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martedì, 22 settembre 2026.

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ARCHEOLOGIA, GRANDE PARTECIPAZIONE ALLE VISITE ALLA DELIZIA DI BELFIORE: CIRCA 150 PRESENZE PER SCOPRIRE GLI SCAVI E LE NUOVE ACQUISIZIONI

22-09-2026 / Punti di vista

SINDACO FABBRI: "ABBIAMO RESTITUITO A FERRARA UN PEZZO DELLA SUA MEMORIA. FONDAMENTALE IL COINVOLGIMENTO DEGLI STUDENTI E DELLA CITTADINANZA"

Ferrara, 22 settembre 2026 - Cittadini ferraresi, scuole, famiglie e visitatori arrivati anche da Firenze, Imola e Modena hanno partecipato nella mattinata di sabato 19 settembre alle visite guidate agli scavi della Delizia estense di Belfiore. Circa 150 persone hanno raggiunto il sito archeologico nel corso della giornata, decretando il successo dell'iniziativa organizzata nell'ambito del progetto di archeologia partecipata "Che Delizia Belfiore!", ormai prossimo alla conclusione.

Le visite, curate dagli archeologi Flavia Amato e Maurizio Molinari del Gruppo Archeologico Ferrarese, hanno consentito al pubblico di conoscere da vicino i risultati dell'attuale campagna di scavo e di ripercorrere le trasformazioni che hanno interessato la residenza estense nel corso di quasi due secoli.

Gli scavi hanno restituito anche testimonianze legate alla vita quotidiana degli antichi abitanti della Delizia. Tra le curiosità illustrate durante le visite, il ritrovamento di numerosi resti di tartaruga, che testimoniano il consumo di zuppe preparate con questo animale.

Nato nel 2022 dalla collaborazione tra la Soprintendenza e il Comune di Ferrara, il progetto ha l'obiettivo di riportare alla luce le strutture dell'antica Delizia di Belfiore, l'unica tra le celebri residenze dei duchi d'Este ad essere andata completamente perduta nel corso dei secoli.

«Abbiamo creduto fin da subito in questo progetto, perché recuperare la nostra storia significa investire sull'identità della città e sul suo futuro. La riscoperta della Delizia di Belfiore ci permette di riportare alla luce un importante tassello della Ferrara estense e, allo stesso tempo, di trasformare un'area a lungo abbandonata in un luogo di conoscenza, partecipazione e valorizzazione del patrimonio culturale», ha dichiarato il sindaco Alan Fabbri.

Elemento centrale dell'iniziativa è il coinvolgimento diretto della cittadinanza e, in particolare, delle nuove generazioni. Nel corso delle diverse campagne, gli studenti hanno avuto l'opportunità di lavorare al fianco degli archeologi, sperimentando sul campo l'utilizzo degli strumenti professionali e affiancando alla formazione teorica un'esperienza concreta di ricerca. Sono stati inoltre coinvolti in attività di approfondimento e divulgazione, dalla realizzazione di podcast e presentazioni fino alla restituzione pubblica dei risultati raggiunti.

«È particolarmente significativo aver coinvolto le scuole e la cittadinanza, perché la tutela dei beni culturali passa anche dalla consapevolezza e dalla conoscenza, soprattutto delle nuove generazioni. Gli studenti non sono stati semplici spettatori, ma protagonisti di un percorso di formazione, ricerca e divulgazione. Belfiore può così diventare non soltanto un importante sito archeologico, ma anche un esempio concreto di come ricerca, formazione e riqualificazione ambientale possano concorrere a restituire alla città e ai suoi abitanti un luogo della propria storia», ha concluso Fabbri.

Lo spirito partecipativo del progetto è emerso anche dalla presenza di numerose famiglie. Tra queste, quella di un cittadino ferrarese che ha scelto di prendere parte all'iniziativa insieme alla nipote, descrivendo l'esperienza come un'occasione per «ricordare le proprie radici facendo esperienza». Un modo concreto per avvicinare generazioni diverse attraverso la storia, non soltanto raccontandola, ma vivendola in prima persona.

Ideato e diretto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, nelle persone di Chiara Guarnieri e Carolina Ascari Raccagni, il progetto è stato interamente finanziato dal Comune di Ferrara.

La campagna sul campo è stata realizzata dal Gruppo Archeologico Ferrarese, affiancato quest'anno, vista l'estensione delle attività, dall'associazione di volontariato archeologico "Hydria Aps". L'iniziativa si avvale inoltre del fondamentale supporto della Provincia di Ferrara, proprietaria dell'area, e del Consorzio di Bonifica di Ferrara, che ogni anno fornisce le recinzioni necessarie a delimitare gli scavi. Il progetto ha attirato anche l'interesse scientifico del Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio dell'Università di Bologna.

Costruita alla fine del XIV secolo per volere di Alberto V d'Este, la Delizia di Belfiore fu successivamente ampliata e modificata da Lionello, Borso ed Ercole I. Saccheggiata e incendiata dai veneziani nel 1483, durante la Guerra del Sale, la struttura cadde progressivamente in rovina a partire dal 1654, diventando una cava di materiali da costruzione fino a scomparire completamente.

Dopo le prime tre campagne sul campo, condotte tra il 2022 e il 2024, il 2025 è stato dedicato allo studio e alla catalogazione dei materiali, in vista della pubblicazione di un volume scientifico e dell'organizzazione di una mostra aperta al pubblico. L'attuale campagna di scavo, particolarmente estesa, ha consentito di collegare le aree già indagate e di restituire una planimetria più leggibile e organica del complesso. Gli archeologi e i volontari hanno individuato buona parte delle zone nord ed est della Delizia, chiarendone le diverse fasi costruttive.

(Ferrara Rinasce - Comune di Ferrara) 

Immagini scaricabili:

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