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martedì, 06 ottobre 2026.

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“Tessere un Filo: le fragilità che ci legano”: il 7 ottobre 2026 alle 16:30 al parco del Montagnone a Ferrara inaugura la mostra del gruppo "Tessere un Filo" di Musijam

05-10-2026 / A parer mio

Gli alberi del Montagnone in viale Alfonso d'Este 13 a Ferrara, si vestono di trame colorate e originali composizioni diventando delle vere opere d'arte. Saranno installate decine di lavori realizzati a maglia con grande impegno dalle signore del laboratorio "Tessere un Filo" che Musijam ha ideato e ospitato dal mese di aprile fino a settembre. E' la filosofia dell'artista sarda Maria Lai che ha ispirato l'idea di questa esposizione che verrà inaugurata mercoledi 7 ottobre 2026 alle 16:30 dal titolo "Tessere un Filo: le fragilità che ci legano", nel parco del Montagnone, concludendo la serie di eventi in esterna che da aprile si sono susseguiti in quest'area grazie al progetto "Abitare...Visioni di Futuro", strategie ATUSS Look Up del comune di Ferrara, che vede Musijam aps capofila di una cordata di partner come Esercizio Vita, Fondazione Imoletta, Ultimo Baluardo aps e il Nodo.

Musica, danze, yoga, letture, disegno saranno le attività che animeranno il pomeriggio fino alle 18:30. Siamo nella settimana dedicata alla salute mentale per cui saranno con noi anche persone con disagio psichico grazie alla collaborazione con l'associazione La Formica.
La Folk band di Musijam, i gruppi Danzeinsieme e BAlfolk FErrara di Musijam, un momento di radicamento con la Natura con Hata Yoga, laboratorio di percussioni africane con Bruno Bruxtar, Tai Chi e un omaggio di qualche lettura e poesia sono le attività proposte.

In tutti questi mesi, grazie agli eventi organizzati, Musijam aps è riuscita a trasformare il parco del Montagnone in un luogo di incontro e di opportunità, stimolando la crescita, la coesione sociale e l'inclusione. Una nuova e favorita accessibilità degli spazi significa poter stare bene in un luogo e poterlo abitare.

Si è trattato di eventi e Installazioni urbane per ricreare in un'ottica " ri-visitata" l'ambiente e il contesto storico della Delizia Estense dei Bagni Ducali, Parco del Montagnone, luogo che da sempre è stato dedicato alla cura della persona e al suo benessere attraverso la bellezza, la Natura, l'Arte, la Musica e la convivialità, per strutturare un'ampia comunità interdisciplinare per crescere nel confronto e cambiare prospettive.

Il laboratorio Tessere un Filo nasce per omaggiare Maria Lai, una delle voci più singolari dell'arte italiana del secondo dopoguerra, che nel paese sardo di Ulassai realizzò la prima opera di Arte Relazionale, coinvolgendo gli abitanti nell'azione di legare tra loro tutte le case, le porte, le vie alla montagna che sovrasta il paese, con circa 27 km di filo azzurro.
Per la prima volta l'artista e l'opera d'arte risiedono nella figura dello spettatore, facendo di quest'ultimo il vero artefice dell'operazione.
Maria Lai ha portato avanti un lavoro molto eclettico e visionario. Grazie alla sua capacità di ascolto, l'artista con la sua arte è riuscita là dove religione e politica non erano riuscite a fare altrettanto. Restituire la parola a un intero paese e rendersi partecipe della memoria e dei fantasmi della gente comune, aiutandola a liberarsi della parte distruttiva di sé e ad aprirsi con disponibilità nuova al colloquio e alla solidarietà.

L'arte relazionale si concentra sul processo creativo e sull'interazione tra individui piuttosto che sulla produzione di oggetti estetici. Lo spazio stesso diventa luogo di dialogo e confronto, e l'opera finale assume importanza secondaria rispetto alla costruzione della relazione.
Si tratta di un'arte dalle spiccate caratteristiche politiche e sociali al cui centro gravita la visione dell'uomo come animale anzitutto creativo. L'artista relazionale, abbandonando la produzione di manufatti, si adopera per creare dispositivi in grado di attivare la creatività del pubblico trasformando l'opera d'arte in un luogo di dialogo, confronto e, appunto, di relazione in cui perde importanza l'opera finale e assume centralità il processo, la scoperta dell'altro, l'incontro.
Un percorso espositivo di sorprendente creatività che invita il pubblico a immergersi nella rete e connettersi all'ambiente e al gruppo di artiste di tessere un filo per partecipare dell'arte che trasforma...

Le artiste che hanno creato rete sono: Mirka, Lucia, Cristina, Marilena, Patrizia, Giuseppina, Fiorenza, Anna, Paola, Amedea, Francesca, Michela, Daniela, Anna, Beatrice, il gruppo "Mani in Lana" di Malalbergo, "Un filo non ci basta" di Terre del Reno con l'aiuto del gruppo di Bondeno gestito da Manuela, Antonella, Franca di 90 anni, Graziella, Angelina.
Una grande festa di inclusione che vuole essere esempio di sostenibilità, solidarietà, accessibilità. Siamo tutti appesi allo stesso filo della vita.

Aperto a tutta la cittadinanza. 

Per info 320-4878109

(Comunicazione a cura di Musijam aps)

Immagini scaricabili:

tessere un filo_1 tessere un filo_2 Tessere un filo locandina