la sua prima videoinstallazione, Liquid Gravity Center, nel 1982, con cui l'immagine elettronica entra in relazione con l'ambiente e inizia a mettere direttamente in gioco l'esperienza fisica e percettiva del fruitore. L'anno precedente, sempre grazie alla produzione del Centro Video Arte, era nata anche la prima videoscultura, Arco liquido, collegando due monitor con un neon in una poetica e ironica rievocazione del tema del chiaro di luna. È l'avvio di una produzione che avrebbe conquistato spazi sempre più vasti e modalità percettive sempre più coinvolgenti, esplorando la natura dei vari elementi e la loro relazione con la storia e con l'immaginario collettivo. Una parabola che avrebbe portato Plessi ad esporre in prestigiosi musei e manifestazioni internazionali, a rappresentare l'Italia nel 1986 alla 42a Biennale di Venezia, e ad affermarsi come uno dei più rappresentativi interpreti delle ricerche videografiche degli ultimi decenni.
Fino all'inizio degli anni Novanta il Centro Video Arte ha sostenuto la creazione di produzioni ambiziose quanto innovative, come Roma allestita a Documenta a Kassel nel 1987 o Tempo Liquido, realizzata al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci nel 1990. In queste creazioni epocali, la presenza dei monitor si moltiplica in dispositivi potentemente scenografici per mettere in moto una rete di suggestioni percettive e significati simbolici: i miti legati all'acqua e alla circolarità del tempo che si riattivano grazie all'attualità del linguaggio video in un'esperienza coinvolgente quanto immersiva, capace di intrecciare memoria arcaica e contemporaneità tecnologica.
Alla struttura ferrarese si deve anche un capillare lavoro di promozione della cultura del video, proprio a partire dal lavoro di Plessi, che nel 1974 con Travel ha vinto il Premio Speciale dell'International Film Festival, Asolo. L'organizzazione di festival, come U-tape, Videoset, L'immagine elettronica, Poliset, e la collaborazione con musei e istituzioni internazionali, dal Centre Pompidou al Moma alla New York University, ha creato una rete di relazioni a livello planetario che ha sostenuto la produzione e la disseminazione di un medium la cui eredità appare tuttora fertile.
L'ARCHIVIO E IL FUTURO
Questo prezioso patrimonio si è sedimentato a Ferrara in un vasto archivio di cui il lavoro di Plessi rappresenta il nucleo più esteso: negli ultimi anni è stato restaurato e schedato a cura del Comune di Ferrara, in collaborazione con l'Università di Udine, grazie al generoso sostegno della Fondazione Giuseppe Pianori, e potrà essere messo in valore tra i capolavori delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara (GAMC), con la prossima e attesa riapertura di Palazzo Massari, nell'ambito della sezione dedicata alla videoarte prevista nel nuovo percorso museale ospitato nell'edificio, a conclusione dell'imponente intervento di restauro post sisma.
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Gianni Toti, Lola Bonora, Fabrizio Plessi e Janus, dicembre 1984 Ferrara, © GAMC, foto Marco Caselli Nirmal
-- Ferrara Rinasce - Comune di Ferrara
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