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mercoledì, 08 luglio 2020

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La segnalazione: L'enigma dei Quattro Angeli di Marcello Simoni

20-07-2007 / A parer mio

di Giuseppe Muscardini

La stramba estate di quest'anno, isterica e bizzosa, ha facilitato la lettura di libri interessanti. Stanze d'albergo comode hanno compensato il disagio di villeggianti un poco indispettiti dai continui rovesci di agosto, che hanno guastato le vacanze a quanti amano la montagna. Ma se non tutto il male viene per nuocere, come spesso si dice per consolazione, letture più attente, più comode, più ragionate, sono state compagne preziose di inevitabili reclusioni in albergo.
Per insondabile casualità la mia valigia conteneva due recentissimi romanzi. Il primo ad essere iniziato è stato L'enigma dei Quattro Angeli, del comacchiese Marcello Simoni, bibliotecario presso il Seminario Arcivescovile di Ferrara. Il secondo, altrettanto recente, è stato L'ultimo avventuriero retico, del catanese Rosario Fichera, edito a Trento dalla Saturnia Editrice. Non sarebbe un buon metodo, ma se si ha la mente ricettiva del vacanziere, consiglio come esperimento di leggerli entrambi. In successione, primo l'uno e poi l'altro, non importa in quale ordine. Come d'incanto la lettura svelerà impensate analogie, pur non conoscendosi affatto gli autori, e pur ignorando l'un l'altro la loro rispettiva esistenza. Non parlo di epoche identiche, di personaggi simili e di esiti certi e prevedibili, ma di conduzione narrativa, di vicende determinanti per il destino dei protagonisti, scoperte solo alla fine, come si conviene,. Mistero nel primo romanzo, mistero nel secondo. In entrambi qualcuno tende volutamente a nascondere uno scritto rivelatore che causerebbe uno sconvolgimento epocale nel mondo della conoscenza e in chi la indaga. Analogie che fanno pensare ad un'invidiabile fertilità immaginativa nei nostri più felici autori di romanzi. Ma anche se nel testo di Rosario Fichera protagonista è un etrusco proveniente da Spina, per dovere di patria è del nostro Marcello Simoni che ci dobbiamo occupare e del suo ben confezionato thriller storico di ambientazione medievale. Poco importa se il genere è percorso da altri, se ambientazioni come quelle incontrate ne L'enigma dei Quattro Angeli richiamano da vicino il fortunato capolavoro di Umberto Eco. Importa che il genere non si estingua, e che giovani autori come Marcello Simoni diano prova di possedere i requisiti del vero narratore, capace cioè di fornire un encomiabile corredo documentario alla propria storia, con rigore e senza sbavature.
Detto in questo modo pare quasi che la trama ne soffra, a tutto vantaggio di una scrittura puntuale dove spicca la buonissima forma dialogica. Sarebbe un errore pensarlo: Marcello Simoni si misura con una vicenda dove enigmi, formule e rebus si inseriscono efficacemente accanto ad una scrittura sorvegliata, grazie alla quale riconosciamo al giovane comacchiese grande perizia in ambito storico, suffragata peraltro da molte pubblicazioni su riviste specializzate, a cominciare dalla nostra gloriosa «Analecta Pomposiana». Un campo, quello storico, di cui si dimostra padrone, lasciandoci la convinzione che il romanzo sia un unicum: niente a che vedere con Rosario Fichera, con Umberto Eco e con l'abusato filone di ambientazione claustrale.
In un giorno cupo di pioggia, di scrosci e temporali estivi, se ancora ne avremo a guastare ciò che resta di agosto, si leggano le pagine di Marcello Simoni. Cariche di evocazioni attinte e metabolizzate in anni di letture, di cortometraggi e di viaggi, quelle pagine valgono la nostra attenzione, villeggianti o meno, perché dense di fatti, di ricostruzioni fedeli, di misteri e di sapienza.