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Nella stagione del teatro spazio anche ai classici e a Paolo Rossi che si cimenta nel Mistero Buffo di Fo

Beckett, Parise e Pirandello firmano la prosa del Comunale

18-05-2009 / Giorno per giorno

La drammaturgia del Novecento e i grandi classici, ma anche il circo e la musica d'autore: questi i nuclei intorno a cui è costruita la stagione di prosa 2009/2010 del Teatro Comunale di Ferrara.
Fra le tante presenze di richiamo spiccano Peter Brook e Robert Wilson, due fra i nomi più autorevoli della regia a livello internazionale. A 11 anni dalla produzione della Donna del mare di Ibsen (nell'adattamento di Susan Sontag) quando Robert Wilson insieme a Dominique Sanda e Philippe Leroy realizzò al Teatro Comunale il suo primo spettacolo teatrale in lingua italiana, il teatro del regista americano torna dunque in città con un progetto dedicato a Samuel Beckett. Wilson firmerà la regia di due tra le pièce più celebri del drammaturgo irlandese, scomparso esattamente vent'anni fa: L'ultimo nastro di Krapp (18 novembre), che lo vedrà impegnato anche come interprete, e Giorni felici, con Adriana Asti protagonista. Queste due nuove creazioni, che apriranno l'edizione 2009 del Festival dei due Mondi di Spoleto, saranno poi proposte in una breve tournée italiana che toccherà anche il Comunale di Ferrara, dove saranno presentate in esclusiva regionale. Il progetto dedicato a Beckett sarà integrato da proiezioni cinematografiche e incontri con il regista e vedrà un ulteriore momento di spettacolo con la riproposizione, nel mese di ottobre, di un classico della coreografia contemporanea, May B., che la coreografa francese Maguy Marin ha realizzato ispirandosi all'opera e alla modalità di lavoro di Beckett.
A distanza di sette anni dal grande successo registrato dalla Tragédie d'Hamlet, andrà in scena, dal 13 al 15 novembre, Warum warum di Peter Brook. In una scena essenziale che vede il pubblico collocato su una gradinata in palcoscenico, Miriam Goldschmidt, attrice storica della sua compagnia, sarà l'interprete di un monologo che compone come in un mosaico le riflessioni di grandi protagonisti e teorici del teatro del '900 - da Artaud a Craig, a Mejerchold - e va alla radice del fare teatro, interrogandosi sul suo significato.
Dopo questi appuntamenti di carattere davvero eccezionale (ricordiamo che sia Warum Warum che L'ultimo nastro di Krapp sono presentati in lingua originale con sopratitoli e sono fuori abbonamento), la riflessione sulla drammaturgia del Novecento prosegue con altre proposte di grande qualità.
Si inizia con Natalia Ginzburg e il suo teatro di parola, un teatro fatto in apparenza "di chiacchiere", dietro cui si nasconde un profondo disagio esistenziale. L'attore e regista Valerio Binasco, che nel 2004 aveva realizzato una versione particolarmente riuscita di Ti ho sposato per allegria, torna a confrontarsi con queste storie minimaliste con L'intervista, in scena il 24 e 25 novembre. Al suo fianco un'interprete carismatica come Maria Paiato, capace di esplorare con leggerezza tra le pieghe di una scrittura teatrale vivace, sfrontatamente fragile e carica di ironia, che racconta con acutezza l'Italia degli anni Ottanta.
Affonda le radici nel Novecento anche il teatro di Eric-Emmanuel Schmitt, scrittore francese che negli ultimi dieci anni è diventato uno dei più rappresentati al mondo. Da una sua opera è stato tratto il film con Omar Sharif Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (2003). È autore anche del Visitatore, Il libertino e Variazioni enigmatiche, testo già presentato dalla Compagnia Mauri Sturno. Glauco Mauri e Roberto Sturno tornano ora a questo autore e ripropongono, dal 18 al 20 dicembre, Il vangelo secondo Pilato, una commossa meditazione sull'uomo Gesù affidata al personaggio di Ponzio Pilato.
Un gradito debutto per il palcoscenico del Comunale è quello di Leo Gullotta, che dopo il successo dell'Uomo, la bestia e la virtù, (95mila spettatori e la candidatura come miglior attore protagonista ai Premi Olimpici del Teatro 2008), si confronta nuovamente con la sua terra natale, la Sicilia, e con il suo autore teatrale più rappresentativo, Luigi Pirandello, in uno dei suoi primi e più famosi drammi: Il piacere dell'onestà, che sarà in scena dal 21 al 24 gennaio con la regia di Fabio Grossi.
Sorta di piccoli poemi in prosa che ci sorprendono oggi per la freschezza, l'immediatezza quasi infantile del racconto e la magia umile ed alta dei personaggi, I Sillabari di Goffredo Parise saranno portati in scena dal 4 al 7 febbraio con la consueta ironica maestria da Paolo Poli.
Mistero buffo è senza dubbio lo spettacolo più famoso di Dario Fo, ormai considerato un classico del Novecento. Opera dal sapore beffardo e profetico che ci ricollega alla tradizione del teatro popolare risalente al Medio Evo, viene ora portato in scena, dal 18 al 21 marzo, da Paolo Rossi, che proprio da Fo è stato "scoperto" e che con lui ha esordito alla fine degli anni '70.
La stagione è poi completata da alcuni fra i più affascinanti classici del teatro di prosa. Dopo il successo di Giulietta e Romeo nella scorsa stagione, Shakespeare raddoppia. Nella Tempesta - in programma dal 7 al 10 gennaio - ritroviamo un grande attore come Umberto Orsini, che viene diretto da Andrea De Rosa in un allestimento che vuole mettere l'accento sulle realtà parallele della vita quotidiana e quella di un universo misterioso che a volte si dimostra più forte e concreto della realtà.
Dopo tanti ruoli teatrali e dopo i grandi successi televisivi e cinematografici, per la prima volta ospite di Ferrara, dal 13 al 17 gennaio Alessandro Preziosi sarà il protagonista di Amleto, proposto nella bella traduzione di Eugenio Montale. La regia di Armando Pugliese si tiene lontana dagli stereotipi e disegna un Amleto meno eroico e malinconico, più deciso e risoluto nella sua ricerca di giustizia. La modernità dell'allestimento è scandita anche dalle musiche dei Massive Attack e degli Zero P:M.
È un ritorno particolarmente gradito, invece, quello di Massimo Popolizio, uno degli attori cardine del panorrama teatrale italiano, di cui ci piace ricordare, al di là della ricchissima carriera teatrale, le presenze sul grande schermo in film come Romanzo criminale, Mare nero, Mio fratello è figlio unico, il Divo di Sorrentino. Popolizio sarà impegnato, dal 18 al 21 febbraio, nella rivisitazione, a cura del regista Daniele Abbado, di un classico come Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Un testo con cui Popolizio si era già confrontato alcuni anni fa in occasione del progetto Le avventure del brutto, creato da Umberto Eco per la Milanesiana 2006.

Si esce dal teatro di prosa tout court, invece, con i due spettacoli che segnano rispettivamente l'inizio e la fine della stagione.
Uomini in frac, spettacolo di inaugurazione in scena dal 5 all'8 novembre, è una rilettura in chiave jazz della musica di Domenico Modugno. Un concerto ideato da Peppe Servillo, voce degli Avion Travel, e dal contrabbassista Furio Di Castri, che hanno coinvolto nel progetto alcuni fra i migliori rappresentanti del jazz e della musica d'autore italiana: il chitarrista Avion Travel Fausto Mesolella, il trombettista Fabrizio Bosso, Javier Girotto al sax e clarinetto, Rita Marcotulli al pianoforte, Cristiano Calcagnile alla batteria, Mimmo Epifani al mandolino e Mimì Ciaramella alle percussioni. Attraverso l'originale lettura proposta da Di Castri, si scopre brano dopo brano la modernità di un autore che con la sua presenza scenica e le sue intuizioni avrebbe rivoluzionato il linguaggio della musica leggera italiana.
La stagione si chiude infine, dall'11 al 15 maggio, con lo spettacolo realizzato dal Centre National Des Arts du Cirque di Châlons en Champagne, istituto di alta formazione circense sostenuto dal Ministero francese della Cultura. Diciannove artisti di età tra i 18 e i 29 anni, dopo un corso di studi incentrato sull'esplorazione delle poetiche più innovative dei linguaggi circensi, saranno impegnati in uno spettacolo di grande fascino visivo, che mescola le arti circensi di acrobati e giocolieri danza, teatro e musica e avrà luogo fuori dal teatro, in un classico tendone collocato tra via Orlando Furioso e via Leopardi, nella suggestiva cornice delle vicine mura estensi. Un allestimento adatto sia al pubblico adulto che ai bambini: e a questo proposito il Teatro Comunale ha voluto favorire la presenza delle famiglie, prevedendo l'ingresso gratuito per ogni bambino fino a 12 anni purché accompagnato da un adulto.
E' prevista anche una sorta di preludio il 23 e 24 settembre alle 20 con Opera Futura 2009. Il progetto sperimentale dedicato al nuovo teatro musicale, promosso dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con i Teatri di Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Bologna, prosegue, dopo il Fidelio Off, con un nuovo appuntamento. La nuova produzione vede impegnata Fanny & Alexander, compagnia di punta della ricerca teatrale sin dagli anni '90, particolarmente interessata alla commistione dei diversi linguaggi teatrali, a proporre in prima nazionale al Comunale di Ferrara lo spettacolo South - North, opera musicale in due atti, di cui il primo, South - parte del progetto dedicato all'opera The Wonderful Wizard of Oz di Frank L. Baum - è stato presentato alla Biennale di Musica Contemporanea di Zagabria, nelle scorse settimane.

La stagione di prosa 2009/2010 sarà integrata da incontri di approfondimento con le compagnie e gli artisti ospiti realizzati in collaborazione con le associazioni del territorio, con le scuole superiori e con le facoltà universitarie. Il programma delle iniziative sarà presentato in autunno.
La stagione 2009/2010 si avvale del sostegno di Cassa di Risparmio di Ferrara, sponsor istituzionale del Teatro Comunale di Ferrara.

Vendita abbonamenti: conferme dal 23 maggio; nuovi abbonamenti dal 5 giugno

Per informazioni: biglietteria del Teatro Comunale tel. 0532 202675, fax 0532 206007
www.teatrocomunaleferrara.it - info.teatro@comune.fe.it