FERRARA BUSKERS FESTIVAL, INTERVENTO DEL COMUNE DI FERRARA (ASSESSORE MARCO GULINELLI): “COME È DIVENTATO OGGI NON FUNZIONA. APPELLO AGLI ORGANIZZATORI PER LA 40° EDIZIONE"
31-08-2026 / Punti di vista
Il Ferrara Buskers Festival, così com'è diventato oggi, non funziona. Quanto emerso in questi giorni dalle numerose osservazioni e dal malcontento generale diffuso in città per questa edizione dei Buskers merita una riflessione, doverosa e sentita, anche da parte dell'Amministrazione comunale che rappresento.
Parliamo di un evento che, nel corso di quarant'anni, è diventato un appuntamento significativo, simbolo stesso dell'estate a Ferrara. Ha costruito nel tempo una propria identità e una consolidata partecipazione proprio grazie alla sua caratteristica di iniziativa spontanea, libera e accessibile a tutti.
Un evento culturale e turistico, che il Comune di Ferrara ha sempre sostenuto. Un sostegno economico che non è mai mancato, e che anzi è quasi raddoppiato rispetto a 10 anni fa, arrivando con questa Amministrazione a 110.000 euro per questa edizione. Questi soldi si sommano ad altri sostegni pubblici, che coprono insieme circa il 70% del bilancio della manifestazione.
Non abbiamo mai voluto condizionare le scelte artistiche degli organizzatori. È un principio nel quale crediamo profondamente e applichiamo a ogni evento a Ferrara: chi organizza cultura deve poterlo fare nella massima autonomia e libertà.
Durante i molti tavoli di lavoro portati avanti nei mesi scorsi insieme alla famiglia Bottoni, agli uffici comunali e alle associazioni di categoria, abbiamo però più volte sollevato le nostre perplessità sulla nuova formula, in particolare sulla scelta di chiudere una parte del centro storico rendendone l'accesso a pagamento.
Abbiamo assecondato le esigenze degli organizzatori, per rispetto di quell'autonomia di cui sopra. L'autonomia, però, non può significare sottrarsi al confronto sui risultati, soprattutto quando una manifestazione beneficia di un importante sostegno economico pubblico. Dopo due anni di sperimentazione, non possiamo più farlo: il Ferrara Buskers Festival, in questa formula, non funziona.
Trasformare il cuore della città in un'area chiusa non ha corrisposto alle aspettative e non ha nemmeno consentito di recuperare una presenza di pubblico adeguata.
Ce lo dicono i commercianti, ce lo dicono i cittadini, i visitatori e persino gli stessi artisti di strada, che in questi giorni hanno rivolto accorati appelli all'organizzazione affinché il Festival torni a essere ciò che è sempre stato: una grande festa popolare, aperta e gratuita, capace di riempire spontaneamente le strade e le piazze della nostra città.
Abbiamo a cuore il futuro del Ferrara Buskers Festival. Quarant'anni di storia rappresentano un patrimonio che merita di essere tutelato. Tutelarlo, oggi, significa anche avere la capacità di riconoscere che è necessario cambiare il modo di proporre l'evento.
Per questo chiediamo all'organizzazione del Ferrara Buskers Festival di rivedere profondamente, già in vista della prossima edizione, che celebrerà il 40° anno dell'evento, le modalità di accesso.
Non significa tornare indietro. Significa recuperare ciò che ha reso unico il Buskers Festival: una città aperta, migliaia di persone libere di attraversarla, artisti che incontrano il pubblico senza barriere e un centro storico vivo, partecipato e accessibile a tutti. Significa capire lo sforzo di tutti, ma anche ascoltare la comunità e trovare insieme una soluzione per tornare a ottenere risultati importanti, anche nel rispetto della bellezza della nostra città UNESCO.
Il Ferrara Buskers Festival è un patrimonio della città e vogliamo che continui a esserlo. Ma proprio per questo, dobbiamo avere il coraggio di riconoscere quando una formula non funziona e cambiarla.
Marco Gulinelli
Assessore alla Cultura
Comune di Ferrara
(Ferrara Rinasce - Comune di Ferrara)


