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Sanità, petrolchimico e conflitti di interesse

02-11-2011 / Punti di vista

di Francesco Portaluppi *

E' infondata e strumentale l'accusa di conflitto d'interessi e violazione del codice europeo di comportamento degli eletti rivolta dal consigliere Tavolazzi ai consiglieri del PD che lavorano per aziende sanitarie o del petrolchimico.
L'evidenza d'infondatezza sta nel fatto che in uno stato di diritto come il nostro nessuna azienda può legittimamente condizionare le attività di consigliere comunale di un suo dipendente, così come nessun consigliere comunale ha strumenti giuridici per poter esercitare il controllo sulla conduzione delle suddette aziende. Fa eccezione il Comune, ovviamente, i cui dipendenti non possono essere anche consiglieri, ma non è il nostro caso.
Non commento per brevità la confusione di Tavolazzi tra le limitate funzioni di un dipendente (anche dirigente) e gli effettivi poteri di governo aziendale d'una direzione generale. L'inconsistenza principale dell'accusa deriva dal confondere una funzione di controllo, quindi un potere d'intervento effettivo giuridicamente riconosciuto, con quelle che sono invece soltanto possibilità di esprimere pareri, osservazioni, auspici, indirizzi, richieste o pressioni politiche, in assenza però di qualsiasi potere vincolante. In particolare, le aziende sanitarie hanno ampia autonomia locale e sono controllate direttamente dalla Regione. Persino il Sindaco può intervenire soltanto in casi precisi di pericolo per la salute pubblica e solo "con ordinanze contingibili ed urgenti", oltre a collaborare (nella Conferenza socio-sanitaria) alla realizzazione locale della programmazione stabilita dalla Regione, potendo solo trasmettere a quest'ultima e ai direttori generali delle aziende eventuali osservazioni sui bilanci e l'andamento delle attività sanitarie nel suo territorio. In materia sanitaria il Comune non può neanche indire referendum: lo sa bene Tavolazzi, che ha dovuto inventarsene uno finto.
Anche la natura strumentale dell'accusa è evidente. Chi difende in buona fede un principio generale, è il primo a rispettarlo e ad applicarlo in tutti i casi. Invece, altri consiglieri non PD lavorano nella sanità ferrarese senza contestazioni da quello stesso Tavolazzi che del resto ha candidato a consiglieri, nel 2009, un dipendente Ausl, uno del petrolchimico, uno delle costruzioni edili nel settore pubblico e persino uno del Comune.
In definitiva, Tavolazzi insinua sospetti infamanti su interessi di "carriera e stipendio" che vizierebbero l'autonomia e l'indipendenza di consiglieri PD come Tafuro, Ricciardelli e il sottoscritto, riuscendo però a portare solo argomentazioni inconsistenti e in contraddizione persino con le sue stesse scelte. In questo modo però egli svela la vera natura del suo tentativo: un meschino espediente, nello stile diffamatorio a lui usuale, per tentare di squalificare chi contrasta con competenza ed esperienza dirette le sue politiche d'ostilità al petrolchimico e di terrorismo mediatico contro il nuovo ospedale.

* - consigliere comunale PD