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Debiti, derivati e proposte PpF

24-03-2011 / Punti di vista

di Valentino Tavolazzi *

La scelta di non chiudere il derivato e di non estinguere anticipatamente 5 milioni di euro di mutui, come proposto da Progetto per Ferrara con emendamenti al bilancio, nel 2011 costerà ai ferraresi almeno 1,2 milioni di euro (800 mila il derivato e 400 mila il debito). E' incredibile che sindaco, Pd e maggioranza perseverino nel difendere l'indifendibile, sprecando denaro pubblico al solo scopo di non ammettere errori e responsabilità. In Comune c'è anche un altro problema, oltre all'inesperienza del giovane e brillante Marattin. Si tratta dell'ostinazione del settore finanze, che dopo aver stipulato quel capolavoro di derivato, continua a produrre argomenti, conteggi e comparazioni che non aiutano a fare la scelta giusta.
Propongo un ragionamento che qualsiasi buon padre di famiglia farebbe. Il Comune paga per 150 milioni di debito una rata annua di 17 milioni (circa l'11%), mentre possiede azioni Hera che rendono il 5,3% del valore a libro, senza contare le perdite del titolo già realizzate. Ebbene si trova nella stessa condizione di una famiglia che abbia acquistato un appartamento da 100 mila euro, con un mutuo dello stesso importo che costi 11000 euro di rata annua (capitale più interessi), e al tempo stesso possegga 100 mila euro di titoli Hera, con un rendimento annuo di 5300 euro. Questa famiglia, indotta dall'emorragia di cassa (11000-5300), si affretterà a vendere le azioni per estinguere il mutuo. Il suo patrimonio netto non cambierà. Prima aveva un appartamento (+100 mila), un debito (-100 mila) e titoli Hera (+100 mila), dopo la saggia decisione avrà l'appartamento (+100 mila), zero debito, zero titoli. E avrà definitivamente tamponato il salasso del suo bilancio famigliare.
Un ragionamento semplice, alla portata di chiunque, a maggior ragione di sindaco, giunta e maggioranza. Allora ci si chiede per quale motivo non si vendano le azioni Hera. L'unica risposta logica è che Maurizio Chiarini, amministratore delegato di Hera, non voglia! Modena, che non ha dato i natali all'amministratore della holding, ha già venduto.
E veniamo al derivato. Marattin sostiene che i tassi si muovono, pertanto nessun può fare previsioni. E' fin troppo facile obiettare che l'anno scorso Progetto per Ferrara le aveva fatte ed azzeccate. Il 15.2.10 avevamo pubblicamente dichiarato: "Nel 2010 lo strumento finanziario a rischio costerà alla collettività ferrarese 1,1 milioni di euro. Il meccanismo di calcolo è senza pietà. Quando il tasso Euribor 6 mesi è inferiore al 4,24% (da tempo è sotto l'1%), il Comune deve pagare a Dexia il 4,14% del debito sottostante al derivato (nel 2009 circa 40 milioni), mentre la banca deve pagare al Comune l'Euribor 6 mesi sullo stesso debito. Attualmente il saldo tra i due tassi sta tra 3,5% e 4% a sfavore del Comune e produce la perdita citata per il 2010 di 1,1 milioni di euro".
Il Comune nel 2010 ha speso 1,2 milioni di euro, più di quanto previsto da Ppf. Nel primo semestre 2011 pagherà un altro mezzo milione e prevediamo almeno 3-400 mila euro nel secondo semestre. A fine dell'anno, da quando è stato acceso il derivato Dexia, definito dal Pdl una "porcata", sarà in perdita totale di 7-800 mila euro. Soldi sborsati dai cittadini e non da chi ha deciso di non fare nulla, cioè sindaco, Pd e maggioranza. Tagliani ha dichiarato in consiglio che queste perdite sarebbero "baggianate", ma al tempo stesso ha lamentato di non poter garantire il pulmino scolastico a famiglie che ne avrebbero bisogno. Venda subito, ancorché in grave e responsabile ritardo, le azioni Hera, posto che Chiarini, appena riconfermato amministratore, non dovrebbe più avere più nulla da obiettare.

* - consigliere comunale Progetto per Ferrara